Strage del bus di Avellino, la nuova perizia accusa Autostrade: “Guardrail corroso”

Strage del bus di Avellino, la nuova perizia accusa Autostrade: “Guardrail corroso”

La manutenzione accurata non avrebbe fatto precipitare il bus

La nuova perizia sull'incidente che nell'estate del 2013 sulla Napoli-Canosa costò la vita a 40 persone punta il dito contro Autostrade: "La barriera stradale era corrosa e per questo non ha retto l'urto del pullman".
Strage del bus di Avellino, la nuova perizia accusa Autostrade: “Guardrail corroso”

A distanza di oltre cinque anni dalla tragedia del pullman che precipitò dal viadotto autostradale Acqualonga della A16 Napoli-Canosa, nella quale persero la vita 40 persone, la nuova perizia punta il dito contro Autostrade per l’Italia. Secondo quanto rilevato da Felice Giuliani, il perito nominato dal giudice del tribunale di Avellino, il guardrail in quel tratto era deteriorato e per questo non è riuscito a bloccare il pullman.

Con la corretta manutenzione il pullman non sarebbe precipitato

Era il 28 luglio 2013 quando il bus che trasportava una comitiva di pellegrini di ritorno da Pozzuoli uscì di strada e precipitò dal viadotto, facendo un volo di 23 metri, dal quale si riuscirono a salvare soltanto in 7. Il pullman, come si legge nella nuova perizia, “si scontrò con le barriere dopo aver percorso in condizioni di rilevante inefficienza del sistema frenante, conseguente alla perdita dell’essenziale organo di trasmissione, un tratto di circa 880 metri“, ad una velocità di circa 89 km/h. Il perito sostiene che la corsa dell’autobus sarebbe potuta essere bloccata se “la barriera fosse stata correttamente manutenuta, come avrebbe dovuto e invece non fu“. Dai rilievi è risultato che i perni utilizzati per ancorare a terra il guardrail erano corrosi dal sale, utilizzato in quelle zone durante l’inverno per fronteggiare neve e ghiaccio, e per questo la barriera non ha retto all’impatto con l’autobus.

Mentre il processo vede imputati l’autista del bus Gennaro Lametta e i vertici di Autostrade per l’Italia, rimane ancora irrisolto il nodo della responsabilità principale della morte di 40 persone, che a questo punto sembra dovrà essere “pesata” tra l’inadeguato sistema di frenata del mezzo e l’inefficienza delle barriere stradali.

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