Hyundai: la gamma SUV in Alto Adige, con l’anima green [TEST DRIVE]

Dalla Kona alla Nexo: il nostro test sui SUV coreani

Due giorni in Trentino con la gamma SUV di Hyundai: dalla nuova Kona diesel alla versione elettrica, dalla Nexo ad idrogeno, con le difficoltà italiane sul tema, passando per le novità sulla Santa Fe e sulla Tucson.

Il segmento dei SUV è quello più in crescita nell’ultimo periodo, in Italia ed in buona parte del mondo, così ogni casa ha lanciato la propria offensiva sul tema. Hyundai è presente dal 2001 in questo segmento e, da allora, ha venduto oltre 200.000 veicoli nel nostro Paese, con l’obiettivo di crescere ulteriormente, grazie al rinnovamento della gamma, con le nuove Tucson e Santa Fe e l’arrivo della versione diesel della Kona. Ma con un’attenzione particolare all’aspetto green.

Hyundai Kona Electric: il SUV ‘sprint’ a zero emissioni

Tra le novità più interessanti della gamma, infatti, c’è l’arrivo della Kona Electric: un modello che sta già raccogliendo grande successo nei paesi del Nord (record di vendite in Norvegia), ma in arrivo anche sul nostro mercato. Un modello che si riconosce sin dal primo sguardo, con i suoi aspetti estetici esclusivi, come la griglia frontale dedicata, i nuovi gruppi ottici, i cerchi da 17” ed il paraurti con un effetto onda. Per regalare una linea gradevole, con un tocco di sportività.

Ancor più marcata è la differenza all’interno dell’abitacolo, vista la presenza del quadro strumenti completamente digitale da 7” e, soprattutto, del tunnel centrale dedicato. Il primo consente di vedere tutte le informazioni sulla vettura, dalla carica della batteria ai chilometri di autonomia, passando per la colonna che registra se viene utilizzata la potenza oppure se si sta ricaricando, oltre ovviamente al classico tachimetro. Il punto di forza di questo modello, però, è l’autonomia: con la batteria da 39 kWh sono dichiarati 312 chilometri, che salgono a 482 (nel ciclo WLTP) con il modello da 64 kWh. “Abbiamo così quasi annullato i problemi legati alla percorrenza” dicono dalla casa coreana. Effettivamente, per circa il centinaio di chilometri percorsi, i dati paiono essere più o meno in linea con quanto dichiarato, seppur servirà un test completo per una verifica effettiva.

Silenziosa come ci sia attende da un’elettrica, la Hyundai Kona Electric è particolarmente divertente da guidare, con i suoi 204 cavalli della versione più potente e con una coppia massima di 395 Nm (per entrambi i modelli). Sui tornanti verso il Passo Gardena, ha prodotto uno spunto veloce ed un’accelerazione immediata, appena ho deciso di premere un po’ il piede sull’acceleratore. Ovviamente non c’è il cambio, ma sono presenti le palette al volante, che consentono di regolare l’intensità del freno motore. In curva, lo sterzo è apparso piuttosto preciso, anche quando ho affrontato le curve in versione un po’ più ‘sportiva’, pur mancando un po’ di rigidità.

Non mancano la tecnologia e, soprattutto, i sistemi di assistenza alla guida per aumentare la sicurezza: da segnalare, in particolare, la presenza dello Smart Cruise Control e del Lane Following Assist, quest’ultimo mantiene la Kona EV al centro della corsia. I prezzi sono ancora piuttosto elevati, rispetto ai modelli a motorizzazione tradizionale: da 36.400 euro per la versione da 39 kWh e da 39.900 euro per quella più potente e con maggiore autonomia da 64 kWh. La casa coreana, tuttavia, crede molto in questo modello e punta ad una vendita di 1.500 esemplari l’anno, a partire dal 2019.

Arriva anche la Hyundai Kona diesel

I volumi di vendita maggiori, ovviamente, arriveranno però dalle versioni a motorizzazione classica e, così, alla già esistente versione benzina (6.000 vendite dall’arrivo sul mercato a novembre 2017), è stata aggiunta la versione diesel. Non ci sono novità estetiche, ma questo nuovo motore consentirà di aumentare sensibilmente le vendite, visto che in Italia questo segmento ha ancora una prevalenza di richieste con motore a gasolio. Il propulsore proposto è il 1.6 turbo da 115 o 136 cavalli, in abbinamento al cambio manuale a 6 marce o al DCT.

Ho avuto la possibilità di fare qualche chilometro anche al volante di questo modello ed, obiettivamente, la casa coreana pare aver fatto un buon lavoro, che potrebbe ottenere un riscontro positivo da parte del pubblico. Il giusto spazio all’interno dell’abitacolo, con un bagagliaio di capacità da 361 a 1.143 litri, con i sedili abbattuti, ma soprattutto un’ottima guidabilità, con un comportamento dinamico sicuro (ritrovando un po’ di quella rigidità assente nell’EV) ed una più che discreta brillantezza, seppur ero al volante della 115 CV e, quindi, la 136 CV dovrebbe dare risposte ancora migliori. Non al livello dell’elettrica, ma sicuramente adatta per questo tipo di vetture.

Nel corso della due giorni trentina, c’è stata l’occasione anche di percorrere un tratto di strada in offroad e la Kona diesel si è comportata bene, pur non essendo certo un fuoristrada. E’ salita senza particolari problemi su un curvoso sentiero nei pressi del passo di Falzarego, seppur facendo un po’ sentire le sconnessioni del terreno. Il prezzo? La versione diesel parte da 20.100 euro.

La Hyundai Nexo e l’idrogeno in Italia

Tornando in zona eco, era presente all’evento trentino anche la Hyundai Nexo, il SUV ad idrogeno del marchio coreano, che andrà a sostituire in gamma la ix35 Fuel Cell. Il modello è spinto dal motore elettrico da 120 kW e 395 Nm di coppia massima, con l’idrogeno stoccato in tre bombole, per una capienza complessiva di 156,6 litri. L’autonomia dichiarata è di 666 chilometri, nel ciclo WLTP, ed il rifornimento si effettua con solo qualche minuto in più di un modello a motorizzazione tradizionale, tra i quattro e cinque minuti per riempire le bombole. Dunque, sulla carta ci sono le caratteristiche per poter soddisfare chi vuole un modello ecologico, ma senza perdere la funzionalità di un’auto tradizionale, visto che le poche curve effettuate hanno regalato buone sensazioni di guida.

Il problema in Italia, oltre ad un prezzo ancora elevato (69.450 euro quello d’ingresso), è legato all’impossibilità di effettuare il rifornimento, visto che l’unico distributore aperto al pubblico si trova a Bolzano, al centro idrogeno. I motivi sono principalmente legislativi, anche se a breve dovrebbe venir emanato un decreto per migliorare leggermente la situazione, con costi elevati per la realizzazione di impianti e distributori, a causa di norme molto stringenti, non in linea con buona parte degli altri paesi europei, soprattutto quelli al Nord. Dunque, la vettura è ordinabile ed acquistabile anche nel nostro Paese, ma difficilmente ci saranno privati interessati, finché non cambierà questa situazione.

Si rinnovano anche gli altri SUV Hyundai

Chiudiamo questa carrellata sui SUV del marchio coreano, con anche qualche accenno a Tucson e Santa Fe, entrambi rinnovati. La novità principale del primo modello è legata all’arrivo della versione ibrida plug-in per il motore 2.0 diesel da 185 CV e 400 Nm di coppia massima, cioè quella top di gamma, oltre ad alcuni aggiornamenti per quanto riguarda gli esterni (nuova grafica dei full LED anteriori ed un nuovo portellone posteriore) e l’introduzione del floating display all’interno.

Arriveranno le versione ibrida e ibrida plug-in anche sulla Santa Fe, ma bisognerà attendere i prossimi mesi, nel frattempo il SUV Hyundai ha ricevuto un nuovo frontale, con la Cascading Grille, e gli inserti off-road sul posteriore. Una nuova posizione rialzata dello schermo (da 8 pollici con servizi Live e compatibilità con gli smartphone) e gli interni in pelle completano le novità estetiche, mentre non mancano nuovi sistemi di assistenza alla guida ed anche la trazione è stata aggiornata per risultare più maneggevole. Per entrambe, a settembre, c’è una promozione per chi consegna una vettura usata in permuta e rottamazione ed utilizza il finanziamento proposto.

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