Porsche Taycan, l’elettrica di Stoccarda scopre le carte: 600 CV e oltre 500 km d’autonomia

Capace di scattare da 0 a 100 km/h in 3,5 secondi

Porsche rende note le prime informazioni sulla Taycan, la prima elettrica del marchio tedesco attesa sul mercato entro la fine del 2019.
Porsche Taycan, l’elettrica di Stoccarda scopre le carte: 600 CV e oltre 500 km d’autonomia

La Porsche Taycan, la prima auto 100% elettrica del marchio tedesco, svela alcune caratteristiche tecniche preliminari in vista del suo arrivo sul mercato previsto entro la fine del prossimo anno. La Taycan, versione di serie della Mission E Concept, sarà equipaggiata con un motore elettrico inedito a 800 V. Si tratta di un bell’incremento di tensione rispetto ai 400 V delle ibride plug-in del marchio tedesco, novità che permetterà a Porsche di aver un’auto più leggera e più veloce nel ricaricarsi.

Potenza di 600 CV, autonomia da oltre 500 km

La Taycan monterà nel fondo del pianale un pacco batteria che fornirò l’energia a due motori elettrici, uno per ogni asse, che complessivamente garantiscono una potenza di 600 CV. La sportiva elettrica di Porsche offrirà un autonomia superiore ai 500 chilometri, con la possibilità di percorrerne circa 400 km con soli 15 minuti di carica tramite le colonnine Combined Charging System da 350 kW. Al powertrain elettrico è abbinata la trazione integrale, che contribuisce a far si che la Taycan acceleri da 0 a 100 km/h in 3,5 secondi, impiegandone meno di 12 per passare da 0 a 200 km/h.

Stime da 20.000 unità all’anno

Con la Taycan Porsche darà concretezza agli ingenti investimenti (6 miliardi di euro) che la Casa di Stoccarda ha destinato allo sviluppo della mobilità elettrica. Porsche ha costruito oltre 100 prototipi per collaudare la Taycan, muletti che sono stati impegnati in numerosi test in giro per il mondo, anche con condizioni climatiche estreme, per testarne l’affidabilità. Porsche punta molto sulla Taycan, anche in virtù del fatto che le previsioni di vendita della Casa di Zuffenhausen le ritagliano un ruolo tutt’altro che secondario: 20.000 unità all’anno.

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