Hyundai i30 Fastback, la dinamica coreana dall’animo tedesco [VIDEO PROVA SU STRADA]

Test drive del 1.400 T-GDI da 140 Cv

La Hyundai i30 Fastback vuole unire il comfort della hatchback del marchio coreano con la dinamicità di una berlina/coupé. Ci saranno riusciti? Abbiamo provato a scoprirlo in questo nostro long test drive al volante della versione con il 1.400 benzina T-GDI da 140 Cv

La Hyundai i30 Fastback è una sfida alle tedesche. Non solo perché chi l’ha creata e progettata lavora direttamente a Rüsselsheim, ma soprattutto perché si tratta di una vettura dall’innegabile gusto europeo. La gamma dalla quale deriva, la i30 già presente in versione hatchback e station wagon, è oggettivamente molto apprezzata per una lunga serie di fattori (se volete rinfrescarvi la memoria, cliccate qui per rileggere la nostra prova su strada della cinque porte). Cambiarla e portarla verso un’altra direzione, più aggressiva e corsaiola, era una missione oggettivamente rischiosa. Saranno riusciti a trasformare questa hatchback in una berlina/coupé con tutte le doti del caso? Abbiamo cercato di scoprirlo.

Design e Interni:  ★★★★½ 

Forme più aggressive e stile di alto livello

La Hyundai i30 Fastback è “uguale, ma diversa” rispetto alla sua controparte hatchback. Come ormai spesso accade all’interno del mondo automotive, il family feeling domina imperante e per questo motivo le forme della i30 originale sono più che evidenti. Intendiamoci, non è certo un male. Il look dei prodotti della casa coreana ha fatto un balzo in avanti nel recente passato davvero notevole, che gli ha fatto guadagnare numerosi consensi a livello internazionale e, soprattutto, ha completamente annullato quella fama da marchio low cost che Hyundai si era trascinata dietro. Ora il “low cost” è completamente dimenticato e questa Fastback ne è un’ulteriore riprova.

Diamo prima di tutto un’occhiata al profilo in senso generale: la carrozzeria è innegabilmente da berlina, ma soprattutto nella zona posteriore assistiamo al debutto di linee più filanti e sinuose, che donano alla i30 un aspetto molto più vicino a quello di una coupé. Aggiungiamo in questo senso il frontale, a sua volta più rifinito e morbido. Il risultato è un’auto elegante, ma al tempo stesso capace di apparire sportiva e aggressiva. Sopra al bagagliaio troviamo anche un piccolo spoiler, che aggiunge “cattiveria” al profilo senza per questo risultare esagerato. La griglia “Cascading Grille”, firma tipica della casa, è in posizione leggermente ribassata e guadagna anche in larghezza. Nulla del quale ci si potrebbe accorgere senza mettere le due vetture una di fianco all’altra, ma sufficiente per proseguire con il discorso “sportiveggiante” del design e, al tempo stesso, senza tradire il disegno originale della gamma. Sotto alla griglia troviamo anche delle nuove prese d’aria e un piccolo spoiler a labbro a completare l’opera. Buttiamo un occhio anche ai gruppi ottici, completi ovviamente della tecnologia LED anche per le luci diurne.
Già qui possiamo renderci conto dell’abbassamento del telaio. La Fastback è più vicina al suolo di 5 millimetri e anche le altre dimensioni della carrozzeria sono cambiate. La lunghezza ovviamente è aumentata, ma senza esagerare (soli 11 cm), ma ciò che ci preme di più sottolineare è l’altezza, che diminuisce di ben 25 millimetri rispetto al resto della gamma. Questi cambiamenti hanno portato vantaggi anche dal punto di vista dello spazio: aprendo il bagagliaio, infatti, troviamo un vano che passa dai 395 litri della hatchback agli attuali 450 litri. Ovviamente è sempre possibile reclinare i sedili per trasportare più oggetti e così tocchiamo un apice di ben 1.351 litri.

Gli interni della Hyundai i30 Fastback rispecchiano esattamente lo stile visto all’esterno. Sia per quanto riguarda i materiali che le idee di design, l’abitacolo vuole essere raffinato e sportivo, ma senza esagerare. Non stiamo parlando di una supercar in fondo e non è questo che cercano i potenziali clienti della Fastback. Il lavoro fatto, comunque, è davvero pregevole, anche sul semplicissimo colore scuro dell’esemplare che abbiamo testato. Il cruscotto prima di tutto è composto in grandissima parte da gomma morbida, molto bella da vedere oltre anche al tatto. La plastica è molto limitata e comunque ben assemblate. Sono riservate soprattutto a quelle zone dell’auto che necessitano un po’ di resistenza extra e di facilità di pulizia. Il tutto è sottolineato da diverse cromature, poste in punti chiave come le prese dell’aria condizionata e persino su una delle tre razze del volante. Quest’ultimo ha una forma classica (non troviamo alcun “vezzo” corsaiolo come il taglio nella zona inferiore), con un clacson ben raggiungibile in caso di necessità e, soprattutto, pulsanti molto chiari da usare, una caratteristica su cui a volte i produttori si perdono. Bella l’idea di spostare la linea per il controllo della posizione del volante in basso, così da trovare un equilibrio stilistico su un dettaglio che, se non si ha una sportiva da pista in mano, è quasi più un capriccio.

Il tunnel centrale è pulito e ben disegnato. Partiamo prima di tutto dalla manopola del cambio, che nel nostro caso è l’automatico a sette rapporti della casa. Per ora ne parleremo solo esteticamente, lasciando le prestazioni durante la guida per il capitolo dedicato. Attorno a questo si trovano i pulsanti per gli optional che è possibile equipaggiare sulla vettura (naturalmente ai fini del test drive li abbiamo potuti provare tutti). I sedili frontali sono sia riscaldati che ventilati, il che, a fronte della selleria in pelle, è davvero un ottimo vantaggio (così bella da vedere, così calda durante l’estate). Persino il volante è riscaldato, confermando l’innalzamento qualitativo degli extra di Hyundai. Al di sotto del cambio troviamo il freno a mano elettronico e due portabottiglie, entrambi con due diametri diversi per adattarsi alla maggior parte delle bottiglie in commercio. La posizione di questi non comporterà nessuna difficoltà a cambiare le modalità di guida in caso di bisogno o nel caso si preferisca il cambio manuale, anche se comunque consigliamo di evitare bottiglie troppo alte. Presente naturalmente anche il bracciolo posteriore, ricoperto di pelle e con un vano porta oggetti con delle buone dimensioni (una bottiglietta da mezzo litro di acqua ci sta comodamente e avanza spazio). Il tunnel si chiude con le prese d’aria per il divano posteriore e un’ulteriore porta USB per la ricarica dei nostri dispositivi elettronici. A questo proposito, tra i comandi del clima e il cambio troviamo un vano ben organizzato con la presa da 12V la porta USB connessa per il sistema di infotainment (quella posteriore è solo per la ricarica) e persino la piastra a induzione per la ricarica wireless degli smartphone compatibili.

Siamo così arrivati al “piatto forte”, ovvero il sistema di infotainment. Questo si trova su una cornice flottante che si alza oltre il confine del cruscotto. Sono presenti sei pulsanti fisici e due manopole, con le funzionalità tipiche di tutti i sistemi di infotainment. Il display presenta invece un pannello da 8 pollici, sul quale vediamo apparire il software proprietario del gruppo Hyundai. Abbiamo trovato il sistema abbastanza intuitivo e ben organizzato. Le mappe sono precise e, soprattutto, possono contare sulle indicazioni del traffico fornite dalla TomTom, tra le più affidabili del mercato. Con l’acquisto dell’auto, tra l’altro, si ha diritto a sette anni di abbonamento gratis. Piuttosto conveniente quindi, ma chi vi scrive è un “nerd” particolarmente appassionato di tecnologia. Per cui è risultato impossibile evitare di usare Apple CarPlay (o in alternativa Android Auto), in attesa che la nuova versione del sistema operativo iOS dia libero accesso all’interfaccia anche a navigatori come Waze e Google Maps.

Motore e Prestazioni:  ★★★★☆ 

Il 140 Cv soddisfa tutti i gusti

In attesa dell’arrivo dei nuovi 1.600 diesel, la nostra prova su strada si è svolta sul comunque interessantissimo motore T-GDI da 1.4 litri con potenza da 140 Cv, a fronte di una coppia da 242 Nm ad un regime di 1.500 giri al minuto. Con nostro grande piacere l’abbiamo trovato associato al cambio automatico DCT a sette rapporti con doppia frizione, uno dei più efficaci che ci sia passato in mano nel recente passato. Per non tradire la verve sportiva del modello, però, erano presenti anche i sempre apprezzabili paddle al volante per poter utilizzare il sequenziale. Non sarà come un manuale sportivo, ma ci vanno abbastanza vicino. Tanto più che la selezione della modalità di guida ha degli effetti sensibili sul nostro viaggio. Ne parleremo tra poco. Prima di affrontare il comportamento su strada, però, parliamo di prestazioni nel senso più puro del termine, anche se non essendo questa una vera sportiva, si tratta di un discorso più per avere un’idea della meccanica. Con questo motore la velocità massima può raggiungere i 203 km/h (anche 208 con il manuale). Per quanto riguarda lo scatto da 0 a 100, invece, si parla di 9,5 secondi con l’automatico e appena 9,2 con il manuale.

Comportamento su Strada:  ★★★★☆ 

Prima il comfort, ma ci si può divertire

Mettiamo finalmente in moto la Hyundai i30 Fastback e scopriamo immediatamente che ci piace. Questa berlina coupé, infatti, sembra fatta apposta per essere la prima auto a disposizione anche di una famiglia (sul divano posteriore ci stanno anche comodamente tre adulti, magari non troppo alti a causa del tetto ribassato). Prima di tutto è incredibilmente comoda. I tecnici del marchio hanno fatto un grandissimo lavoro per quanto riguarda l’insonorizzazione e anche in autostrada non si percepisce nessun fruscio fastidioso. Persino il motore non è rumoroso e questo conferma ancora di più come l’obiettivo principale di questa vettura sia senza dubbio il comfort. Le sospensioni sono ben concepite e assorbono le asperità del fondo stradale senza cedere mai al rollio. Detto questo, dobbiamo riconoscere di essere rimasti particolarmente colpiti dalle prestazioni del 1.400 T-GDI. La spinta è decisamente buona, persino ai bassi regimi. Il merito è in gran parte del turbocompressore, ben settato e progettato. Sia chiaro, non dovete aspettarvi nulla di particolarmente emozionante, ma non rimarrete delusi. Tra l’altro siamo rimasti molto colpiti dalla modifica del profilo di guida. Su alcune vetture capita che le differenze tra Eco, Normale e Sport siano infinitesimali, se non quasi inesistenti. Sulla i30 Fastback, invece, la differenza si nota molto bene, soprattutto per quanto riguarda la risposta del motore. Con i settaggi più sportivi si percepisce persino un poco di sound in più, che non dispiace sicuramente. Meno percettibili invece le differenze a livello di risposta del volante, che rimane più o meno uguale con qualsiasi settaggio (comunque di buon livello).

Il cambio automatico a 7 rapporti è l’ideale per questo genere di vettura. Grazie alla sua doppia frizione, infatti, i passaggi da una marcia all’altra sono sempre eccezionalmente morbidi e ben calibrati. Sia in salita che in scalata il cambio non mostra incertezze e non tira mai il rapporto più del necessario, confermando il buon lavoro fatto in sede di settaggio. Unendo questa caratteristica ai sistemi di guida semi-autonoma di secondo livello, otteniamo un’esperienza di guida di totale relax. Il sistema di controllo della corsia funziona piuttosto bene, pur non essendo magari al livello di alcuni marchi premium del segmento. In autostrada legge piuttosto bene la segnaletica a raso e aggiusta il volante in maniera assolutamente non invasiva. Non bisogna però affidarcisi troppo, prima di tutto perché non riesce a tenere perfettamente il centro della strada, per cui occorre non distrarsi. Inoltre le curve più vivaci (rare comunque nei frangenti in cui si utilizza il sistema) possono essere davvero troppo per il software. Detto questo, ricordiamo come nessuno di questi sistemi autorizza a lasciare il volante e affidarsi ad un computer (anche perché comunque in mancanza di feedback il sistema si disattiva dopo qualche decina di secondi e un avviso sia acustico che visivo). Incredibilmente preciso invece è il cruise control adattivo, che arriva in caso di traffico a fermarsi completamente dietro all’auto che ci precede. Noi, ad esempio, l’abbiamo sperimentato durante un imbottigliamento sulla tangenziale di Milano: l’abbiamo impostato a 90 km/h e la coda è stata gestita completamente dal sistema. Inoltre la ripartenza può essere fatta sia con un colpetto di acceleratore, sia in maniera più comoda con lo stesso pulsante del cruise control. Lo stress evitato inizia a diventare davvero molto. Ottima la visibilità, sia anteriore che posteriore. In fase di manovra ci si affida ai sensori di parcheggio e alla retrocamera per la retromarcia, entrambi molto ben tarati e facilissimi da utilizzare.

Consumi e Costi:  ★★★★☆ 

Ottimi prezzi, sia all’acquisto che nell’uso quotidiano

Arriviamo quindi a parlare di quanto ci può costare la Hyundai i30 Fastback. Non possiamo che essere comunque soddisfatti dal listino proposto dalla casa coreana, dato che con qualsiasi allestimento, anche il più ricco, riusciamo a stare al di sotto dei 30.000 €. Un grande risultato, tenendo conto anche della qualità e dei contenuti della vettura. Il prezzo di base è di 24.050 €, per il quale si otterrà il motore 1.000 T-GDI da 120 Cv di potenza. I rivenditori Hyundai ufficiali possono inoltre offrire 5 anni di garanzia, con chilometraggio illimitato.
Con così tanta strada davanti, vale quindi la pena di parlare di consumi: i dati ufficiali della casa per la meccanica che abbiamo avuto in prova (1.400 T-GDI da 140 Cv) parla di 5,6 litri/100 km nel ciclo combinato europeo (con i cerchi da 18’’, in dotazione all’auto che vedete nelle foto e nel video) e di 6,4 litri/100 km in quello urbano. Al termine della nostra prova possiamo dire che ci si può andare davvero molto vicino a questi valori, per quanto nella guida reale ci si dovrà assestare per forza di cose su consumi leggermente più alti. Tenendo però conto del modo in cui l’abbiamo guidata (per forza di cose diverso da quello di un utente medio), possiamo dire senza timor di smentita che la i30 Fastback riesce a consumare il giusto a fronte di una guida rilassata, ma mai noiosa.

Conclusioni

La Hyundai i30 Fastback è un’ottima macchina, che può egregiamente anche essere l’unica vettura di una famiglia con uno o due figli. Il bagagliaio è abbastanza capiente e anche se non sarete larghi come su una station wagon, quello che serve sarà a disposizione. Sul divano posteriore, come detto, si sta molto comodi e solamente i passeggeri più alti potrebbero essere costretti ad abbassarsi per non toccare il tetto. Anche loro, comunque, non potranno che apprezzare il buono spazio complessivo e la qualità percepita dell’abitacolo. Il tutto a fronte di un ottimo prezzo di listino.

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