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La sospensione idropneumatica

In quegli anni né la velocità delle vetture di Ferrari e Porsche, né la robustezza da off-road di Jeep e Toyota riuscivano ad imporsi. A trovare il compromesso ideale è stata DS che grazie alla sospensione idropneumatica consentiva alla grande berlina francese di restare incollata alla strada nei percorsi veloci e di sollevarsi maggiormente da terra sugli sterrati. La conseguenza fu uno straordinario palmares fatto di vittorie assolute e di squadra delle ID e DS su tutti i tipi di percorso, con risultati sensazionali quando il gioco si faceva duro per la presenza di ghiaccio, fango o delle incredibili pietraie della ex-Jugoslavia. Come nel 1961, quando Citroen iscrisse quattro equipaggi alla più difficile delle gare continentali europee: la Liegi-Sofia-Liegi che partiva dal Belgio per attraversare la Jugoslavia e raggiungere la Bulgaria solo per tornare indietro fino al punto di partenza.

Quattro vetture al via della Liegi-Sofia-Liegi

Quell'anno, si correva dal 30 agosto al 9 settembre: dieci giorni di polvere, pietre e velocità, per gli equipaggi dell'Ecurie Paris di René Cotton. Le 4 vetture erano assegnate a otto famosi rallisti: - DS19 numero di gara 31: equipaggio Bianchi Lucien - Harris Georges; - ID19 numero di gara 48: equipaggio Neyret Bob - Terramorsi Jacques; - DS19 numero di gara 57: equipaggio de Lageneste Roger - Burglin Pierre; - La quarta DS19, affidata a René Trautmann fu costretta al ritiro da un ostacolo sul tracciato.

Successi a raffica

La DS numero 31 arrivò a Liegi come prima assoluta, nel tempo record di 40 ore e 58 minuti di gara effettiva, con un distacco siderale sulla seconda classificata: la Porsche Carrera dell’equipaggio tedesco Walter e Wencher. La ID19 di Bob Neyret arrivò terza a poca distanza dalla Porsche, aggiudicando così a Citroen la Coppa Costruttori. L'anno successivo l’exploit fu ripetuto, con altre tre DS nelle prime dieci auto classificate ed un'altra Coppa Costruttori. La lunga marcia della DS in competizione, iniziata in sordina nel 1956 con la vittoria di categoria al Montecarlo, era solo all'inizio. Negli anni successivi furono diversi i successi del brand francese in tutte le competizioni, fino ad arrivare alla vittoria del Rally del Marocco del 1975. [post_title] => DS torna alle origini dell'avanguardia e delle maratone da strada: la Liegi-Sofia-Liegi [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => ds-torna-alle-origini-dellavanguardia-e-delle-maratone-da-strada-la-liegi-sofia-liegi [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2018-08-30 12:04:48 [post_modified_gmt] => 2018-08-30 10:04:48 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=550791 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

DS torna alle origini dell’avanguardia e delle maratone da strada: la Liegi-Sofia-Liegi

Nel 1961 la DS 19 mise tutti in fila

La tradizione sportiva di DS affonda le sue radici tra gli anni '50 e '70, quando la DS 19, grazie alla sospensione pneumatica, fu capace di conquistare numerosi successi nelle competizioni massacranti come la Liegi-Sofia-Liegi.
DS torna alle origini dell’avanguardia e delle maratone da strada: la Liegi-Sofia-Liegi

DS ci fa fare un viaggio nel passato portandoci nelle competizioni stradali che si svolgevano tra il 1950 e il 1970, delle sfiancanti e massacranti corse su percorsi lunghissimi o su circuiti che attraversavano zone impervie, spesso addirittura prive di strade vere e proprie.

La sospensione idropneumatica

In quegli anni né la velocità delle vetture di Ferrari e Porsche, né la robustezza da off-road di Jeep e Toyota riuscivano ad imporsi. A trovare il compromesso ideale è stata DS che grazie alla sospensione idropneumatica consentiva alla grande berlina francese di restare incollata alla strada nei percorsi veloci e di sollevarsi maggiormente da terra sugli sterrati.

La conseguenza fu uno straordinario palmares fatto di vittorie assolute e di squadra delle ID e DS su tutti i tipi di percorso, con risultati sensazionali quando il gioco si faceva duro per la presenza di ghiaccio, fango o delle incredibili pietraie della ex-Jugoslavia. Come nel 1961, quando Citroen iscrisse quattro equipaggi alla più difficile delle gare continentali europee: la Liegi-Sofia-Liegi che partiva dal Belgio per attraversare la Jugoslavia e raggiungere la Bulgaria solo per tornare indietro fino al punto di partenza.

Quattro vetture al via della Liegi-Sofia-Liegi

Quell’anno, si correva dal 30 agosto al 9 settembre: dieci giorni di polvere, pietre e velocità, per gli equipaggi dell’Ecurie Paris di René Cotton.

Le 4 vetture erano assegnate a otto famosi rallisti:

– DS19 numero di gara 31: equipaggio Bianchi Lucien – Harris Georges;
– ID19 numero di gara 48: equipaggio Neyret Bob – Terramorsi Jacques;
– DS19 numero di gara 57: equipaggio de Lageneste Roger – Burglin Pierre;
– La quarta DS19, affidata a René Trautmann fu costretta al ritiro da un ostacolo sul tracciato.

Successi a raffica

La DS numero 31 arrivò a Liegi come prima assoluta, nel tempo record di 40 ore e 58 minuti di gara effettiva, con un distacco siderale sulla seconda classificata: la Porsche Carrera dell’equipaggio tedesco Walter e Wencher. La ID19 di Bob Neyret arrivò terza a poca distanza dalla Porsche, aggiudicando così a Citroen la Coppa Costruttori.

L’anno successivo l’exploit fu ripetuto, con altre tre DS nelle prime dieci auto classificate ed un’altra Coppa Costruttori. La lunga marcia della DS in competizione, iniziata in sordina nel 1956 con la vittoria di categoria al Montecarlo, era solo all’inizio. Negli anni successivi furono diversi i successi del brand francese in tutte le competizioni, fino ad arrivare alla vittoria del Rally del Marocco del 1975.

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