Uber: l’applicazione potrà capire lo stato psicofisico di chi prenota

L'intelligenza artificiale potrà rilevare casi di ebbrezza

Uber - La società statunitense starebbe per mettere a punto una particolare tecnologia capace di rilevare le condizione dell'utente così da poter gestire al meglio la possibile corsa e ed eventualmente poter prendere le precauzioni idonee.
Uber: l’applicazione potrà capire lo stato psicofisico di chi prenota

Siamo in una realtà in costante mutamento e l’evoluzione tecnologica è un processo inevitabilmente inarrestabile. Si procede con passi sempre più grandi e sempre più frequenti, con un andamento che potremmo identificare con il termine “esponenziale”. Possiamo quindi dire di essere entrati nell’era tech 2.0 in cui i supporti tecnologici non sono solo parte integrante della nostra vita, ma addirittura iniziano ad acquisire una sorta di intelligenza autonoma, un algoritmo all’interno delle CPU dei dispositivi che li porta a prendere decisioni in modo autonomo. In sostanza i supporti hi-tech stanno iniziando ad acquisire una sorta di arbitrato.

Vi sottoponiamo oggi il caso di Uber, società statunitense che offre il servizio di trasporto automobilistico privato attraverso l’utilizzo di un’applicazione dedicata, facilmente scaricabile sui nostri smartphone. Dopo aver attraversato un periodo di grande notorietà, dati i numerosi scandali e scioperi dei tassisti italiani, la società ha adottato un basso profilo per scendere un po’ dalla cresta dell’onda. Oggi torna a far parlare di sé attraverso una soluzione a dir poco innovativa, che potrebbe essere brevettata in un futuro decisamente prossimo. Attraverso una sorta di intelligenza artificiale, l’applicazione sarebbe in grado di capire lo stato psicofisico dell’utente a seconda del suo comportamento nell’utilizzo della stessa. Immagazzina comportamenti ripetitivi, procedure standard, messe in atto con maggior frequenza dall’utilizzatore, così da rilevare eventuali situazioni anomale come possibili alterazioni psicofisiche dell’utente. Si potrà quindi identificare un’eventuale caso di ebbrezza così da poterlo gestire nel miglior modo possibile e in modo tale da permettere all’erogatore del servizio di adottare le precauzioni necessarie.

Verranno analizzati alcuni parametri come la velocità di scrittura, la precisione del cliccare su un determinato link o la rapidità dello spostamento per giungere al punto di ritrovo. Influiranno anche l’età media dell’utente, la sua posizione, l’ora del giorno e gli scossoni al dispositivo rilevati dal giroscopio del telefono, così da percepire eventuali spostamenti traballanti dovuti ad una possibile alterazione delle capacità mentali e/o motorie. In caso quindi di ebbrezza Uber potrebbe riservare la corsa ad utenti più esperti, magari per corse brevi e priva l’utente di condividere la corsa con altri passeggeri o, nei casi più gravi, precludergli totalmente il servizio.

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