Elon Musk ha quasi deciso di privatizzare Tesla, azioni al rialzo

Elon Musk ha quasi deciso di privatizzare Tesla, azioni al rialzo

Tesla non sarà più quotata in borsa

A sorpresa, prima su Twitter e poi con un comunicato ufficiale, Elon Musk ha fatto sapere che Tesla verrà ri-privatizzata, dopo la quotazione del 2010.
Elon Musk ha quasi deciso di privatizzare Tesla, azioni al rialzo

Ci sono persone che nel mondo dell’economia e dell’automobile sanno colpire duro, ed altre che sanno colpire a sorpresa. Elon Musk è senza dubbio entrambe queste: è di ieri sera l’annuncio del probabilissimo ritiro di Tesla dal mercato azionario. Prima con un tweet sulla piattaforma social, poi con un comunicato stampa diffuso ai dipendenti dell’azienda. A cosa porterà ciò?

Perché Musk lo ha fatto (proprio ora)

Il ritiro dalla borsa significa che Tesla cesserà di essere a tutti gli effetti una S.p.A, ossia una società per azioni (Inc. nel mercato americano). Questo porterebbe a dare più potere al nucleo effettivo della compagnia (leggasi: Musk) sulle scelte strategiche, gli investimenti e – a fine anno – i dividendi. Per inciso: le azioni rimangono, ma non saranno quotate in borsa. Il titolo intanto è schizzato in alto. «Ogni singola azione sarà messa in vendita a partire da 420 dollari» – ha scritto su Twitter Elon Musk – che ha poi aggiunto «Gli investitori potranno scegliere se venderle a quel prezzo o tenerle ed entrare nella compagnia, come ho già fatto con SpaceX». Sono poi seguiti altri cinguettii certamente non meno importanti, ma l’esempio lanciato è concreto e funziona.

SpaceX è l’azienda spaziale di Musk che, da privata, sta rivoluzionando il mercato aerospaziale con lanci sempre più a basso costo e con possibilità di riutilizzo. Il piano del genio sudafricano è di colonizzare Marte nei prossimi 20-30 anni. Se con Tesla dovesse accadere una cosa simile sul piano di funzionamento, nel giro di pochi anni potrebbe divenire altamente competitiva.

Sue anche le dichiarazioni di 12 mesi fa (qui il nostro articolo) dove dichiarava che entro 15 anni oltre la metà dei veicoli prodotti negli Stati Uniti sarà elettrica. Il che non sarebbe strano visti i recenti inasprimenti contro il diesel e l’integrazione sempre più ampia dei benzina con unità a batteria (plug-in, plug-in ibride). Ma quello che Musk ha dichiarato è che probabilmente già prima del 2025 le elettriche avranno un prezzo molto simile alle vetture spinte con propulsore a combustione. E con un occhio rivolto alla Cina ha concluso che probabilmente sarà quello il primo mercato dove avverrà. E sembrerebbe strano se proprio Tesla non fosse tra le prime: con la privatizzazione dell’azienda sarebbe possibile fare salti più agevoli e penetrare nel mercato senza subire flessioni da parte del mercato azionario.

La lettera di Musk ai lavoratori ed agli investitori

Ecco alcuni estratti dal comunicato che Tesla ha diramato il 7 Agosto 2018, in una lettera redatta e firmata da Musk in cui prova a spiegare le ragioni della ri-privatizzazione, dopo l’ingresso in borsa dell’ormai lontano 2010. O almeno così sembrerebbe.

«Oggi annuncio che sto considerando di privatizzare Tesla al prezzo di 420$/azione. Voglio farvi conoscere il mio motivo per fare ciò e perché penso sia la migliore strada da percorrere da qui in poi.

Anzitutto voglio dire che la decisione finale non è ancora stata presa. Lo faccio per creare un ambiente operativo che sia il migliore possibile. Come compagnia pubblica siamo soggetti ai movimenti ondulanti del prezzo delle azioni e ciò porta solo a distrazioni. Inoltre non possiamo ragionare sul lungo periodo, essendo soggetti a revisioni quadrimestrali nel confronto degli azionisti. Il che porta un gran numero di persone a poter attaccare la compagnia per trarne profitto (sul mercato azionario, ndr).

Io credo fermamente che ognuno dia il suo meglio quando è concentrato sull’eseguire ciò per cui è predisposto all’interno dell’azienda. E di farlo per lungo tempo. SpaceX è un esempio perfetto. Questo non significa che Tesla rimarrà privata per sempre: in futuro, se la crescita dovesse rallentare troppo, avrebbe senso rientrare nel mercato.

Primo, un appello agli investitori. Potranno vendere le loro azioni a 420 dollari l’una o tenerle e rimanere investitori privati. Questo è un 20% in più rispetto al prezzo base in seguito ai dati del secondo quadrimestre (già in crescita del 16%).

Secondo appello, rivolto a tutti i lavoratori, è di rimanere anche loro investitori della compagnia come fatto per SpaceX. Se Tesla verrà privatizzata, potranno scegliere cosa fare delle proprie azioni, ad esempio venderle.

Terzo: comunico che non voglio fondere Tesla e SpaceX. Rimarranno due compagnie distinte per proprietà e strutture di governance. Ciò che ci sarà in comune è la metodologia con cui vendere e acquistare le azioni: ogni sei mesi all’incirca.

Infine voglio dire che non faccio questo non per prendere maggiore controllo dell’azienda, di cui detengo il 20%.

Grazie,
Elon»

Le reazioni dei mercati e cosa accadrà

Il titolo “TSLA” ieri, dopo l’annuncio vi Twitter, è schizzato in alto fino a toccare il +11%, mentre oggi è sceso ma vanta comunque un +9% circa ed il prezzo per azione è di 321 dollari (il picco è stato di 379,56$). Con una produzione che sembra ora funzionare, dopo i dati incoraggianti sulla tanto attesa Model 3, Tesla potrebbe compiere un ulteriore salto in avanti. E con la privatizzazione gonfiare le vele (ed il portafogli) verso nuovi orizzonti.

La conferma arriverà dunque a giorni, quando tutti i principali azionisti avranno votato a favore della privatizzazione.

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