Suzuki Swift Hybrid TOP 2WD: con la piccola ibrida giapponese al via dell’E-MROC

L'equipaggio "Motorionline" Mauriello-Marino quarto classificato nel Campionato Italiano Energy Saving

E-Mroc 2018, seconda tappa del Campionato Italiano Energy Saving, ci ha visti al via con una Suzuki Swift Hybrid TOP 2WD. Una gara di durata, impegnativa, con oltre 700 km da percorrere nell'arco di poche ore.
Suzuki Swift Hybrid TOP 2WD: con la piccola ibrida giapponese al via dell’E-MROC

Pensare che la prima edizione dell’E-MROC, seconda tappa del “Green Endurance-Campionato Italiano Energy Saving“, potesse essere una passeggiata, sarebbe stato un grosso errore.
Ben 705 km di gara, da coprire praticamente tutti d’un fiato, prestando sempre la massima attenzione al cronometro, al roadbook con più pagine di un romanzo, ed al rispetto delle medie orarie e dei controlli a timbro.
Affiancato dal mio navigatore Cristian Marino, al ritorno alle note dopo quasi vent’anni dall’ultimo rally, dopo la cerimonia di partenza da Carrara Fiere, alle 14:00 del sabato pomeriggio, abbiamo “guidato” fino alle 4:40 della notte, orario previsto per l’ultimo controllo a timbro della 1a tappa.
Ma giusto il tempo di poggiare il capo sul cuscino e già alle 8:40 della domenica mattina è arrivato il primo timbro di giornata sulla tabella di marcia della 2a tappa.
Insomma, un’avventura impegnativa ed affascinante, nella quale siamo stati accompagnati da una piccola ma quanto mai tosta ed agguerrita Suzuki Swift Hybrid TOP 2WD, che ci ha consentito di raggiungere il 4 posto finale nella classifica assoluta, primi tra le vetture di categoria ibrida.

Forte dell’abbinata tra motore termico e propulsore elettrico, la “nostra” Suzuki Swift con il numero 7 sulle fiancate, si è dimostrata la vettura “perfetta” per una manifestazione del genere. Innanzitutto perché è brillante, grazie ai 90 cv che le consentono di accelerare da 0 a 100km/h in 11,9 secondi, con una velocità di punta di 180km/h.
E poi, ovviamente, perché è ecologica: soprattutto in città, dove la propulsione elettrica fa sentire maggiormente la sua presenza, non sono infrequenti medie da 20 km/lt.
Peraltro, un’occasione del genere, in cui competono vetture ibride affiancate da vetture totalmente elettriche, è un interessantissimo spunto di riflessione sul come la prima di queste due tecnologie sia, al momento, quella più convincente.
Se alcuni dei concorrenti con le vetture “full electric” sono stati costretti ad arrivare a Carrara trasportando la vettura sul carrello, noi, con la nostra Swift, siamo tranquillamente partiti da Milano, affrontando la trasferta autostradale con un comfort di viaggio inaspettato: a velocità di codice la Swift risulta assolutamente silenziosa, e stupisce per le dotazioni tecnologiche da ammiraglia, in primis per il cruise control adattivo ed il lane departure warning.
Ma non solo. Se tra un riordino e l’altro le vetture elettriche dovevano collegarsi alla presa di corrente per ricaricare le batterie (alle volte per 2 ore, altre per 4 ore), la nostra Swift ha concluso la prima tappa di gara sfruttando ancora il pieno con cui eravamo partiti da Milano. Dal punto di vista dell’efficienza e della praticità, quindi, ad oggi non c’è ancora paragone.

Le tappe cronometrate dall’E-MROC 2018, dopo lunghi trasferimenti in cui seguire il roadbook metro dopo metro, si inerpicavano verso le Alpi Apuane, lungo mitici e tortuosi tratti di strada già teatro, nientemeno, che del Mondiale Rally.
Tratti di strada in cui, per tenere la media imposta di 38 km/h, bisognava tenere un ritmo tutt’altro che blando. Nelle gare di regolarità a media, infatti, i punti in cui viene giustappunto rilevata la “velocità media”, sono segreti. Dunque, durante tutto il tratto di prova a cronometro (alcune erano lunghe più di 15 km), bisogna impegnarsi per tenere un ritmo il più costante possibile: basta un tornante o un ciclista per far precipitare la media, in un attimo. Dall’altra parte, recuperare e farla risalire non è mai facile, perché basta un allungo di troppo per ritrovarsi con una velocità superiore a quella imposta. Insomma, il “segreto” sembra proprio essere quello di tenere la velocità imposta senza mai frenare o rallentare. Neanche nelle curve più strette e neanche nel buio pesto della notte. Ed in questo la “nostra” Swift ci ha aiutato non poco, forte della sua agilità e dell’assetto sbarazzino, che la rende particolarmente spigliata tra le curve. Il bel cambio manuale, con la leva dagli innesti sempre precisi e ben marcati, completa una dinamica di guida piacevolmente frizzante per una vettura che, quantomeno sulla carta, dovrebbe essere un’utilitaria, ma che in realtà dimostra di avere contenuti ben superiori.

Degna di nota è stata anche la seconda tappa di gara, dalla domenica mattina fino all’imbrunire, che senza tralasciare la competizione ci ha portato alla scoperta di paesaggi e posti mozzafiato, percorrendo strade in cui lo spettacolo offerto dal posto era tale che risultava davvero difficile tenere gli occhi sul cronometro: semplicemente spettacolare, ad esempio, il passaggio lungo le cave di marmo sopra Carrara.
Alla fine della seconda giornata di gara siamo quarti nella classifica assoluta, ad una manciata di penalità dal podio.
Una bella soddisfazione, considerando che con una semplice app del cellulare per monitorare distanza e media, ci siamo ritrovati a competere con equipaggi dotati di strumentazione ben più professionale, dal costo di qualche migliaio di Euro.
Insomma, una manifestazione da ricordare, per la competizione ma anche per tutto il contorno, per il quale un plauso particolare merita il comitato organizzatore, con l’auspicio che a questa prima edizione possano seguirne tante altre, alle quali torneremmo a prendere parte molto volentieri.

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