Gli rubano la Lamborghini Aventador, la ritrova grazie ad Instagram

La supercar era stata rubata a Cannes

Una disavventura a lieto fine per un miliardario di Dubai. La sua Lamborghini Aventador LP760-2 era stata rubata a Cannes ed è stata ritrovata a Varsavia, principalmente grazie alle segnalazioni dei suoi follower su Instagram.
Gli rubano la Lamborghini Aventador, la ritrova grazie ad Instagram

Gli avevano rubato la Lamborghini Aventador LP760-2 a Cannes, l’ha ritrovata grazie alle segnalazioni dei follower su Instagram. E’ quanto accaduto ad Abdullah Alfahim, un milionario di Dubai, che verrà presto riunito con la sua supercar, dopo il ritrovamento della vettura sulle strade di Varsavia, mentre probabilmente era diretta in Ucraina, attraverso la Russia.

La Lamborghini doveva arrivare a Londra

Il ricchissimo arabo aveva caricato la sua Lamborghini su un aereo da Dubai a Cannes, per poi spostarsi a Londra, dove doveva raggiungerlo la sua vettura. Invece, nella capitale inglese non è mai arrivata.

La cosiddetta compagnia ha preso la mia auto dall’Hotel Intercontinental di Cannes. Un giorno prima sono volato a Londra, l’uomo mi ha chiamato e ha detto che la Lamborghini sarebbe arrivata all’hotel a Londra tra un’ora – le parole di Alfahim al Khaleej Times – Ma ha bloccato il mio numero dopo quella telefonata, e non l’ho mai più sentito“.

I follower ritrovano la Lamborghini

A quel punto era chiaro l’inganno ed il furto della Lamborghini Aventador LP760-2, così il milionario si è rivolto alla polizia. Nel frattempo, però, ha anche diffuso la notizia del furto sui social ed i suoi follower si sono subito mobilitati per aiutarlo.

Tante segnalazioni della vettura, prima del ritrovamento in una strada di Varsavia, dove era stata parcheggiata. E’ stata recuperata dalla polizia ed è ora all’ambasciata degli Emirati Arabi a Varsavia, in attesa di tornare dal proprietario. “I post sui social media hanno reso più facile per la polizia trovare la mia auto – ha spiegato Alfahim – e sono molto grato a coloro che hanno contribuito a diffondere le informazioni. Ovviamente voglio ringraziare anche l’Interpol e la polizia polacca per il lavoro svolto”. E la disavventura ha così un lieto fine.

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