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Indagine Dieselgate

Recentemente il CEO di Audi era entrato nel registro degli indagati della magistratura tedesca, e precisamente della Procura di Monaco, focalizzata sulla maxi-inchiesta legata alle presunte manipolazioni delle emissioni gassose prodotte da propulsori Diesel, nota come Dieselgate. Questione che ha riguardato inizialmente il marchio Volkswagen, ma che col passare del tempo pare stia assumendo ben altri risvolti. Nel caso specifico, l'accusa attribuita a Rupert Stadler, considerando quanto comunicato dalle autorità e riportato su diversi media è: frode e “dichiarazioni false indirette o omissioni”, collegata proprio alle presunte manipolazioni che interesserebbero anche vetture marchiate da Ingolstadt.

Perquisizioni

All'indagine e all'accusa rivolta al manager sono collegate le perquisizioni effettuate in precedenza all'interno di due sedi di Audi. Sempre di recente, sulla stampa erano affiorate delle notizie riguardanti le perquisizioni non solo degli uffici, ma anche della stessa abitazione del dirigente e l'indagine non riguarderebbe il solo Stadler. Il fermo sarebbe giustificato, secondo quanto emerso, dal possibile “rischio di occultamento delle prove” valutato dal pubblico ministero che si occupa dell'indagine.

Titolo Volkswagen in calo

Dopo questi ulteriori sviluppi, al momento si registra una perdita dell'1,6% per il titolo Volkswagen, secondo quanto segnalato dall'agenzia ANSA. È bene ricordare che l'indagine della procura di Monaco di Baviera risale al 2015 e questo filone d'inchiesta riguarda anche altri Paesi. Come fatto presente da Bloomberg, lo scandalo non risulta confinato alla sola Germania, ma altri 55 Stati, compresa la presunta manipolazione del mercato azionario. Il Gruppo avrebbe messo da parte 27 miliardi di Euro in previsione di sanzioni, recupero di azioni e possibili costi. D'altro canto, gli investitori avrebbero accusato di aver segnalato questa inchiesta in ritardo. Lo stesso Gruppo Volkswagen, che comprende anche Audi, proprio la scorsa settimana come riportato dalla stampa ha concordato un pagamento risarcitorio di 1 miliardo di euro, una sanzione stabilita dalla procura di Stato di Braunschweig, dichiarandosi responsabile. [post_title] => Dieselgate: fermato dalla polizia tedesca il CEO di Audi, Rupert Stadler [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => dieselgate-fermato-dalla-polizia-tedesca-il-ceo-di-audi-rupert-stadler [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2018-06-18 12:40:27 [post_modified_gmt] => 2018-06-18 10:40:27 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.motorionline.com/?p=534178 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Dieselgate: fermato dalla polizia tedesca il CEO di Audi, Rupert Stadler

Tra le accuse quella di frode, titolo Volkswagen in calo

Nell'ambito di vari filoni legati allo scandalo Dieselgate, le forze dell'ordine tedesche hanno bloccato il responsabile di Audi, dopo l'accusa di frode e “dichiarazioni indirette false o omissioni”, successivamente alle recenti perquisizioni
Dieselgate: fermato dalla polizia tedesca il CEO di Audi, Rupert Stadler

La polizia tedesca ha fermato il massimo dirigente di Audi, Rupert Stadler, come segnalato dall’agenzia di stampa tedesca DPA (Deutsche Presse-Agentur), riprendendo quando già indicato da Volkswagen e ripreso a sua volta da agenzie e importanti testate giornalistiche.

Indagine Dieselgate

Recentemente il CEO di Audi era entrato nel registro degli indagati della magistratura tedesca, e precisamente della Procura di Monaco, focalizzata sulla maxi-inchiesta legata alle presunte manipolazioni delle emissioni gassose prodotte da propulsori Diesel, nota come Dieselgate. Questione che ha riguardato inizialmente il marchio Volkswagen, ma che col passare del tempo pare stia assumendo ben altri risvolti. Nel caso specifico, l’accusa attribuita a Rupert Stadler, considerando quanto comunicato dalle autorità e riportato su diversi media è: frode e “dichiarazioni false indirette o omissioni”, collegata proprio alle presunte manipolazioni che interesserebbero anche vetture marchiate da Ingolstadt.

Perquisizioni

All’indagine e all’accusa rivolta al manager sono collegate le perquisizioni effettuate in precedenza all’interno di due sedi di Audi. Sempre di recente, sulla stampa erano affiorate delle notizie riguardanti le perquisizioni non solo degli uffici, ma anche della stessa abitazione del dirigente e l’indagine non riguarderebbe il solo Stadler. Il fermo sarebbe giustificato, secondo quanto emerso, dal possibile “rischio di occultamento delle prove” valutato dal pubblico ministero che si occupa dell’indagine.

Titolo Volkswagen in calo

Dopo questi ulteriori sviluppi, al momento si registra una perdita dell’1,6% per il titolo Volkswagen, secondo quanto segnalato dall’agenzia ANSA.
È bene ricordare che l’indagine della procura di Monaco di Baviera risale al 2015 e questo filone d’inchiesta riguarda anche altri Paesi. Come fatto presente da Bloomberg, lo scandalo non risulta confinato alla sola Germania, ma altri 55 Stati, compresa la presunta manipolazione del mercato azionario. Il Gruppo avrebbe messo da parte 27 miliardi di Euro in previsione di sanzioni, recupero di azioni e possibili costi. D’altro canto, gli investitori avrebbero accusato di aver segnalato questa inchiesta in ritardo.
Lo stesso Gruppo Volkswagen, che comprende anche Audi, proprio la scorsa settimana come riportato dalla stampa ha concordato un pagamento risarcitorio di 1 miliardo di euro, una sanzione stabilita dalla procura di Stato di Braunschweig, dichiarandosi responsabile.

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