WP_Post Object ( [ID] => 497119 [post_author] => 25 [post_date] => 2018-02-27 12:52:40 [post_date_gmt] => 2018-02-27 11:52:40 [post_content] => La prima generazione (denominata internamente C219) fece discutere per il suo aspetto innovativo, con linee da coupé di grandi dimensioni che non si erano mai viste prima. Creò di fatto il segmento delle coupé a 4 porte. Dopo i primi scetticismi, la scommessa di Mercedes fu vinta, perché il successo fu tale da vedere i principali competitor lanciare modelli che si proponevano come concorrenti dirette, pensiamo ad esempio alla Audi A7. Nel 2010 arrivò la seconda CLS (sigla interna C218), che due anni più tardi vide la gamma ampliarsi, con la nascita della versione “giardinetta”, la CLS Shooting Brake. Un’altra provocazione, dato che mai si era visto qualcosa di simile per un’auto di serie, che però diede origine ad una sorella minore. La casa tedesca ha infatti sfruttato il successo della CLS per inserire nella sua gamma prima la CLA (2013), poi la sua variante CLA SB (2015). Un proliferare di sigle e modelli che ha forse un po’ confuso il mercato, o quantomeno è andata nella direzione opposta a quella di una razionalizzazione della produzione. Troppi modelli, finiscono da un lato per assecondare le diverse esigenze di un mercato sempre più segmentato, dall’altro fanno inesorabilmente lievitare i conti per il loro sviluppo. Così pare che, stando alle ultime indiscrezioni, la terza CLS rinuncerà alla sua versione station wagon, lasciando la definizione Shooting Brake alla sola sorella minore, che sembrerebbe invece poter avere una doppia configurazione anche in futuro. Detto questo, in attesa di vederla (forse) dal vivo in Europa all’imminente Salone di Ginevra e dopo aver debuttato nei saloni dell’auto americani di Los Angeles e Detroit, quest’ultimo lo scorso mese di gennaio, la nuova Mercedes CLS si è tolta i veli in una prima apparizione dinamica a Barcellona, ma sembra già avere un futuro molto incerto, quantomeno dal punto di vista delle vendite, ancor prima del suo imminente debutto sul mercato. In primo luogo perché il proliferare di modelli rischia di portare la casa della stella a cannibalizzarsi la clientela con altre vetture. Con i motori diesel che sembrano al momento sulla via dell’estinzione, le versioni a benzina sono meno interessanti per mercati come quello italiano, ad esempio, dove poi la nascente AMG GT4 potrebbe sottrarre interesse alla nuova CLS. Le due auto sono simili da molti punti di vista, ma la seconda è sicuramente meno accattivante da altri. Qualcuno poi storce il naso rispetto al suo aspetto, ritenuto ormai troppo maturo, se pur aggiornato, a circa 15 anni dalla nascita della prima CLS. La terza generazione anticipa il nuovo linguaggio di Mercedes, con linee pulite e senza rinunciare ad una buona dose di sportività, oltre a mettere sul piatto una dotazione tecnologica di tutto rispetto, ma le sue armi sembrano essere decisamente meno affilate che in passato. [caption id="attachment_497133" align="alignnone" width="660"]Un confronto con le precedenti due generazioni - Foto Wikipedia[/caption] A volere vedere il bicchiere mezzo vuoto la nuova CLS non avrà una vita molto facile: perde la versione Shooting Brake, ha un aspetto fin troppo simile a quello innovativo visto con la sua prima versione di ormai quasi 15 anni fa, ha una concorrente interna molto carismatica come la AMG GT4 e vive un momento di passaggio dalle motorizzazioni a gasolio verso l’era dell’elettrificazione. Di certo però anche la prima Mercedes CLS non nasceva con il favore della critica, o almeno una parte di essa, ma ha saputo smentire ogni previsione, andando oltre i risultati più rosei che si potesse ipotizzate per lei. Quanto alle motorizzazioni, quelle che saranno disponibili al debutto saranno due a gasolio, entrambe a sei cilindri con la CLS 350d 4Matic e la 400d 4Matic, capaci rispettivamente di 286 e 340 CV, con valori di coppia massima di 600 e 700 Nm. A questi si affiancheranno poi la versione ibrida, la CLS 450 4Matic con un sistema mild hybrid, che aggiunge una piccola unità elettrica da 22 CV ad un benzina 3.0 litri da 367 CV. Al Salone di Detroit 2018 è stata poi presentata anche la AMG CLS 53 4Matic+, sempre con tecnologia mild hybrid, ma capace di prestazioni di tutto rispetto, con uno 0-100 percorso in 4,5 secondi e 270 km/h di velocità massima. [post_title] => Nuova Mercedes CLS, un futuro incerto per la nascente terza generazione? [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => nuova-mercedes-cls-un-futuro-incerto-per-la-nascente-terza-generazione [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2018-02-27 12:52:40 [post_modified_gmt] => 2018-02-27 11:52:40 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.motorionline.com/?p=497119 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Nuova Mercedes CLS, un futuro incerto per la nascente terza generazione?

Perde la versione Shooting Brake ed offre un look molto simile (troppo?) a quello di 15 anni fa

Mercedes CLS MY2018 - Nasce tra lo scetticismo la terza generazione della coupé a 4 porte della casa della stella. Sarà in grado di conquistare il mercato?
Nuova Mercedes CLS, un futuro incerto per la nascente terza generazione?

La prima generazione (denominata internamente C219) fece discutere per il suo aspetto innovativo, con linee da coupé di grandi dimensioni che non si erano mai viste prima. Creò di fatto il segmento delle coupé a 4 porte. Dopo i primi scetticismi, la scommessa di Mercedes fu vinta, perché il successo fu tale da vedere i principali competitor lanciare modelli che si proponevano come concorrenti dirette, pensiamo ad esempio alla Audi A7. Nel 2010 arrivò la seconda CLS (sigla interna C218), che due anni più tardi vide la gamma ampliarsi, con la nascita della versione “giardinetta”, la CLS Shooting Brake. Un’altra provocazione, dato che mai si era visto qualcosa di simile per un’auto di serie, che però diede origine ad una sorella minore. La casa tedesca ha infatti sfruttato il successo della CLS per inserire nella sua gamma prima la CLA (2013), poi la sua variante CLA SB (2015). Un proliferare di sigle e modelli che ha forse un po’ confuso il mercato, o quantomeno è andata nella direzione opposta a quella di una razionalizzazione della produzione. Troppi modelli, finiscono da un lato per assecondare le diverse esigenze di un mercato sempre più segmentato, dall’altro fanno inesorabilmente lievitare i conti per il loro sviluppo. Così pare che, stando alle ultime indiscrezioni, la terza CLS rinuncerà alla sua versione station wagon, lasciando la definizione Shooting Brake alla sola sorella minore, che sembrerebbe invece poter avere una doppia configurazione anche in futuro.

Detto questo, in attesa di vederla (forse) dal vivo in Europa all’imminente Salone di Ginevra e dopo aver debuttato nei saloni dell’auto americani di Los Angeles e Detroit, quest’ultimo lo scorso mese di gennaio, la nuova Mercedes CLS si è tolta i veli in una prima apparizione dinamica a Barcellona, ma sembra già avere un futuro molto incerto, quantomeno dal punto di vista delle vendite, ancor prima del suo imminente debutto sul mercato. In primo luogo perché il proliferare di modelli rischia di portare la casa della stella a cannibalizzarsi la clientela con altre vetture.

Con i motori diesel che sembrano al momento sulla via dell’estinzione, le versioni a benzina sono meno interessanti per mercati come quello italiano, ad esempio, dove poi la nascente AMG GT4 potrebbe sottrarre interesse alla nuova CLS. Le due auto sono simili da molti punti di vista, ma la seconda è sicuramente meno accattivante da altri.

Qualcuno poi storce il naso rispetto al suo aspetto, ritenuto ormai troppo maturo, se pur aggiornato, a circa 15 anni dalla nascita della prima CLS. La terza generazione anticipa il nuovo linguaggio di Mercedes, con linee pulite e senza rinunciare ad una buona dose di sportività, oltre a mettere sul piatto una dotazione tecnologica di tutto rispetto, ma le sue armi sembrano essere decisamente meno affilate che in passato.

Un confronto con le precedenti due generazioni – Foto Wikipedia

A volere vedere il bicchiere mezzo vuoto la nuova CLS non avrà una vita molto facile: perde la versione Shooting Brake, ha un aspetto fin troppo simile a quello innovativo visto con la sua prima versione di ormai quasi 15 anni fa, ha una concorrente interna molto carismatica come la AMG GT4 e vive un momento di passaggio dalle motorizzazioni a gasolio verso l’era dell’elettrificazione. Di certo però anche la prima Mercedes CLS non nasceva con il favore della critica, o almeno una parte di essa, ma ha saputo smentire ogni previsione, andando oltre i risultati più rosei che si potesse ipotizzate per lei.

Quanto alle motorizzazioni, quelle che saranno disponibili al debutto saranno due a gasolio, entrambe a sei cilindri con la CLS 350d 4Matic e la 400d 4Matic, capaci rispettivamente di 286 e 340 CV, con valori di coppia massima di 600 e 700 Nm. A questi si affiancheranno poi la versione ibrida, la CLS 450 4Matic con un sistema mild hybrid, che aggiunge una piccola unità elettrica da 22 CV ad un benzina 3.0 litri da 367 CV. Al Salone di Detroit 2018 è stata poi presentata anche la AMG CLS 53 4Matic+, sempre con tecnologia mild hybrid, ma capace di prestazioni di tutto rispetto, con uno 0-100 percorso in 4,5 secondi e 270 km/h di velocità massima.

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