WP_Post Object ( [ID] => 553263 [post_author] => 25 [post_date] => 2018-09-07 11:07:37 [post_date_gmt] => 2018-09-07 09:07:37 [post_content] => Mercedes EQC - Si tratta del primo modello di un nuovo corso per il brand tedesco. Una gamma, quella della neonata famiglia EQ, su cui l’interesse è elevato e che il marketing quindi spinge decisamente molto. Ne è una dimostrazione il lancio statico, quello dello scorso 4 settembre, curato nei minimi dettagli ed organizzato in un contesto tutto orientato alla tecnologia ed a riflessioni sul futuro che ci attende. Il nuovo brand di vetture 100% elettriche di Mercedes-Benz è infatti stato presentato a Stoccolma, all’interno del me Convention, un insieme di workshop inerenti tematiche legate alla “filosofia elettrica”. Intorno alla EQC è stata ovviamente creata una atmosfera di attesa, sapientemente caricata nelle scorse settimane da indizi svelati tramite due teaser fotografici, un video ed addirittura una diretta streaming della presentazione (trovate tutto a questo link). Il fascino della novità può scontrarsi con una realtà lontana dall'essere pronta ad accoglierle Dobbiamo ammettere che, rimettendo comunque il giudizio definitivo a quando potremo guidare l’auto, probabilmente a metà del 2019, la presentazione della Mercedes EQC ha accresciuto il nostro scetticismo rispetto al tema dell’elettrificazione delle auto, strada che pare oggettivamente sempre più complessa da seguire, anziché più facile, con il passare degli anni. Chi scrive, in redazione è la persona che più spesso si occupa delle prove su strada di ibride, elettriche ed in generale di tutte le alimentazioni diverse dai classici (benzina e gasolio). Un appassionato di motori a 360°, auto, moto, di qualsiasi genere e che è molto incuriosito dalle novità e dalle particolarità di alcuni mezzi. A mio modo di vedere ogni mezzo dotato di un motore ha un suo perché e provarlo è sempre un piacere, sia l’ultima arrivata in casa Ferrari, la nuova superbike Ducati oppure una auto elettrica con novità assolute. Negli ultimi anni ho quindi avuto modo di guidare decine di elettriche e di ibride, non solo per pochi chilometri ad una presentazione stampa, ma approfondendo il tema con migliaia di chilometri percorsi e confrontandomi con una realtà ben più arretrata e difficile di quella che qualcuno vuole raccontarvi. Cito ad esempio un cavo elettrico calato dal secondo piano per poter caricare una full electric il cui caricabatteria non gradiva la presa di corrente del mio box (per un amperaggio evidentemente insufficiente, ma che una carica lenta l’avrebbe supportata senza problemi). Ma torniamo a Mercedes ed al suo futuro elettrico, con la nuova gamma EQ, prima di chiudere con alcune considerazioni generali. La Mercedes EQC sarebbe dovuta essere una novità eclatante, ma lo è davvero? Tutti si aspettavano qualcosa di eclatante, è innegabile. Stiamo attendendo il momento in cui una casa automobilistica riesca a risolvere almeno uno dei grossi limiti delle elettriche, che sono principalmente l’autonomia ed il tempo di ricarica. Vi diciamo subito che la EQC non risolve nessuno dei due. Ha un discreto dato di autonomia, 450 Km dichiarati in ciclo NEDC, che sappiamo essere piuttosto “ottimistico” rispetto all’uso reale. Possiamo quindi ipotizzare, con buona probabilità di non sbagliarci, anche senza avere la possibilità di provare ora la vettura, che anche con una guida attenta la soglia dei 400 Km sarà difficilmente raggiungibile. Comunque un buon dato, che rende però difficile partire per le vacanze, ad esempio, senza doversi porre il problema di dove fermarsi per una ricarica e per quanto tempo (anche se vedremo che alcune funzionalità dell'MBUX della EQC possono essere di aiuto in questo). Ecco, l’altro dato rilevante, il tempo di ricarica, questo è sì più interessante, visto che la EQC può passare da 0 all’80% della sua autonomia totale in soli 40 minuti. Una bella sosta in autogrill insomma (la buttiamo sul ridere, ma nella vita reale queste cose non sono per nulla uno scherzo) e si riparte con circa 300 Km a disposizione. A patto di avere raggiunto una colonnina rapida a 110 kW (per chi non lo sapesse, il contatore di casa standard è a 3 kW). Il bello delle elettriche? Prestazioni ed erogazione non lasciano dubbi a nessuno, però la bilancia piange Per il resto la EQC promette prestazioni da sportiva, questo è il lato “facile” delle elettriche, quello piacevole che le rende appetibili per tutti coloro possano disinteressarsi dei fattori che abbiamo precedentemente citato. Una vettura che, grazie a due motori elettrici asincroni, ha una potenza complessiva di 408 cavalli ed una coppia di 765 Nm di coppia. Ad alimentarli ci pensano (pesanti) batterie al litio da 80 kWh. Si tratta di un peso di ben 650 kg, che va a sommarsi a quello di un’auto da circa 1.800 kg, per un valore complessivo di 2.425 kg. Fossimo davanti ad una vettura con motore termico sarebbe un dato fuori dai tempi, in un’era in cui leggerezza e downsizing producono anche dimagrimenti di 300 kg all’uscita della nuova generazione di un modello. Invece, per avere una autonomia accettabile, questi valori di peso sono un dazio da pagare (almeno per ora), per le vetture elettriche. Se sull’handling di guida gli effetti di una stazza così importante sono ancora da verificare (al netto di un posizionamento piuttosto in basso, sono comunque una bella zavorra da portarsi in giro), per quanto concerne l’accelerazione, le magie dei motori elettrici annullano il problema, dato che la EQC passa da 0 a 100 km/h in appena 5,1 secondi, mentre la velocità massima è autolimitata a 180 km/h. "Perché?", potrebbe chiedersi qualcuno ignaro del rendimento di un motore elettrico. Il problema è che se in città e nelle ripartenze da fermo un motore termico è decisamente lontano dell’ottima efficienza di un elettrico, quest’ultimo, al salire della velocità consuma molto di più, addirittura in modo più che proporzionale. Tradotto, al doppio della velocità, il consumo può essere anche il triplo, tanto per banalizzare il concetto. Poco male, visto che 180 Km/h non sono certo pochi per l’uso su strade aperte, ma a 130 Km/h l’autonomia della EQC quanto si allontana dal dato dichiarato? Look e piattaforma, esclusivi, ma non troppo Battezzato electro-look, lo stile che ha voluto sviluppare Mercedes per la capostipite della gamma EQ è figlio del minimalismo, evita fronzoli e linee troppo tese. Ne scaturisce un crossover dal look equilibrato, morbido e sinuoso in alcuni passaggi, abbastanza piacevole, anche se non eccessivamente personale, che ha dimensioni piuttosto importanti, ricordiamo che la EQC è lunga 4,76 metri, larga 1,88 e alta 1,62. Un SUV di segmento C che, di fatto, anticipa concetti stilistici che rivedremo nella futura GLC, con molta probabilità. La EQC sarà realizzata sulle linee produttive di Classe C e GLC, ma condivide con questi modelli anche altro. La piattaforma intorno alla quale la EQC è stata sviluppata è infatti la medesima che verrà utilizzata per la nuova GLC. Questo, in tutta franchezza, non è una mezza delusione e non è proprio un dettaglio irrilevante. Se da un lato siamo abituati a parlare di piattaforme modulari utilizzate per decine di diversi modelli, va detto che le peculiarità di un’auto elettrica e le differenze rispetto a quelle con motori termici, sono tali da far venire qualche dubbio concreto sulla bontà della scelta fatta da Mercedes. La meccanica di auto termiche ed elettriche è completamente diversa, ad esempio per la presenza della trasmissione solo in un caso, del pacco batterie nell’altro, ma al contempo di motori elettrici molto più compatti di quello termico. Sarebbe stato lecito attendersi quindi una piattaforma dedicata, in modo da ottimizzare spazi e pesi, come non si è potuto fare sulla EQC, gioco forza. Lo dimostra il fatto che il pacco batterie è imbullonato alla parte inferiore della scocca, riducendo non di poco l’altezza da terra rispetto alla futura GLC, ma i dubbi più grossi ci sono venuti osservando l’ingombrante struttura metallica che va a riempire gli spazi lasciati liberi dall’assenza del cambio e dal molto più ridotto ingombro del motore frontale, rispetto ad un termico. Fin dal primo istante che abbiamo visto la EQC “svestita”, la domanda che ci siamo posti è stata perché tanto peso in più, a che scopo? In realtà tutto ha una motivazione tecnica ed i tecnici Mercedes hanno realizzato qualcosa di molto ben studiato, ma pur sempre per superare il problema di fondo che resta: l’adozione di una scocca pensata per un’altra vettura ed adattata alla EQC. Interni tecnologici, come Mercedes ci ha abituati a vedere anche per le auto “normali” Troviamo tanta tecnologia a bordo e non manca ovviamente l’ottimo sistema MBUX, che viene arricchito da applicazioni dedicate alla famiglia EQ. Queste permettono, ad esempio, di impostare il climatizzatore da remoto, di pianificare gli orari di ricarica, oppure i percorsi di navigazione analizzando l’autonomia necessaria e integrarsi con Mercedes Me Charge per la ricerca e il pagamento delle colonnine di ricarica. Debutta poi il Lane Guidance System, ma per tutti i dettagli vi rimandiamo al nostro articolo (qui il link) ed a quanto pubblicheremo in futuro. La nuova Mercedes EQC sarà davvero l’inizio del futuro di Mercedes? Certo, la Mercedes EQC è un qualcosa di molto interessante, dopo averne parlato negli scorsi giorni abbiamo sottolineato in questo articolo qualche dubbio su alcune soluzioni e scelte che sono alla base di questo progetto (non siamo gli unici ad averli avuti, a giudicare dal tenore dei commenti degli utenti dopo la presentazione), ma è un'auto che alza l’asticella sul tema elettrico, per lo meno in casa Mercedes. Sarà seguita da altre vetture ad emissioni zero e probabilmente si andranno a superare alcuni problemi attuali. Altrettanto certo è, però, che si scontra con una realtà ben lontana dal poter accogliere una diffusione di massa di questo tipo di auto. Il tema centrale, è inutile negarlo, è che le elettriche ad oggi sono qualcosa di un poco eccentrico, a cui possono pensare visionari e pionieri che ne facciano un credo ed una filosofia, più che una scelta razionale e vantaggiosa. Seconde o terze auto magari, per chi possa permettersele (si vocifera un prezzo di almeno 70 mila euro per la EQC), ma soprattutto per chi possa non farsi un problema dei limiti in termini di autonomia e fruibilità inferiore ad un’auto così come la viviamo normalmente oggi. E poi, ormai da molto tempo, ci raccontano e noi stessi vi raccontiamo di un futuro che verrà, ma intanto le cose cambiano in modo decisamente più lento di quanto non ci saremmo aspettati 4 o 5 anni fa. Ad esempio sono previste 400 stazioni di ricarica ultraveloci di qui al 2020, sul territorio europeo. Bene, ma non benissimo ci verrebbe da dire. Sono numeri davvero piccoli, rispetto ad una realtà fatta di decine di milioni di auto di parco circolante. Più passa il tempo e più si avvicina il momento in cui tutti i nodi verranno al pettine e la “questione elettriche” ne ha parecchi: infrastrutture, lentezza delle ricariche, autonomia, disponibilità dei materiali per la produzione delle batterie, smaltimento e riutilizzo delle stesse a fine ciclo di vita, costi dell'elettricità che saliranno, accise che dovranno ovviamente passare dai carburanti tradizionali alla corrente elettrica... Siamo agli inizi di un processo di cambiamento epocale che è ben lontano dall'essersi avviato davvero. In tutto questo iniziamo ad avere l’impressione, anche se speriamo di sbagliarci, che per le case automobilistiche stia diventando un eterno mostrare che stanno facendo qualcosa, mentre in realtà continuano a vendersi le auto a gasolio e benzina. Dalla filosofia per vivere con meno ed essere felici alla nuova gamma EQC di Mercedes il passo è breve (o forse no?) Tutti i nostri dubbi che “l’affaire elettrico” per alcune case automobilistiche, tra cui Mercedes, possa essere più una questione di immagine che di sostanza, crescono se durante uno dei workshop, all’interno dell’evento di lancio di un’auto, viene presentato il “Live Lagom Project”. Di cosa si tratta? Lagom è una reinterpretazione dell’Hygge danese, una filosofia di vita che si basa su concetti quali “né troppo, né troppo poco”, “niente di eccessivo”, alla ricerca di un equilibrio interiore e mentale. A raccontarlo è stata invitata proprio l’autrice del libro che ha introdotto questa nuova filosofia tutta svedese, dal titolo “Lagom, la ricetta svedese per vivere con meno ed essere felici”. Lei è Lola Akerström, nata Akinmade, fotografa e giornalista di colore, direttrice di un sito di viaggi. Saremo un po’ troppo concreti e pragmatici forse, ma a noi, tutto questo, puzza un po’ di presa in giro, quando i problemi da affrontare e da risolvere per portare le auto elettriche ad essere concretamente utilizzabili, sono ben altra cosa di una filosofia per ottenere l’equilibrio interiore… [post_title] => Mercedes EQC, riflessioni e qualche dubbio dopo una presentazione in “pompa magna” [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => mercedes-eqc-riflessioni-e-qualche-dubbio-dopo-una-presentazione-in-pompa-magna [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2018-09-07 11:07:38 [post_modified_gmt] => 2018-09-07 09:07:38 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=553263 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Mercedes EQC, riflessioni e qualche dubbio dopo una presentazione in “pompa magna”

Primo modello di una gamma elettrica che verrà, su cui la casa di Stoccarda “sembra” puntare molto

Un futuro già scritto, almeno così viene prospettato un po’ da tutti, una strada verso l’elettrificazione che, però, è lastricata di dubbi ed incertezze, andiamo a scoprire quali analizzando la nuova famiglia EQ di Mercedes, appena lanciata
Mercedes EQC, riflessioni e qualche dubbio dopo una presentazione in “pompa magna”

Mercedes EQC – Si tratta del primo modello di un nuovo corso per il brand tedesco. Una gamma, quella della neonata famiglia EQ, su cui l’interesse è elevato e che il marketing quindi spinge decisamente molto. Ne è una dimostrazione il lancio statico, quello dello scorso 4 settembre, curato nei minimi dettagli ed organizzato in un contesto tutto orientato alla tecnologia ed a riflessioni sul futuro che ci attende. Il nuovo brand di vetture 100% elettriche di Mercedes-Benz è infatti stato presentato a Stoccolma, all’interno del me Convention, un insieme di workshop inerenti tematiche legate alla “filosofia elettrica”. Intorno alla EQC è stata ovviamente creata una atmosfera di attesa, sapientemente caricata nelle scorse settimane da indizi svelati tramite due teaser fotografici, un video ed addirittura una diretta streaming della presentazione (trovate tutto a questo link).

Il fascino della novità può scontrarsi con una realtà lontana dall’essere pronta ad accoglierle

Dobbiamo ammettere che, rimettendo comunque il giudizio definitivo a quando potremo guidare l’auto, probabilmente a metà del 2019, la presentazione della Mercedes EQC ha accresciuto il nostro scetticismo rispetto al tema dell’elettrificazione delle auto, strada che pare oggettivamente sempre più complessa da seguire, anziché più facile, con il passare degli anni. Chi scrive, in redazione è la persona che più spesso si occupa delle prove su strada di ibride, elettriche ed in generale di tutte le alimentazioni diverse dai classici (benzina e gasolio). Un appassionato di motori a 360°, auto, moto, di qualsiasi genere e che è molto incuriosito dalle novità e dalle particolarità di alcuni mezzi. A mio modo di vedere ogni mezzo dotato di un motore ha un suo perché e provarlo è sempre un piacere, sia l’ultima arrivata in casa Ferrari, la nuova superbike Ducati oppure una auto elettrica con novità assolute. Negli ultimi anni ho quindi avuto modo di guidare decine di elettriche e di ibride, non solo per pochi chilometri ad una presentazione stampa, ma approfondendo il tema con migliaia di chilometri percorsi e confrontandomi con una realtà ben più arretrata e difficile di quella che qualcuno vuole raccontarvi. Cito ad esempio un cavo elettrico calato dal secondo piano per poter caricare una full electric il cui caricabatteria non gradiva la presa di corrente del mio box (per un amperaggio evidentemente insufficiente, ma che una carica lenta l’avrebbe supportata senza problemi). Ma torniamo a Mercedes ed al suo futuro elettrico, con la nuova gamma EQ, prima di chiudere con alcune considerazioni generali.

La Mercedes EQC sarebbe dovuta essere una novità eclatante, ma lo è davvero?

Tutti si aspettavano qualcosa di eclatante, è innegabile. Stiamo attendendo il momento in cui una casa automobilistica riesca a risolvere almeno uno dei grossi limiti delle elettriche, che sono principalmente l’autonomia ed il tempo di ricarica. Vi diciamo subito che la EQC non risolve nessuno dei due. Ha un discreto dato di autonomia, 450 Km dichiarati in ciclo NEDC, che sappiamo essere piuttosto “ottimistico” rispetto all’uso reale. Possiamo quindi ipotizzare, con buona probabilità di non sbagliarci, anche senza avere la possibilità di provare ora la vettura, che anche con una guida attenta la soglia dei 400 Km sarà difficilmente raggiungibile. Comunque un buon dato, che rende però difficile partire per le vacanze, ad esempio, senza doversi porre il problema di dove fermarsi per una ricarica e per quanto tempo (anche se vedremo che alcune funzionalità dell’MBUX della EQC possono essere di aiuto in questo). Ecco, l’altro dato rilevante, il tempo di ricarica, questo è sì più interessante, visto che la EQC può passare da 0 all’80% della sua autonomia totale in soli 40 minuti. Una bella sosta in autogrill insomma (la buttiamo sul ridere, ma nella vita reale queste cose non sono per nulla uno scherzo) e si riparte con circa 300 Km a disposizione. A patto di avere raggiunto una colonnina rapida a 110 kW (per chi non lo sapesse, il contatore di casa standard è a 3 kW).

Il bello delle elettriche? Prestazioni ed erogazione non lasciano dubbi a nessuno, però la bilancia piange

Per il resto la EQC promette prestazioni da sportiva, questo è il lato “facile” delle elettriche, quello piacevole che le rende appetibili per tutti coloro possano disinteressarsi dei fattori che abbiamo precedentemente citato. Una vettura che, grazie a due motori elettrici asincroni, ha una potenza complessiva di 408 cavalli ed una coppia di 765 Nm di coppia. Ad alimentarli ci pensano (pesanti) batterie al litio da 80 kWh. Si tratta di un peso di ben 650 kg, che va a sommarsi a quello di un’auto da circa 1.800 kg, per un valore complessivo di 2.425 kg. Fossimo davanti ad una vettura con motore termico sarebbe un dato fuori dai tempi, in un’era in cui leggerezza e downsizing producono anche dimagrimenti di 300 kg all’uscita della nuova generazione di un modello. Invece, per avere una autonomia accettabile, questi valori di peso sono un dazio da pagare (almeno per ora), per le vetture elettriche. Se sull’handling di guida gli effetti di una stazza così importante sono ancora da verificare (al netto di un posizionamento piuttosto in basso, sono comunque una bella zavorra da portarsi in giro), per quanto concerne l’accelerazione, le magie dei motori elettrici annullano il problema, dato che la EQC passa da 0 a 100 km/h in appena 5,1 secondi, mentre la velocità massima è autolimitata a 180 km/h. “Perché?”, potrebbe chiedersi qualcuno ignaro del rendimento di un motore elettrico. Il problema è che se in città e nelle ripartenze da fermo un motore termico è decisamente lontano dell’ottima efficienza di un elettrico, quest’ultimo, al salire della velocità consuma molto di più, addirittura in modo più che proporzionale. Tradotto, al doppio della velocità, il consumo può essere anche il triplo, tanto per banalizzare il concetto. Poco male, visto che 180 Km/h non sono certo pochi per l’uso su strade aperte, ma a 130 Km/h l’autonomia della EQC quanto si allontana dal dato dichiarato?

Look e piattaforma, esclusivi, ma non troppo

Battezzato electro-look, lo stile che ha voluto sviluppare Mercedes per la capostipite della gamma EQ è figlio del minimalismo, evita fronzoli e linee troppo tese. Ne scaturisce un crossover dal look equilibrato, morbido e sinuoso in alcuni passaggi, abbastanza piacevole, anche se non eccessivamente personale, che ha dimensioni piuttosto importanti, ricordiamo che la EQC è lunga 4,76 metri, larga 1,88 e alta 1,62. Un SUV di segmento C che, di fatto, anticipa concetti stilistici che rivedremo nella futura GLC, con molta probabilità. La EQC sarà realizzata sulle linee produttive di Classe C e GLC, ma condivide con questi modelli anche altro. La piattaforma intorno alla quale la EQC è stata sviluppata è infatti la medesima che verrà utilizzata per la nuova GLC. Questo, in tutta franchezza, non è una mezza delusione e non è proprio un dettaglio irrilevante. Se da un lato siamo abituati a parlare di piattaforme modulari utilizzate per decine di diversi modelli, va detto che le peculiarità di un’auto elettrica e le differenze rispetto a quelle con motori termici, sono tali da far venire qualche dubbio concreto sulla bontà della scelta fatta da Mercedes. La meccanica di auto termiche ed elettriche è completamente diversa, ad esempio per la presenza della trasmissione solo in un caso, del pacco batterie nell’altro, ma al contempo di motori elettrici molto più compatti di quello termico. Sarebbe stato lecito attendersi quindi una piattaforma dedicata, in modo da ottimizzare spazi e pesi, come non si è potuto fare sulla EQC, gioco forza.

Lo dimostra il fatto che il pacco batterie è imbullonato alla parte inferiore della scocca, riducendo non di poco l’altezza da terra rispetto alla futura GLC, ma i dubbi più grossi ci sono venuti osservando l’ingombrante struttura metallica che va a riempire gli spazi lasciati liberi dall’assenza del cambio e dal molto più ridotto ingombro del motore frontale, rispetto ad un termico. Fin dal primo istante che abbiamo visto la EQC “svestita”, la domanda che ci siamo posti è stata perché tanto peso in più, a che scopo? In realtà tutto ha una motivazione tecnica ed i tecnici Mercedes hanno realizzato qualcosa di molto ben studiato, ma pur sempre per superare il problema di fondo che resta: l’adozione di una scocca pensata per un’altra vettura ed adattata alla EQC.

Interni tecnologici, come Mercedes ci ha abituati a vedere anche per le auto “normali”

Troviamo tanta tecnologia a bordo e non manca ovviamente l’ottimo sistema MBUX, che viene arricchito da applicazioni dedicate alla famiglia EQ. Queste permettono, ad esempio, di impostare il climatizzatore da remoto, di pianificare gli orari di ricarica, oppure i percorsi di navigazione analizzando l’autonomia necessaria e integrarsi con Mercedes Me Charge per la ricerca e il pagamento delle colonnine di ricarica. Debutta poi il Lane Guidance System, ma per tutti i dettagli vi rimandiamo al nostro articolo (qui il link) ed a quanto pubblicheremo in futuro.

La nuova Mercedes EQC sarà davvero l’inizio del futuro di Mercedes?

Certo, la Mercedes EQC è un qualcosa di molto interessante, dopo averne parlato negli scorsi giorni abbiamo sottolineato in questo articolo qualche dubbio su alcune soluzioni e scelte che sono alla base di questo progetto (non siamo gli unici ad averli avuti, a giudicare dal tenore dei commenti degli utenti dopo la presentazione), ma è un’auto che alza l’asticella sul tema elettrico, per lo meno in casa Mercedes. Sarà seguita da altre vetture ad emissioni zero e probabilmente si andranno a superare alcuni problemi attuali. Altrettanto certo è, però, che si scontra con una realtà ben lontana dal poter accogliere una diffusione di massa di questo tipo di auto. Il tema centrale, è inutile negarlo, è che le elettriche ad oggi sono qualcosa di un poco eccentrico, a cui possono pensare visionari e pionieri che ne facciano un credo ed una filosofia, più che una scelta razionale e vantaggiosa. Seconde o terze auto magari, per chi possa permettersele (si vocifera un prezzo di almeno 70 mila euro per la EQC), ma soprattutto per chi possa non farsi un problema dei limiti in termini di autonomia e fruibilità inferiore ad un’auto così come la viviamo normalmente oggi. E poi, ormai da molto tempo, ci raccontano e noi stessi vi raccontiamo di un futuro che verrà, ma intanto le cose cambiano in modo decisamente più lento di quanto non ci saremmo aspettati 4 o 5 anni fa. Ad esempio sono previste 400 stazioni di ricarica ultraveloci di qui al 2020, sul territorio europeo. Bene, ma non benissimo ci verrebbe da dire. Sono numeri davvero piccoli, rispetto ad una realtà fatta di decine di milioni di auto di parco circolante. Più passa il tempo e più si avvicina il momento in cui tutti i nodi verranno al pettine e la “questione elettriche” ne ha parecchi: infrastrutture, lentezza delle ricariche, autonomia, disponibilità dei materiali per la produzione delle batterie, smaltimento e riutilizzo delle stesse a fine ciclo di vita, costi dell’elettricità che saliranno, accise che dovranno ovviamente passare dai carburanti tradizionali alla corrente elettrica… Siamo agli inizi di un processo di cambiamento epocale che è ben lontano dall’essersi avviato davvero. In tutto questo iniziamo ad avere l’impressione, anche se speriamo di sbagliarci, che per le case automobilistiche stia diventando un eterno mostrare che stanno facendo qualcosa, mentre in realtà continuano a vendersi le auto a gasolio e benzina.

Dalla filosofia per vivere con meno ed essere felici alla nuova gamma EQC di Mercedes il passo è breve (o forse no?)

Tutti i nostri dubbi che “l’affaire elettrico” per alcune case automobilistiche, tra cui Mercedes, possa essere più una questione di immagine che di sostanza, crescono se durante uno dei workshop, all’interno dell’evento di lancio di un’auto, viene presentato il “Live Lagom Project”. Di cosa si tratta? Lagom è una reinterpretazione dell’Hygge danese, una filosofia di vita che si basa su concetti quali “né troppo, né troppo poco”, “niente di eccessivo”, alla ricerca di un equilibrio interiore e mentale. A raccontarlo è stata invitata proprio l’autrice del libro che ha introdotto questa nuova filosofia tutta svedese, dal titolo “Lagom, la ricetta svedese per vivere con meno ed essere felici”. Lei è Lola Akerström, nata Akinmade, fotografa e giornalista di colore, direttrice di un sito di viaggi. Saremo un po’ troppo concreti e pragmatici forse, ma a noi, tutto questo, puzza un po’ di presa in giro, quando i problemi da affrontare e da risolvere per portare le auto elettriche ad essere concretamente utilizzabili, sono ben altra cosa di una filosofia per ottenere l’equilibrio interiore…

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