Autostrade, il vicepremier Di Maio: “Devono tornare allo Stato”

La demolizione del ponte potrebbe iniziare anche a fine mese

Proseguono le valutazioni così come continua a distanza di giorni il dibattimento, dopo il crollo del ponte a Genova. Interpellato in giornata, il vicepremier Luigi Di Maio rilancia la gestione pubblica della rete autostradale, mentre il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, chiede alle famiglie di “avere fiducia”. Sulla demolizione, intanto, il sindaco della città Marco Bucci segnala che, con le autorizzazioni necessarie, l'inizio dei lavori potrebbe partire anche a fine settembre
Autostrade, il vicepremier Di Maio: “Devono tornare allo Stato”

Sono elencate “due possibilità” dal vicepremier Luigi Di Maio, ritornando al tema delle concessioni autostradali. Due opzioni che rimandano a una terza. Uno degli argomenti al centro del dibattito, dopo il crollo del ponte sul Polcevera dello scorso 14 agosto a Genova.

Un ritorno allo Stato?

Il vicepremier, interpellato sulla gestione delle autostrade al programma televisivo “L’aria che tira”, ha replicato sottolineando due potenziali scenari legati a una nuova gara di concessione. O si prospetta la conferma di questa situazione, che vede attiva tra i tre soggetti concessionari la stessa società Autostrade per l’Italia “ed è l’arte dei pazzi”, ha commentato ancora il vicepremier Di Maio, “o ci facciamo colonizzare da un concessionario straniero.” Facendo intendere che entrambe sarebbero da escludere.
“Quindi necessariamente devono tornare allo Stato, vogliamo chiamarla gestione pubblica e non nazionalizzazione?”, ha prospettato il vicepremier, indicando una potenziale riduzione dei pedaggi e la destinazione di questi per le opere di manutenzione.
Della questione ne avrebbe già parlato con l’altro vicepremier Matteo Salvini che, come sottolineato dall’esponente del Movimento 5 stelle, risulta “assolutamente” d’accordo sull’argomento. “Anche nella mozione che abbiamo votato in Parlamento è prevista una gestione pubblica nel futuro” ha indicato ancora il vicepremier, come riportato dall’agenzia ANSA.
Passando invece alla ricostruzione del ponte la linea non muta, ribadendo che società Autostrade debba stanziare semplicemente i soldi necessari, “ma non tocchino una pietra del nuovo ponte” ha riferito. E nel caso i soldi non vengano anticipati, se ne farebbe carico lo Stato recuperandoli successivamente. Il vicepremier Di Maio ha parlato anche di un “decreto Genova”, con norme che consentano la ricostruzione assieme a Fincantieri. “Non sarà una gara soggetta a regole del massimo ribasso e i pezzi del ponte li faremo a Genova”, ha aggiunto come riportato dai colleghi di Repubblica. Rimarcando la volontà del governo di revocare la concessione alla società Autostrade “per grave inadempimento della manutenzione del ponte Morandi.”
Affiorano in giornata anche nuove reazioni, in particolare quella del governatore della Liguria, Giovanni Toti, allarmato dal possibile ritardo legato a un possibile dibattito istituzionale sulla questione. “Due anni per far partire l’infrastruttura è intollerabile e non succederà a Genova, perché per farlo dovranno passare sulla mia faccia, sul mio corpo e su questa Regione”, ha indicato il governatore all’annuncio di alcuni eventi programmati per il 14 settembre, a un mese esatto di distanza dalla tragedia.

I lavori di demolizione del ponte di Genova a fine mese?

L’attenzione sull’area del viadotto crollato resta comunque alta. Proseguono le indagini, così come si delineano possibili sviluppi in vista del ripristino della zona colpita. In giornata il sindaco di Genova, Marco Bucci, parlando della demolizione ha suggerito che con “tutte le autorizzazioni” il lavori potrebbero scattare “a fine mese, prima settimana di ottobre”, considerando le ultime notizie. Anche perché gli accertamenti proseguono tutt’ora sino al via libera della procura di Genova. Proprio il procuratore capo, Francesco Cozzi, ha rivolto un pensiero anche ai familiari e alle persone colpite dal crollo (43 morti a causa del cedimento, ndr), chiedendo a queste persone di “avere fiducia”. “È come se la tragedia che è successa a loro fosse successa a noi e ai nostri parenti”, ha dichiarato il procuratore capo.

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