WP_Post Object ( [ID] => 527918 [post_author] => 8 [post_date] => 2018-06-01 12:19:34 [post_date_gmt] => 2018-06-01 10:19:34 [post_content] => Come anticipato, a Balocco in questi minuti si sta svolgendo la presentazione del Piano Industriale del Gruppo FCA per il quinquennio 2018-2022, il primo che non vedrà Sergio Marchionne al timone del colosso italo-americano. Da quello che sta venendo confermato, però, i marchi del gruppo vivranno una nuova fase di rinascita, con differenziazioni a livello di prodotto e non solo. Jeep è stata una delle prime case ad essere trattate nella conferenza, in quanto sicuramente una delle più internazionali e riconoscibili a livello mondiale. La parola è stata presa direttamente da Michael Manley, boss di Jeep, il quale ha prima di tutto aperto la casa al mondo dell’elettrico, seppur con estrema calma. La svolta elettrica del mondo automotive (notare bene che si parla anche di auto ibride, non solo di elettriche pure) prima o poi avverrà, come ammesso dallo stesso Manley, ma occorrerà fare le cose nelle giuste tempistiche. Pare comunque che entro la fine di questo quinquennio industriale tutti i modelli FCA avranno almeno una variante elettrificata. Jeep, in particolare, lancerà ben 14 nuovi modelli da qui al 2022, dieci ibridi plug-in e altri quattro invece elettrici puri. Questi consentiranno alla casa di debuttare anche in tre nuovi segmenti dove al momento Jeep è assente. Entro il 2022 infatti dovrebbe arrivare un modello da piazzare nella fascia alta del Segmento A, presumibilmente più in basso rispetto alla Renegade (della quale arriverà anche la prossima generazione). Debutto assoluto anche nel segmento F, dove arriverà finalmente un modello che raccoglierà l’eredità (e il nameplate) del Wagoneer e del Grand Wagoneer. A Ginevra abbiamo già visto il debutto della nuova Wrangler (che proveremo su strada in anteprima il prossimo luglio) e a Detroit è arrivato il restyling del Cherokee. In Europa ancora non l’abbiamo visto, ma in Cina è arrivato il 7 posti chiamato Grand Commander. La Compass, rinnovata di recente, andrà prima di tutto incontro ad un primo restyling, mentre la Cherokee verrà completamente aggiornata con un nuovo Model Year. Jeep inoltre proporrà altri due nuovi modelli a “tre panche” (termine molto caro al mercato statunitense), ovvero da più di cinque posti. Uno dedicato al basso segmento D e uno invece più ricco per il Segmento E. Anticipato anche l’arrivo di un pick-up, mentre il tutto si dovrebbe concludere con il debutto di una nuova versione del Grand Cherokee. Si tratta naturalmente di anticipazioni che andranno confermate nel corso degli anni, ma sembra proprio che Jeep sarà uno dei marchi più attivi del Gruppo FCA nei prossimi anni. I lanci dovrebbero essere due all’anno e molte novità arriveranno anche dal punto di vista tecnologico. La casa, infatti, seguirà il trend di mercato e dovrebbe progressivamente abbandonare i motori diesel (che comunque non dovrebbero scomparire). L’obiettivo della casa secondo l’annuncio ufficiale sarebbe di arrivare entro il 2022 a vendere un proprio modello ogni 12 Utility Vehicle immatricolati al mondo, anche l’obiettivo sul lungo termine è addirittura arrivare ad avere in mano un quinto della quota di questo mercato. Nell’immediato, infine, debutteranno anche nuovi sistemi di acquisto dell’auto. A partire dal 2019 verranno istituzionalizzati infatti il “prestito” o l’abbonamento mensile, con caratteristiche ancora da specificare. Il programma si chiamerà Freedom e avrà le caratteristiche del noleggio facile dedicato anche per i privati, un sistema che, alla luce dell’attuale situazione economica mondiale, potrebbe essere sempre più comune nel mondo delle quattro e due ruote. [post_title] => Piano Industriale Jeep: il futuro è elettrico e in abbonamento [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => piano-industriale-jeep-il-futuro-e-elettrico-e-in-abbonamento [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2018-06-01 13:20:11 [post_modified_gmt] => 2018-06-01 11:20:11 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.motorionline.com/?p=527918 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Piano Industriale Jeep: il futuro è elettrico e in abbonamento

Tutti i dettagli ufficiali per il quinquennio 2018-2022

Si sta delineando a Balocco il Piano Industriale FCA per il quinquennio 2018-2022, che porterà tantissime novità per tutti i marchi del Gruppo Fiat. Tra i primi ad essere svelati ufficialmente vi è quello riguardante Jeep, che secondo le indiscrezioni degli scorsi giorni acquisterà sempre più importanza a livello globale

Come anticipato, a Balocco in questi minuti si sta svolgendo la presentazione del Piano Industriale del Gruppo FCA per il quinquennio 2018-2022, il primo che non vedrà Sergio Marchionne al timone del colosso italo-americano. Da quello che sta venendo confermato, però, i marchi del gruppo vivranno una nuova fase di rinascita, con differenziazioni a livello di prodotto e non solo. Jeep è stata una delle prime case ad essere trattate nella conferenza, in quanto sicuramente una delle più internazionali e riconoscibili a livello mondiale. La parola è stata presa direttamente da Michael Manley, boss di Jeep, il quale ha prima di tutto aperto la casa al mondo dell’elettrico, seppur con estrema calma. La svolta elettrica del mondo automotive (notare bene che si parla anche di auto ibride, non solo di elettriche pure) prima o poi avverrà, come ammesso dallo stesso Manley, ma occorrerà fare le cose nelle giuste tempistiche. Pare comunque che entro la fine di questo quinquennio industriale tutti i modelli FCA avranno almeno una variante elettrificata.

Jeep, in particolare, lancerà ben 14 nuovi modelli da qui al 2022, dieci ibridi plug-in e altri quattro invece elettrici puri. Questi consentiranno alla casa di debuttare anche in tre nuovi segmenti dove al momento Jeep è assente. Entro il 2022 infatti dovrebbe arrivare un modello da piazzare nella fascia alta del Segmento A, presumibilmente più in basso rispetto alla Renegade (della quale arriverà anche la prossima generazione). Debutto assoluto anche nel segmento F, dove arriverà finalmente un modello che raccoglierà l’eredità (e il nameplate) del Wagoneer e del Grand Wagoneer. A Ginevra abbiamo già visto il debutto della nuova Wrangler (che proveremo su strada in anteprima il prossimo luglio) e a Detroit è arrivato il restyling del Cherokee. In Europa ancora non l’abbiamo visto, ma in Cina è arrivato il 7 posti chiamato Grand Commander. La Compass, rinnovata di recente, andrà prima di tutto incontro ad un primo restyling, mentre la Cherokee verrà completamente aggiornata con un nuovo Model Year. Jeep inoltre proporrà altri due nuovi modelli a “tre panche” (termine molto caro al mercato statunitense), ovvero da più di cinque posti. Uno dedicato al basso segmento D e uno invece più ricco per il Segmento E. Anticipato anche l’arrivo di un pick-up, mentre il tutto si dovrebbe concludere con il debutto di una nuova versione del Grand Cherokee.

Si tratta naturalmente di anticipazioni che andranno confermate nel corso degli anni, ma sembra proprio che Jeep sarà uno dei marchi più attivi del Gruppo FCA nei prossimi anni. I lanci dovrebbero essere due all’anno e molte novità arriveranno anche dal punto di vista tecnologico. La casa, infatti, seguirà il trend di mercato e dovrebbe progressivamente abbandonare i motori diesel (che comunque non dovrebbero scomparire). L’obiettivo della casa secondo l’annuncio ufficiale sarebbe di arrivare entro il 2022 a vendere un proprio modello ogni 12 Utility Vehicle immatricolati al mondo, anche l’obiettivo sul lungo termine è addirittura arrivare ad avere in mano un quinto della quota di questo mercato.

Nell’immediato, infine, debutteranno anche nuovi sistemi di acquisto dell’auto. A partire dal 2019 verranno istituzionalizzati infatti il “prestito” o l’abbonamento mensile, con caratteristiche ancora da specificare. Il programma si chiamerà Freedom e avrà le caratteristiche del noleggio facile dedicato anche per i privati, un sistema che, alla luce dell’attuale situazione economica mondiale, potrebbe essere sempre più comune nel mondo delle quattro e due ruote.

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