Autovelox mimetizzati su auto private: polemiche in Francia

La sperimentazione sarebbe già attiva in Normandia

Autovelox mimetizzati su auto private – Si parla di test Nel nord della Francia, con l'intento di aumentare la presenza di mezzi privati nel monitoraggio del traffico, sgravando la Polizia da questi controlli per indirizzarla maggiormente su altre funzioni
Autovelox mimetizzati su auto private: polemiche in Francia

Il classico autovelox o il più evoluto sistema Tutor sono solo due tra le soluzioni utilizzate per rilevare la velocità dei veicoli sulle strade. Nonostante le differenze, c’è un fattore che accomuna entrambi: una postazione fissa. Esistono anche sistemi mobili usati dalle Forze dell’Ordine, ma in Francia si è pensato di dare spazio su questo fronte alle vetture private, rendendo poco visibili anche i sistemi di monitoraggio per sanzionare gli eventuali “piedi pesanti” transalpini.

In base a quanto affiorato sull’argomento, si tratta di una sperimentazione già avviata in Normandia, nel Nord del Paese. Un test che prevede l’impiego di vetture private non identificabili e prive di qualsiasi contrassegno di riconoscimento, dotate di apparecchiature anche queste non visibili e ben inglobate sulle vetture, ad esempio dietro il parabrezza, piuttosto che in prossimità della targa. Le auto impiegate per questo compito, in ogni caso, non risulterebbero affidate a comuni cittadini. Si tratta bensì di vetture legate a una o più società, alla quale sarebbe delegata la funzione di monitoraggio della viabilità.

Le rilevazioni, poi, sarebbero effettuate attenendosi a precise regole: prima di tutto la stessa Gendarmerie francese indicherebbe i punti di sosta e dove rilevare la velocità dei veicoli in transito, in base ai limiti indicati, quindi gli stessi controlli sarebbero totalmente automatizzati. Una soluzione imprevedibile e modulare, considerando i fattori accennati e, dalle prime reazioni, non proprio gradita agli automobilisti francesi. L’intento comunque sarebbe quello di rafforzare e rendere più capillari i controlli, a vantaggio della sicurezza stradale, convergendo la Polizia verso compiti più sensibili in materia di ordine pubblico. In base al successo dell’operazione, il piano prevederebbe la presenza di oltre 400 veicoli “privati” dotati di dispositivi per il monitoraggio della velocità, entro la fine del 2018.

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