Bimbi in auto: il ministro Toninelli ed il dispositivo anti abbandono [VIDEO]

Un sensore per segnalare la presenza del bambino

I bimbi in auto abbandonati sono una piaga in crescita ed il ministro dei Trasporti ha comunicato l'intenzione di introdurre un dispositivo obbligatorio per segnalare la presenza dei piccoli, quando viene chiusa la vettura.
Bimbi in auto: il ministro Toninelli ed il dispositivo anti abbandono [VIDEO]

L’abbandono dei bimbi in auto è un problema in crescita e, sempre più spesso, si sentono notizie su questo tema. Così, presto potrebbe diventare obbligatorio un dispositivo da applicare al seggiolino, che segnali la presenza del bambino, quando viene chiusa l’auto, in modo da evitare possano poi avvenire delle tragedie, soprattutto nei mesi estivi, quando fa molto caldo.

Bimbi in auto: la proposta di Toninelli

E’ la proposta lanciata dal ministro dei trasporti Danilo Toninelli, in una diretta Facebook, in cui ha manifestato la volontà di modificare il Codice della Strada, introducendo un cambiamento all’articolo 172. “Tra pochi giorni la presenteremo al Consiglio dei Ministri”, ha poi detto.

In pratica, si tratterebbe di un sensore che rileverebbe la presenza di un bimbo a bordo dopo che si è chiusa l’auto. In questo caso, viene mandato un messaggio sulla chiave dell’auto o sul cellulare del proprietario, secondo un modello già in uso negli Stati Uniti. Il costo dovrebbe essere di circa 100 euro, sui quali potrebbe esserci “un aiuto da parte dello Stato”, come applicare l’Iva agevolata.

Il disegno di legge sui bimbi in auto è già pronto

La proposta non è nuova, anzi, in Parlamento è già presente un disegno di legge, proposto ad inizio luglio dal senatore Riccardo Nencini. All’interno di questo ddl, oltre a prevedere pene più severe per chi utilizza lo smartphone al volante, viene previsto appunto l’obbligatorietà di seggiolini con un dispositivo di allarme anti abbandono. Noi avevamo parlato del tema qualche tempo fa, parlando proprio di sicurezza dei bambini e di seggiolini con sensori integrati.

Leggi altri articoli in Auto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati