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Donne al volante in Arabia Saudita: le reazioni

Alla mezzanotte di ieri, appena è scattata la fine del divieto, numerose donne si sono messe immediatamente al volante, pubblicando sui social network foto e video dell’evento storico. Le prime patenti erano state concesse all’inizio di giugno e, caduto questo blocco, si stima possano arrivare fino a tre milioni entro il 2020. In numerose città, come la capitale Riyad e Gadda, si stanno moltiplicando le scuole guida esclusivamente femminili.

Come è arrivato questo cambiamento

L’abolizione del divieto di guida fa parte del piano ‘Vision 2030’, un piano di riforme sociali ed economiche deciso dal principe ereditario Mohammed Bin Salman per modernizzare lo Stato, con un “Islam tollerante e moderato, aperto al mondo ed a tutte le religioni”. Pare, tuttavia, che dietro il cambiamento ci sia anche un motivo economico, cioè favorire il lavoro femminile ed alzare il Pil.

Ma la strada per la parità dei sessi è lunga

Vedere una donna al volante è sicuramente un passo avanti importante, ma è ancora lunga la strada per la parità dei sessi, in uno dei Paesi più rigidi al mondo sul tema. Dalla stessa terra, infatti, continuano ad arrivare denunce di arresti di attivisti per la battaglia femminile e le donne non possono ancora autonomamente viaggiare all’estero, ottenere il passaporto, frequentare le scuole superiori o sottoporsi ad alcune cure mediche, senza il permesso del tutore maschio. [post_title] => Arabia Saudita: ora anche le donne possono guidare [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => arabia-saudita-ora-anche-le-donne-possono-guidare [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2018-06-25 10:28:15 [post_modified_gmt] => 2018-06-25 08:28:15 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.motorionline.com/?p=536558 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Arabia Saudita: ora anche le donne possono guidare

Le donne possono guidare auto, camion e moto

La fine del divieto sulle donne al volante è un passo avanti storico per l'Arabia Saudita, uno dei paesi più rigidi sul tema dei diritti femminili. Anche se la strada per una parità dei sessi è ancora molto lunga.
Arabia Saudita: ora anche le donne possono guidare

Una svolta storica: le donne possono guidare in Arabia Saudita. Il paese con capitale Riyad, infatti, era l’ultimo al mondo in cui c’era il divieto per le donne di mettersi al volante, ma dalla giornata di ieri è finalmente caduta questa discriminazione. La concessione non riguarda esclusivamente le auto, ma anche i camion e le motociclette, quindi tutti i veicoli con motore a scoppio.

Donne al volante in Arabia Saudita: le reazioni

Alla mezzanotte di ieri, appena è scattata la fine del divieto, numerose donne si sono messe immediatamente al volante, pubblicando sui social network foto e video dell’evento storico. Le prime patenti erano state concesse all’inizio di giugno e, caduto questo blocco, si stima possano arrivare fino a tre milioni entro il 2020. In numerose città, come la capitale Riyad e Gadda, si stanno moltiplicando le scuole guida esclusivamente femminili.

Come è arrivato questo cambiamento

L’abolizione del divieto di guida fa parte del piano ‘Vision 2030’, un piano di riforme sociali ed economiche deciso dal principe ereditario Mohammed Bin Salman per modernizzare lo Stato, con un “Islam tollerante e moderato, aperto al mondo ed a tutte le religioni”. Pare, tuttavia, che dietro il cambiamento ci sia anche un motivo economico, cioè favorire il lavoro femminile ed alzare il Pil.

Ma la strada per la parità dei sessi è lunga

Vedere una donna al volante è sicuramente un passo avanti importante, ma è ancora lunga la strada per la parità dei sessi, in uno dei Paesi più rigidi al mondo sul tema. Dalla stessa terra, infatti, continuano ad arrivare denunce di arresti di attivisti per la battaglia femminile e le donne non possono ancora autonomamente viaggiare all’estero, ottenere il passaporto, frequentare le scuole superiori o sottoporsi ad alcune cure mediche, senza il permesso del tutore maschio.

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