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Finti autovelox? Non sono illegali

I finti autovelox avevano già suscitato polemiche un paio d’anni fa, quando erano finiti al centro di un servizio televisivo della trasmissione Le Iene (si scoprì che più di 400 comuni italiani li avevano comprati anche a 20 volte il normale prezzo di mercato, fino a 3mila euro cadauno). C’è però un problema. Pur non essendo contemplate dal Cds, queste colonnine non risultano illegali (o meglio, non sono autorizzate, ma neppure vietate). Possono infatti essere utilizzate per il controllo della velocità a precise condizioni: all’interno va piazzato un dispositivo omologato e accanto al totem deve essere presente una pattuglia, in modo che ogni automobilista possa rendersi conto del fatto che è in corso un controllo. Inoltre, è necessario assicurarsi che il contenitore non alteri la funzionalità del vero autovelox. Al momento quindi, i totem colorati svolgono la stessa funzione di un cartello stradale che invita a ridurre la velocità, senza però rientrare tra i dispositivi previsti dalla legge. E per il Ministero sono pure pericolosi. «La loro eventuale dislocazione a bordo strada - si legge in una nota risalente al 2014 - dovrebbe considerare la possibilità che tali manufatti possano costituire ostacolo fisso, ancorché posti al di fuori della carreggiata». Eppure nessuno si sogna di toglierli dalle strade, anche perché parecchi sindaci hanno confermato come questi finti autovelox, malgrado le polemiche, abbiano finora contribuito a ridurre le velocità in alcuni tratti di strade e, di conseguenza, vadano anch'essi annoverati tra i sistemi di prevenzione della sicurezza stradale. [post_title] => Finti autovelox: «Non sono omologati», ma è boom sulle strade [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => finti-autovelox-non-omologati [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2018-04-24 09:12:55 [post_modified_gmt] => 2018-04-24 07:12:55 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.motorionline.com/?p=517054 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Finti autovelox: «Non sono omologati», ma è boom sulle strade

Il Codice della Strada non li prevede, ma parecchi comuni li acquistano. E non a prezzo di saldo...

Parecchie polemiche hanno suscitato i finti autovelox, totem colorati che sembrano misuratori di velocità ma che in realtà non lo sono
Finti autovelox: «Non sono omologati», ma è boom sulle strade

Non rientrano nella segnaletica stradale, né tantomeno nella disciplina dei dispositivi di rilevazione, eppure tantissimi comuni italiani li hanno acquistati (a costi non indifferenti) per poi piazzarli sulle strade del Belpaese. Stiamo parlando dei finti autovelox, i totem colorati che a prima vista assomigliano ai classici misuratori di velocità ma che poi, al loro interno, sono quasi sempre vuoti.

In effetti, la colonnina piazzata dai vigili ai lati delle strade è una specie di “spaventapasseri” e anche chi non rispetta i limiti non rischia la multa. «Questi totem – così il quotidiano La Stampa riprendendo una dichiarazione del dipartimento Trasporti del Ministero delle Infrastrutturenon sono omologati. Anzi, non potranno mai essere omologati. Per una ragione semplice: non sono previsti dal Codice della Strada».  

 

Finti autovelox? Non sono illegali

I finti autovelox avevano già suscitato polemiche un paio d’anni fa, quando erano finiti al centro di un servizio televisivo della trasmissione Le Iene (si scoprì che più di 400 comuni italiani li avevano comprati anche a 20 volte il normale prezzo di mercato, fino a 3mila euro cadauno).

C’è però un problema. Pur non essendo contemplate dal Cds, queste colonnine non risultano illegali (o meglio, non sono autorizzate, ma neppure vietate). Possono infatti essere utilizzate per il controllo della velocità a precise condizioni: all’interno va piazzato un dispositivo omologato e accanto al totem deve essere presente una pattuglia, in modo che ogni automobilista possa rendersi conto del fatto che è in corso un controllo. Inoltre, è necessario assicurarsi che il contenitore non alteri la funzionalità del vero autovelox.

Al momento quindi, i totem colorati svolgono la stessa funzione di un cartello stradale che invita a ridurre la velocità, senza però rientrare tra i dispositivi previsti dalla legge. E per il Ministero sono pure pericolosi. «La loro eventuale dislocazione a bordo strada – si legge in una nota risalente al 2014 – dovrebbe considerare la possibilità che tali manufatti possano costituire ostacolo fisso, ancorché posti al di fuori della carreggiata». Eppure nessuno si sogna di toglierli dalle strade, anche perché parecchi sindaci hanno confermato come questi finti autovelox, malgrado le polemiche, abbiano finora contribuito a ridurre le velocità in alcuni tratti di strade e, di conseguenza, vadano anch’essi annoverati tra i sistemi di prevenzione della sicurezza stradale.

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