Sergio Marchionne, al Duomo di Torino in duemila per la messa di commemorazione

Il ricordo di John Elkann: "Per me eri prima di tutto un amico"

Nel Duomo di Torino gremito di gente è stata officiata questa mattina la messa di commemorazione in omaggio a Sergio Marchionne, l'ex amministratore delegato di FCA, scomparso lo scorso il 25 luglio.
Sergio Marchionne, al Duomo di Torino in duemila per la messa di commemorazione

Erano quasi duemila le persone che questa mattina al Duomo di Torino hanno partecipato alla messa di commemorazione che ha ricordato Sergio Marchionne, l’ex amministratore delegato FCA, morto quasi due mesi fa. Al termine della cerimonia officiata dall’arcivescovo Cesare Nosiglia, John Elkann, presidente del Gruppo FCA, ha salutato Marchionne con queste parole: “Hai insegnato a tutti noi a pensare diversamente. Ad avere il coraggio di cambiare, e di fare. A non aver paura. Caro amico, va’ in pace“.

Tanti i volti noti presenti

Tra i presenti alla messa in memoria di Marchionne c’erano le delegazioni di operai di tutti gli stabilimenti italiani di FCA, Ferrari e Cnh, oltre a numerosi dirigenti del gruppo, con il nuovo ad Mike Manley e il nuovo numero uno di Maranello, Louis Camilleri. Presenti anche gli ex manager Luca De Meo, Alfredo Altavilla e Paolo Monferino, oltre ad alcuni sindacalisti vicini all’operato di Marchionne durante la sua attività dirigenziale. Tra i politici presenti gli ex premier Mario Monti e Matteo Renzi. oltre al sindaco di Torino Chiara Appendino e al governatore del Piemonte Sergio Chiamparino, ed una rappresentanza della Juventus con il presidente Andrea Agnelli, l’allenatore Massimiliano Allegri e il capitano Giorgio Chiellini. Tra i banchi del Duomo torinese c’erano anche tanti volti dell’imprenditoria e della finanza come il numero uno di Unicredit, Jean Pierre Mustier, e di Pirelli, Marco Tronchetti Provera.

L’omaggio commosso di John Elkann

Durante l’omaggio reso a Marchioone da Elkann il presidente di FCA si è mostrato visibilmente commosso: “Standoti vicino, Sergio, ho imparato che la vita non ha un punto d’arrivo oltre il quale non c’è più niente. La tenacia con cui perseguivi una pista che solo tu vedevi e aprivi, tirandoti dietro poi compagni di strada entusiasti. Dicevi ‘Io sono un metalmeccanico’, consapevole che da solo non avresti raggiunto i traguardi che hai tagliato. Quello che mi ha colpito di te, Sergio, fin dall’inizio sono state le tue qualità umane, la tua generosità e il tuo modo di capire gli altri. Per me sei stato una persona con cui confrontami e di cui fidarmi, soprattutto: un amico“.

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