Honda Jazz VS Citroen C3, spiriti cittadini a confronto [VIDEO PROVA SU STRADA]

Monovolume contro Crossover, Giappone contro Francia

La rinnovata Honda Jazz affronta la nuova Citroën C3: sportiva ma spaziosa la prima, originale e rialzata la seconda. Il loro campo di sfida è la città

A cura di Andrea Villa e Daniele Villa

Ai recenti Mondiali di Russia non si sono scontrate, ma a modo loro hanno entrambe ben figurato. Stiamo parlando di Francia e Giappone. Les Bleus perché hanno vinto la Coppa del Mondo, la loro seconda, i Samurai Blu perché sono quasi passati ai quarti ed hanno stupito per la loro pulizia di gioco (e fuori dal campo). Su quest’onda ecco allora il nostro confronto tra le due Nazioni, naturalmente a quattro ruote: Honda Jazz contro Citroën C3. La Jazz ha forme da monovolume ma con l’allestimento Dynamic ed il 1.5 benzina da 130 CV ha tanta grinta. La C3 si ispira alle crossover e veste l’allestimento Shine, inoltre è mossa dal 1.2 turbo PureTech da 110 CV.

Design esterno

La Honda Jazz non nasconde il suo aspetto da monovolume compatta, ma con l’allestimento Dynamic e la tinta Lunar Silver metallizzata mostra uno stile sportiveggiante davvero niente male. Lunga 406 centimetri, larga 170 ed alta 155, la Jazz ha linee elaborate ma non troppo sofisticate. Davanti si trova la maschera in nero lucido con proiettori a led, dalla forma piuttosto tagliente, lateralmente spiccano i cerchi in lega da 16 pollici Black, le accentuate minigonne ed il piccolo spoiler. Dietro l’occhio cade subito sul diffusore, richiamo alle vetture racing che sulla Jazz è prettamente estetico, ma non guasta affatto. Nonostante le forme “gonfie” questa giapponese ha un carattere tutto suo ed è tra le più personali del segmento nell’allestimento Dynamic. Certo, non possiamo dire che sia come una Civic Type R, però vi sono diversi richiami, soprattutto nelle sottili linee rosse che si ritrovano, ad esempio, nello splitter frontale. Una mamma può essere sportiva anche in città? Noi pensiamo di sì. 

La Citroën C3 ha voluto mettere d’accordo tanti gusti diversi degli automobilisti odierni. Un po’ suv, un po’ utilitaria e un po’ crossover. La generosa altezza da terra, le protezioni in plastica nera e gli Airbump – riservati all’allestimento Shine – sottolineano un’indole avventuriera e urbana. All’esterno riprende gli stilemi delle ultime creazioni Citroën, con faro sdoppiato nel frontale e luci diurne a led che si integrano nel double Chevron. Tutte le linee sono morbide e smussate, con ampie superfici vetrate per consentire una buona illuminazione e una perfetta percezione degli ingombri nel traffico. Migliorano anche le proporzioni, collezionando 4 metri secchi di lunghezza e 1,75 metri di larghezza, ma nel complesso rimane compatta e con una linea abbastanza filante. Nel retro spuntano i fari tridimensionali, oltre ad una generosa ed utilissima protezione in plastica. Una vettura dal design molto particolare e deciso e dalla grande personalità, che riserva moltissimo spazio alla personalizzazione, come testimonia il configuratore: con 9 tinte per la carrozzeria, 3 per il tetto e circa 36 diverse combinazioni.

Gli interni


Sulla Honda Jazz il guidatore ha dalla sua un quadro strumenti analogico piuttosto completo, condito da pratici pulsanti sul volante – che insieme alla leva del cambio è in pelle e con cuciture arancioni – e da un impianto di infotainment semplice nell’utilizzo. Il touchscreen permette di accedere alla radio ed alle prese di lettura, come l’USB e l’HDMI, per connettere in pochi secondi il proprio smartphone Android ed Apple. Lo spazio a bordo è davvero tanto così come la luce che entra grazie agli ampi vetri. I vani portaoggetti quasi non si contano: dalle tasche nelle portiere al profondo pozzetto sotto al bracciolo davanti. Chi siede nella seconda fila trova spazio per gambe, testa e spalle come se fosse su un’ammiraglia del segmento SUV. Tre adulti viaggiano senza problemi (oppure i seggiolini grazie agli attacchi isofix) e la Jazz ci ha colpito per come riservi così tanti centimetri. Che non sono stati affatto tolti al baule, il quale presenta una soglia di carico eccellente ed un piano regolare. Grazie ai sedili che si ripiegano su se stessi, i litri passano da 354 a 1314. Da fare invidia alle crossover di 20 centimetri più lunghe. L’assemblaggio dei materiali è ottimo, mentre non sempre le plastiche dure hanno incontrato il nostro favore, ma complessivamente la qualità è buona. Se si vuole aggiungere il pacchetto “Navi”, come quello montato sulla vettura da noi testata, la spesa di 650 euro prevede il navigatore Garmin e la radio DAB. 


Piccola fuori ma grande dentro la Citroën C3. Perché sì, coi suoi 2 metri e 54 di passo, dentro alla nuova si sta davvero comodi. Si può tranquillamente viaggiare in 5, con un discreto spazio per le gambe anche dietro e un bagagliaio generoso da 300 litri, che salgono a 1300 abbattendo i sedili secondo lo schema 60/40, peccato però per l’importante scalino sulla soglia, che ostacola un po’ le manovre di carico e scarico dei bagagli. Per il resto è una vettura decisamente improntata alla praticità e alla riduzione di peso, come testimoniamo i suoi 1100 kg a secco e gli innumerevoli vani porta oggetti. Nonostante ci sia poi un largo impiego di plastica non appare mai troppo cheap, con materiali soft touch e inserti in tessuto o pelle, a seconda dell’allestimento, che innalzano la qualità percepita. Caratteristici poi gli interni, con il motivo del quadrilatero ad angoli smussati che ritorna un po’ ovunque, sulle bocchette e nelle forme della plancia, riprendendo la forma degli Airbump. Al centro della plancia, posizionato leggermente in basso e perfettamente a portata di mano si trova il sistema di infotainment Touch Pad di Citroen da 7″: pratico e intuitivo, gode di una buona risoluzione. È posizionato al centro e in basso nella plancia, inglobando anche i comandi del clima, automatico come optional È presente la connettività usb e bluetooth, più Apple CarPlay e Android Auto.

Comportamento su strada


In città il volante e la frizione della Honda Jazz sono piuttosto leggeri permettono di muoversi con agilità, aiutati nelle manovre dai sensori di parcheggio sia davanti che dietro. La sicurezza attiva è ben presente grazie alla frenata attiva in città ed al sistema che leggere la segnaletica stradale. Il cambio a sei marce è molto ben fruibile anche sulle strade extraurbane, dove le sospensioni sono tarate per uno stile leggermente dinamico e minimizzano l’imbardata nelle curve, senza comunque creare scompensi a livello di assorbimento. Davvero niente male per questa piccola monovolume! Se si cerca della ripresa in autostrada la quarta marcia è quella ideale, mentre la quinta e soprattutto la sesta sono di riposo a 130 orari. Buona l’insonorizzazione a 110 chilometri orari, con le gomme da 185/55 che offrono un eccellente grip. Volendo si può anche impostare il limitatore di velocità: una volta raggiunta la cifra impostata, solo schiacciando a fondo il pedale il motore darà ulteriore gas (ad esempio per situazioni d’emergenza). Molto utile per non incappare in sconvenienti multe, peccato non vi sia anche il cruise control. A livello di sicurezza attiva per le alte percorrenze può contare sul lettore di segnali stradali e sul Lane Assist, che avverte con un segnale acustico-luminoso se si sta abbandonando la corsia senza volerlo. 


Al volante della Citroën C3 non si può non apprezzare la comoda e rialzata posizione di guida, che dona lo stile di guida da crossover, da cui si ha una perfetta percezione degli ingombri e da cui si gode di una buona visibilità, eccezion fatta per il montante 3/4 anteriore che oscura leggermente la vista negli incroci. La vita urbana risulta infatti molto rilassata e pacata, grazie ai comandi morbidi e piacevoli da azionare. La frizione è molto modulabile e non stanca la gamba nemmeno in lunghe code autostradali, mentre lo sterzo appare fluido e ben progressivo rimanendo molto morbido anche in manovra, situazione in cui bastano davvero due dita per azionarlo. Per aiutarci nei parcheggi, oltre alle protezioni in plastica è inoltre disponibile anche la retrocamera dalla discreta qualità. Da elogiare sicuramente il lavoro delle sospensioni che attutiscono molto bene le asperità della strada. Il rollio è decisamente meno di quanto ci si potrebbe aspettare. Forse un po’ troppo accentuato il beccheggio in accelerazione e in frenata. L’insonorizzazione è ad altissimo livello, merito anche dei pannelli fonoassorbenti che sono stati impiegati per migliorare il silenzio a bordo. Sia sul pavé ma anche in autostrada e a velocità prossime ai 130 km/h si riesce tranquillamente a parlare con gli altri passeggeri senza avere troppo disturbo dall’ambiente esterno.

Motore e Prestazioni


Il propulsore da 1.5 litri (Euro 6) montato sulla Honda Jazz ha un’inaspettata potenza, se si pensa alla natura stessa di questa piccola monovolume: 130 CV e 155 Nm di coppia a 4600 giri/min. Il vero spirito di questo quattro cilindri aspirato viene comunque fuori oltre i 3.500 giri/min, dove oltre a “frullare” in maniera meno silenziosa offre una spinta corposa e muove i 1066 chilogrammi della vettura senza problemi. Del resto l’i-VTEC è un’evoluzione del noto VTEC, che unisce il VTC (Variable Timing Control) per migliorare la risposta dei due alberi a camme. In sostanza si ha un motore potente e con consumi moderati in rapporto ai cavalli sprigionati. Questo 1498 cc potrebbe dunque sembrare accompagnato da un turbocompressore, invece è aspirato. Il cambio a 6 marce avrebbe potuto essere posizionato qualche centimetro più in alto, permettendo una posizione di guida leggermente più comoda. Ciononostante ha innesti fluidi e precisi. La frizione è ottima per la città come già detto, mentre se si decide di essere più grintosi occorre andarci leggeri col piede, in quanto affonda velocemente. Anche con i controlli inseriti, può capitare di far sgommare le ruote anteriori in fasi di media-alta accelerazione da prima marcia. La velocità massima di 190 km/h ci è sembrata così raggiungibile senza troppi intoppi stando in 5°. Chi invece preferisce può servirsi del cambio a variazione continua CVT.   


Passando al propulsore della Citroën C3, questo 1.2 litri turbo PureTech da 110 CV risulta davvero pronto e scattante, grazie ai suoi 205 Nm. Tra rumorosità, consumi e prestazioni crediamo veramente di poter collocare questo 3 cilindri all’apice della gamma. Questo PureTech gode infatti di una spinta vigorosa e immediata già poco dopo i 2000 giri, unendo la prontezza della configurazione 3 cilindri all’ausilio della piccola turbina capace di donare quella spinta in più, indispensabile nel traffico cittadino o per effettuare sorpassi. Pur essendo abbinato ad una semplice trasmissione manuale a 5 marce, non si sente moltissimo l’esigenza di una sesta marcia, data la discreta rapportatura delle 5 velocità e la facilità con cui anche in ultima marcia si riesce a viaggiare a 130 km/h in autostrada mantenendo la lancetta sotto ai 3000 giri/min, assicurandosi delle percorrenze record da circa 16-17 km/l. Per chi desiderasse invece l’estremo comfort con il cambio automatico 6 marce EAT6 è necessario sborsare circa 1500 euro, però i consumi salgono leggermente come anche dichiarato dalla casa. In ogni caso, lo 0-100 km/h è coperto in 9,3 secondi con il cambio manuale 5 marce e 9,8 secondi con l’automatico. Per entrambe le configurazioni la velocità massima è segnata a 188 km/h, ma non risulta un dato essenziale, quanto più la grande prontezza e vivacità di cui gode questo propulsore.

Consumi e Costi


La Honda Jazz si conferma dunque una monovolume sportiva adatta sia all’uso urbano che non, ed a confermarlo è il dato sui consumi: viaggiando “allegri” in un percorso di circa 150 chilometri tra tutti i tipi di ambiente, abbiamo registrato una media di 15,2 km/l, non lontani dai 16,9 dichiarati dalla casa nipponica. Il nostro giudizio sulla Honda Jazz è quindi più che positivo: pensata per la città ha un propulsore che permette di utilizzarla con comodità ovunque, senza eccedere nei consumi. La qualità interna non sarà delle migliori, ma in quanto ad abitabilità e spazio di carico pochissime sono come lei. Inoltre il prezzo vicino ai 18mila euro è piuttosto invitante, considerando che ha già tutto di serie. Compresi gli aiuti alla guida attiva, molto utili sulle strade urbane e ad alta percorrenza di tutti i giorni.    


Arriviamo ad uno dei punti forti della piccola francesina Citroën C3, che grazie al suo sorprendente propulsore riesce ad avvicinarsi tantissimo ai consumi dichiarati dalla casa. Citroën dichiara infatti consumi nel ciclo urbano di circa 18,8 km al litro con questa unità, mentre noi siamo riusciti a rilevare una media urbana di circa 16 km al litro, senza stare a curare troppo l’andatura e le accelerazioni. Considerando le temperature estive, gli ingorghi milanesi e il condizionatore automatico quasi sempre acceso, questo valore indicato dalla strumentazione di bordo appare davvero molto positivo. Spostandoci in strade extraurbane si sale a quasi 19 km al litro. Spostando invece lo sguardo al listino prezzi, si trovano 6 diverse motorizzazioni, due diesel a partire da 15.050 euro, e tre benzina a partire da 12.300 euro. Per l’1.2 litri 3 cilindri GPL è necessaria una spesa a partire da 15.800 euro.

 

E voi Lettori da che parte state, #TeamJazz o #TeamC3? Fatecelo sapere con i vostri commenti!

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