Citroen Mehari: le cinquanta primavere di una vettura poliedrica [FOTO]

Carrozzeria in plastica e una meccanica versatile

Citroen Mehari – Berlina, pick up compatto, quattro ruote motrici o auto di soccorso. Sono molteplici le caratteristiche e le vicende legate allo storico modello del Doppio Chevron

Una storia multiforme, mutevole, ricca di colori e idee. Raccontare la Citroën Mehari, a distanza di cinquant’anni, è riscoprire un modo di immaginare l’auto non così lontano dal presente.

Considerando la piattaforma AK, rispetto a quanto immaginato da De la Poype, il designer Jean-Louis Barrault rispose proponendo una carrozzeria distinguibile. La prima Mehari, in sostanza, era una cabriolet caratterizzata da due sole porte, che poteva ospitare da due o quattro persone e con una zona posteriore piuttosto modulare, tanto da diventare anche un piano di carico abbastanza sfruttabile. Ma caratteristiche erano soprattutto le possibili configurazioni, partendo dal parabrezza abbattibile, all’impiego di coperture in tela, così come dello stesso materiale potevano essere le porte, non solo rigide come la stessa carrozzeria, senza dimenticare le variopinte vernici.

Tra i diversi aspetti, la casa riporta in evidenza anche la trazione integrale, presente su alcuni modelli impiegati per specifici compiti. Come ad esempio le dieci versioni 4×4 “Medicale”, realizzate per la Parigi-Dakar del 1980. A differenza dei modelli dipinti di verde militare e destinate all’esercito francese, pure in versione “paracadutabile”, le vetture d’assistenza del noto rally raid erano dotate di un’ulteriore coppia di proiettori sulle protezioni frontali, un numero progressivo al centro del tetto, visibile dall’alto e sempre centralmente un’antenna radio. L’aspetto simpatico e compatto, rispetto ai ben più possenti mezzi impegnati nella competizione, forse suggerì al Direttore della Comunicazione Citroën, Wolgensinger, di evidenziare una curiosa parentela con “un tosaerba”, parlando con un giornalista della Mehari 4×4 “Medicale”. In ogni caso, l’agilità dimostrata durante gli interventi, anche in punti piuttosto impegnativi, ne esaltarono le qualità stradali.

Il disimpegno sui vari tratti stradali, nonché il variegato dinamismo della Mehari, poggiava su una meccanica solida e un peso base contenuto (550 kg), divenuto più consistente toccando i 1115 kg a pieno carico con l’adozione di diversi soluzioni tecniche. Tra i fattori rilevanti: oltre all’accennata trazione integrale, un cambio tradizionale quattro rapporti tramite cui gestire una potenza doppia rispetto a un esemplare 2CV, un differenziale posteriore, un comando di gestione del riduttore, freni a disco e piastre protettive.

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