DS 7 Crossback, guidare sul velluto [VIDEO TEST DRIVE]

Parola d'ordine: comfort

Finalmente ci siamo messi alla guida della nuova DS 7 Crossback, la prima auto progettata appositamente per il nuovo marchio del Gruppo PSA. Ci siamo messi alla guida sulle strade intorno a Roma e proprio sulle vie spesso piene di buche della Capitale abbiamo potuto apprezzare una delle qualità più significative della DS 7: la comodità

In principio ci furono la DS 5, la DS 4 con versione Crossback e la recente DS 3. Quattro vetture in tutto, che hanno portato a battesimo il marchio premium francese nato da una “costola” di Citroën. Quelli, però, erano più dei restyling dei modelli che già conoscevamo. La DS 7 Crossback, invece, è qualcosa di completamente nuovo, pensato appositamente per inaugurare la serie di lanci che da qui a cinque anni definiranno l’offerta della casa e copriranno, come confermato dallo stesso brand director Francesco Calcara, quasi il 90% dei segmenti di mercato.

Ora, però, dobbiamo parlare della DS 7 Crossback, che già avevamo avuto modo di scoprire nel nostro speciale #5CosedaSapere prima ancora che la vettura arrivasse in strada. Ora, però, abbiamo potuto toccare con mano le versioni di larga produzione, dopo che l’edizione La Premiere è ufficialmente andata fuori mercato come previsto lo scorso 31 dicembre. Tra ispirazioni e allestimenti di pregio, questa SUV avrà l’obiettivo dichiarato di vendere nel 2018 ben 2.500 esemplari, andando a far sentire la sua presenza ad avversari già ben radicati nel settore come l’Audi Q3 e non solo. Le doti ci sono tutte, soprattutto se apprezzate le auto molto curate nello stile e nel design. L’eleganza, infatti, fa da padrona sin dal primo sguardo, con la carrozzeria esterna decorata da accenti cromati molto belli da vedere, i quali racchiudono l’ormai ben conosciuta griglia del marchio DS. Solamente con l’ispirazione Performance Line questi particolari passano ad un più aggressivo nero opaco con il logo del ramo sportivo che sostituisce quello caratteristico della casa. Per il resto questo look viene riproposto su tutte le versioni e di sicuro non ci dispiace. Per essere un SUV da 4,5 metri circa, infatti, la DS 7 presenta uno stile molto curato e dinamico, come si nota anche dal profilo dei vetri laterali e dalle nervature. Queste, molto ben marcate, rappresentano un’ideale continuazione dei grandi gruppi ottici anteriori, caratterizzati dalla tecnologia DS Active LED Vision. Questa si presenta con un totale di tre elementi mobili dal design diamantato (una caratteristica che troveremo su tutta l’auto) capaci non solo di creare una firma luminosa inconfondibile, ma anche di adattarsi alle condizioni di guida e al tipo di svolta che il conducente sta effettuando. Anche i fari posteriori sono però assolutamente interessanti, grazie al loro design tridimensionale (la forma, provate a indovinare, è sempre quella diamantata) e alla barra cromata che li unisce idealmente con la scritta Crossback impressa. Infine abbiamo gli ampi cerchi in lega, fino a 20 pollici, con un design DS che ormai da diversi anni abbiamo imparato ad apprezzare.

Esterni molto curati, nulla da dire, ma a nostro giudizio il vero “pezzo forte” della DS 7 è l’abitacolo. Qui troviamo un ambiente al livello delle berline premium più prestigiose e non stiamo esagerando. La DS 7, infatti, è palesemente stata concepita per essere comoda. Sa tirare fuori un po’ di verve quando la si spinge, ma è evidente come sia una vettura pensata per chi vuole viaggiare comodo e con la giusta dose di eleganza. Le sellerie e i materiali utilizzati nell’abitacolo sono infatti di assoluto pregio, nella quasi totalità dei casi morbidi al tocco e piacevoli alla vista. Pensate poi che tra non molto farà il suo debutto anche una variante con inserti in legno e il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron gira con una DS 7 presidenziale decorata con fogli d’oro. Se l’auto presidenziale, però, è un oggetto unico, tutte le altre varianti della DS 7 sono a disposizione e in fondo ad un prezzo nemmeno troppo alto, ma a questo verremo dopo. Per ora limitiamoci a vedere i sedili certificati AGR con il tipico design a braccetto d’orologio, simbolo ormai del marchio transalpino. Una volta seduti, però, la prima cosa che salta all’occhio è ovviamente il sistema di infotainment, composto da due display da 12 pollici di diagonale. Su quello centrale, touchscreen, è possibile comandare ogni singolo aspetto dell’auto, compreso lo stile grafico e la luce ambientale interna. È possibile programmare dei “pacchetti” di impostazioni personali, così da poter scegliere quale usare a seconda dell’umore personale del giorno. Il quadro comandi ospita il secondo display e come ormai sempre più spesso accade mostra praticamente tutte le impostazioni e le indicazioni più importanti della vettura, compreso il navigatore GPS (il software è comunque compatibile con Apple CarPlay e Android Auto). I sedili sono estremamente comodi e lo spazio a disposizione per ogni singolo passeggero è davvero notevole, nonostante la “curva” del tunnel dalla parte del passeggero anteriore che forse potrebbe dare leggermente fastidio ai più alti. Dietro la panca è omologata per altre tre persone e se in cinque totali l’ultimo potrebbe avere qualche costrizione, in quattro si viaggia da re (ci scusi, signor Presidente). Basti pensare che anche qui si può avere a disposizione la regolazione elettrica dello schienale. Altri tocchi di classe sono l’orologio realizzato dall’ormai storico partner B.R.M. posto sul centro del cruscotto, immediatamente sopra al pulsante dell’accensione (posizionamento questo un po’ bizzarro, così come le luci di emergenza sul lato estremo destro della console) e le decorazioni diamantate ripetute su numerosi elementi e pulsanti dell’abitacolo, anche queste derivate dalla tradizione dell’orologeria. Particolare la scelta di mettere i comandi dei cristalli elettrici al centro del tunnel, una novità che potrebbe risultare un po’ scomoda nei primi tempi di guida dell’auto. Ottima invece la disponibilità di vani porta oggetti, che ci portano a chiudere l’ideale cerchio con il bagagliaio. Questo è un altro fiore all’occhiello del marchio, grazie alla sua capienza base di 555 litri che pongono la DS 7 ai posti più alti della categoria dei SUV di medie dimensioni. Sono disponibili tre allestimenti di base (So Chic, Business e Grand Chic) ai quali si aggiungono le varie “ispirazioni” che personalizzano colori e aspetto interno (Bastille, Rivoli, Opera in due varianti, Performance Line e il prossimamente disponibile Faubourg con gli inserti in legno).

Il comfort della DS 7 Crossback, però, non riguarda unicamente l’abitacolo, anzi. Il titolo che abbiamo scelto è assolutamente sincero e voluto, in quanto dal punto di vista meccanico questa SUV è una delle più confortevoli del suo segmento. La base è la stessa piattaforma EMP2 che era stata usata sull’apprezzatissima Peugeot 3008 e già questo è un biglietto da visita da non sottovalutare. Vi è, però, una fondamentale differenza: il retrotreno, infatti, non ha più il ponte torcente, ma uno schema a bracci indipendenti. Questa modifica è stata fatta per esaltare ancora di più il lavoro del DS Active Scan, un avanzato sistema basato su una telecamera posta dietro al retrovisore del parabrezza che si occupa di inquadrare e scansionare il manto stradale di fronte alla vettura, calibrando in maniera invisibile le sospensioni di conseguenza. Il risultato è impressionante: si guida sul velluto, anche quando ci si trova su una strada piena di buche e dossi. Un sistema incredibilmente efficace, che al prezzo di una leggera perdita di sensibilità nei confronti della strada vi consegnerà un’auto dal comfort di guida eccezionale. Se uniamo questo dispositivo ai sistemi del pacchetto DS Pilot, più banalmente Adaptive Cruise Control e Lane Departure Assist, la DS 7 sui lunghi viaggi autostradali viaggia quasi da sola. L’impegno diventa quasi non addormentarsi in tanta comodità, ma per fortuna DS ha pensato anche di inserire un sistema di controllo dell’attenzione del guidatore sul volante, in grado di avvisare il guidatore o di consigliargli una pausa (il software, infatti, analizza gli occhi nei primi 5 minuti di viaggio ed è quindi in grado di distinguere la stanchezza basandosi sulle abitudini del guidatore).

Il tutto è quindi associato con una dotazione di motorizzazioni di ottimo livello. Noi in questo primo contatto abbiamo provato due diesel, ovvero i BlueHDi da 130 e da 180 Cv di potenza, il primo con cambio manuale a sei marce e il secondo con l’automatico a otto rapporti (davvero eccezionale e morbidissimo nelle cambiate). A ottobre arriverà il cambio automatico anche sul 130 Cv, mentre per quanto riguarda i benzina abbiamo a disposizione gli onnipresenti PureTech del gruppo PSA, inizialmente solo con potenza da 225 Cv e cambio automatico, ma in futuro anche da 180 (luglio) e da 130 Cv (cambio manuale a novembre). Infine è in programma anche la versione ibrida E-Tense, che grazie alla particolare disposizione dei motori elettrici sarà l’unica a godere di una vera e propria trazione integrale (così sarà anche per tutti i modelli futuri del marchio). Le due meccaniche che abbiamo testato si sono comportate piuttosto bene e in linea con l’assetto della vettura. Nulla di sportivo, ma perfettamente adatto al tipo di vettura. Erogazione della potenza molto equilibrata e morbida, con un volante leggero e preciso. Particolare il pedale dell’acceleratore, davvero molto morbido. Si può, volendo, inserire una modalità sport che effettivamente rende molto più nervosa l’auto, in quanto di fatto disattiva il sistema di regolazione delle sospensioni. Anche il volante diventa sensibilmente più rigido e il sound dell’auto viene amplificato. Detto questo, però, non è certo lo sprint il DNA di quest’auto.

La nuova DS 7 Crossback sta arrivando nei concessionari proprio in questi giorni e se desiderate provarla, per il weekend del 10-11 marzo è previsto il primo porte aperte. Per quanto riguarda il listino, la DS 7 Crossback parte da un incoraggiante 31.100 € per la versione entry level, anche se la variante che vedete nel nostro video e nelle foto è decisamente più equipaggiata e viene venduta a 54.800 € chiavi in mano, IVA inclusa. Già con gli allestimenti più bassi, però, si può ottenere una vettura esclusiva e performante, molto invitante soprattutto per chi fa lunghi viaggi.

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1 commento

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  1. Michael 1963

    30 maggio 2018 at 19:27

    Va bene che è il momento dei SUV e CROSSOVER, ma che fine ha fatto l’ammiraglia del Gruppo Citroen marchiata DS? A me i SUV e CROSSOVER piacciono, ma preferisco la tradizionale berlina lussuosa del segmento E (categoria BMW 5, Audi A6, ecc. per intenderci). Pertanto seguo con attenzione tutti gli sviluppi sul tema, ma purtroppo è da un pò di tempo che della ammiraglia di segmento E marchiata DS non se ne sente più parlare!…. Spero non venga sacrificata in nome dei SUV, che tanto vanno di moda e tanti numeri di vendita fanno!….

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