Fedeltà degli automobilisti al marchio: tanti la professano ma pochi la rispettano

Il 78% si dichiara fedele, ma solo il 34% risulta esserlo veramente

Findomestic, report sulla fedeltà degli automobilisti - L'istituto di credito italiano rivela che solo 26 italiani su 100 riacquistano realmente lo stesso marchio di auto, contro oltre l'80% che si professa fedele in fase di sondaggio. Curioso vedere come il Giappone invece risulti essere lo stato più coerente tra ciò che dice e ciò che realmente manifesta.
Fedeltà degli automobilisti al marchio: tanti la professano ma pochi la rispettano

Nel caso non lo sapeste, ogni anno Findomestic pubblica un report circa i trend del settore mobilità, che vede interessati quasi tutti i paesi industrializzati del mondo e analizza anche la fedeltà degli automobilisti, sia quella professata ma anche quella che realmente si evince dai loro acquisti. Saranno tutti così fedeli come si potrebbe pensare? Generalmente si potrebbe pensare che la risposta sia positiva, in quanto spesso e volentieri tra chiacchiere da bar o parlando con altre persone, sembrano quasi tutti contenti dei propri acquisti, il che riconduce immediatamente le lodi non solo al singolo modello ma anche alla casa produttrice. Su oltre 15 paesi analizzati di 4 continenti diversi, la media degli automobilisti soddisfatti del proprio acquisto e che si definiscono fedeli al marchio arriva a circa 78%, con picchi dell’80 e 81 punti percentuale rispettivamente per Italia e Germania. Tra i consumatori più fedeli al brand troviamo però i cinesi, che fanno segnare una fedeltà professata pari al 98%. Al contrario, tra i più “infedeli” possiamo ritrovare invece il Giappone, che fa segnare solamente un 58% di automobilisti che si ritiene legato affettivamente ad uno specifico brand. Le parole si tradurranno anche in fatti?

E’ quindi veramente curioso “spulciare” sul report in quanto si vengono a scoprire alcuni dati sorprendenti circa le bugie che gli automobilisti sono spesso portati a dire. Basti pensare che la media degli automobilisti che rimangono fedeli al brand precedente in fase di ultimo acquisto scende a solo 34%, con valori di 26% per l’Italia, 21% per Portogallo e 25% per la Spagna. Tra i fedelissimi cinesi poi, si nascondono molti reali “peccatori” che nell’ultimo acquisto di una vettura si sono lasciati sedurre da altri marchi cambiando rotta e tradendo la casa produttrice del loro penultimo modello, con un basso 34% di coloro che hanno rivelato di aver riacquistato auto dello stesso marchio, contro la quasi totalità che si professava fedele. Tra i più coerenti si posizionano invece i Giapponesi che scendono di soli 8 punti percentuale rispetto al 58% di automobilisti che si professavano veramente legati al marchio dal quale avevano appena acquistato.

Bisogna quindi ammettere che ad oggi le case produttrici riescono ad offrire gamme di veicoli decisamente più ampie rispetto a 5 o 10 anni fa, con restyling continui, nuove tecnologie, nuove linee e design che spesso e volentieri rischiano di tentare i compratori a provare nuove esperienze e nuovi modelli. In aggiunta si presenta anche la possibilità di testare nuovi modelli e nuovi marchi attraverso i servizi di Car Sharing e noleggi auto che per il 52% dei casi risultano una valida possibilità per influenzare le decisioni di acquisto.

 

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