Citroen 2CV: come nacque una vettura storica

Dalle prime idee alla produzione della Citroen 2CV

La Citroen 2CV è una delle vetture iconiche del marchio francese: ma come è stata realizzata? Il racconto della nascita dell'auto del Double Chevron: dalle prime idee e dalla richieste all'arrivo su strada.
Citroen 2CV: come nacque una vettura storica

La Citroen 2CV è una vettura che ha fatto la storia delle quattro ruote. Un progetto ideato dall’ingegner André Lefebvre, ovviamente su richiesta della casa del Double Chevron, ma per il cui sviluppo ci sono voluti oltre dieci anni, a causa della seconda guerra mondiale che aveva costretto il marchio a fermare gli studi, anche se alcune prove vennero comunque effettuate.

Citroen 2CV: le idee del marchio

La casa transalpina voleva una vettura originale ed innovativa, anche se la sfida affidata a Lefebvre appariva molto complicata. Non tanto per la richiesta di massima sicurezza e comfort, oppure per dover “costare poco ed essere riparabile con gli stessi ferri del trattore”, ma soprattutto perché l’auto “doveva consumare non più di quattro litri per cento chilometri, doveva essere facile da guidare e stabile su qualsiasi tipo di strada”.

Il piano di Lefebvre per la Citroen 2CV

L’ingegnere aeronautico non si perse d’animo, anzi. Iniziò a pensare alle specifiche necessarie, come una nuova sospensione per andare su ogni tipo di strada ed un motore ripensato da zero, ispirato a quello delle motociclette per mantenere i consumi ridotti. Ed i costi delle materie prime? Si potevano contenere alleggerendo la vettura, togliendo il tetto ed il cofano portabagagli, rimpiazzati da una capote in tela, che permetteva anche di caricare oggetti ingombranti.

I primi prototipi della Citroen 2CV

I primi prototipi della TPV (Toute Petite Voiture, come si chiamava in origine la 2CV) furono realizzati in lega di magnesio, con carrozzeria in duralluminio, una lega più resistente e con deformazione al calore ridotta rispetto all’alluminio. Il problema era che il magnesio aveva la brutta tendenza ad incendiarsi come la capocchia di un cerino e dopo un paio di incidenti durante le prove, il telaio tornò alle normali leghe ferrose.

La Citroen 2CV e la Seconda Guerra Mondiale

La guerra fermò solo ufficialmente gli studi sulla TPV, che in realtà proseguirono a livello teorico ed anche pratico (soprattutto sul motore) sulla pista prove della Ferté Vidame, lontano dagli occhi degli occupanti. Alla fine del conflitto, con l’alluminio reso introvabile dalla distruzione provocata dagli eventi bellici, Lefebvre e lo stilista Bertoni ridisegnarono la carrozzeria della TPV, conferendole un aspetto armonioso e simpatico.

La nascita della Citroen 2CV

L’auto rimase leggerissima ed il suo motore di 375cc le permetteva di percorrere i fatidici 100 chilometri con tre litri di benzina; la sospensione a grande flessibilità, complici le ridotte prestazioni velocistiche, le consentiva un’andatura morbida indipendentemente dal fondo stradale; la scocca con il grande tetto in tela che andava dal parabrezza anteriore al paraurti posteriore le permetteva una facilità di carico superiore a quella richiesta dal capitolato. Ecco la Citroen 2CV.

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