Nuova Audi A6 Avant: quando al centro c’è sempre un’idea di viaggio [TEST DRIVE]

Guidare avvolti da contenuti curati e tanta tecnologia

A bordo di una versione 50 TDI quattro, dotata del generoso 3.0 litri TDI mild-hybrid. La nuova variante wagon dimostra un dinamismo pronunciato, ma comunque composto

Il peso, che si parli di sostanza, concetto o distribuzione, ha una particolare importanza nella valutazione della nuova Audi A6 Avant. Influisce silenziosamente e ciclicamente sulle manovre, durate il nostro percorso, rimarcando la presenza su strada della wagon tedesca.

Esterno

Il primo aspetto che notiamo, ed è difficile non farlo, è il particolare ricamo dei gruppi ottici. Anteriore o posteriore, il magnetismo percepito sustita attrazione. Una forma articolata che, come ci segnalano, non è solo il risultato di una ricerca estetica, ma ha particolari motivazioni tecniche d’impiego. Interessante o troppo ricercato, in base ai gusti, il disegno LED (o a richiesta la maggior intensità dfornita dai LED Matrix o dei LED Matrix HD) è comuqnue distintivo e unico nel panorama di pari segmento.
Le dimensioni risultano estese. Si nota la particolare attenzione posta anche nella collocazione di sensori o dispositivi, mimetizzati nella elaborata linea tagliente e a tratti rotonda. Il profilo aerodinamico è certificato dal valore del coefficiente, appena 0,27, ma anche dal passo. I tecnici si sono concentrati particolarmente su questa area, sugli sbalzi (contenuti), sulle superifici vetrate e sull’impiego di materiali leggeri ma allo stesso tempo resistenti, per offrire un’immagine più evoluta e allo stesso tempo un po’ più sportiva.
L’aumento del passo di 12 millimetri, ora pari a 2.924 mm, risulta funzionale soprattutto per chi siede in seconda fila. Mentre, passando al dinamismo, sono diverse soluzioni tecniche e tecnologiche a sostenere le manovre, anche in spazi non troppo generosi. Per chiudere il quadro esterno, distinguibile anche in base alla versione, al pacchetto scelto, alla colorazione tra le 13 proposte, la lunghezza totale sfiora i 4,94 metri. Mentre larghezza e altezza sono leggermente aumentate di 12 e 6 mm, avvicinando il metro e 90 e il metro e mezzo. Una certa grinta estetica è dipesa anche dalle ruote da 17 a 19 pollici, che irrobustiscono il prospetto complessivo dell’auto.

Interno

L’abitacolo è un ricamo articolato formato da rivestimenti contenitivi, elementi caratterizzati da tonalità metalliche e sistemi tecnologici tradotti in una miriade di segnali e icone all’interno degli schermi da 12,3, 10,1 e 8,6 pollici, che ospitano strumentazione, sistema infotainment e strumentazione ausiliaria dedicata alla climatizzazione. Ma si può disporre anche di un head-up display a colori, dotato di una grafica stringata e diretta, all’interno di un ampia e variegata panoramica di dispositivi che comprende ben 39 sistemi di assistenza distribuiti per differenti pacchetti, senza dimenticare l’ormai indispensabile connettività. Una selva di dispositivi che, valutando la scomparsa massiccia di tasti fisici ridotti quasi a una sporadica presenza come sulle altrettanto ampie A7 e A8, a un primo impatto potrebbe spiazzare. Come accennato, l’aumento di passo ha favorito l’abitabilità complessiva (21 mm in più di lunghezza) e in particolare quella posteriore (considerando l’aumento di 14 mm), trovando un equilibrio anche con il design leggermente spiovente della zona alta e conservando la spiccata capacità del vano di carico che, reclinando gli schienali posteriori, da un volume di 565 litri può arrivare a contenerne ben 1.680, secondo i dati forniti.

Prova su strada

Si percepisce il carico di potenza del motore V6 mild-hybrid da 3.0 litri, a bordo della versione 50 TDI quattro provata scavallando tra il confine italiano e quello sloveno. Questa però affiora con eleganza, senza poderosi strappi almeno che non si solleciti l’unità con fermezza. La spinta restituita sembra ottimizzata prettamente per il comfort di marcia. La sportività espressa appare, dunque, strettamente funzionale e non platealmente emozionale. Un mix di sensazioni legate all’erogazione, alla risposta della trasmissione tiptronic a otto rapporti e alla tipologia stessa di vettura. In ogni caso le modalità di guida offrono quella mutevolezza necessaria che risponde alle differenti richieste di chi guida. Stuzzica il costante equilibrio tra la risposta delle componenti e il bilanciamento del peso che, come accennato, può essere un alleato vigoroso alle velocità più sostenute, oppure una presenza evidente alle basse velocità. Da indicazioni, guidatore compreso, la massa complessiva della vettura testata ammonta a 1.965 kg.
Non impensieriscono le dimensioni grazie al sostegno dei vari sistemi, alle ampie superfici vetrate, alla disponibilità su richiesta, nel caso delle più prestanti versioni V6, di uno sterzo integrale dinamico. Una soluzione più elaborata se confrontata con il solo servosterzo progressivo presente di serie. Se si propende per questa dotazione, è possibile cogliere l’azione combinata tra l’assale anteriore tramite un riduttore harmonic drive e quello posteriore torcente, che presenta un sistema a vite e tiranti trasversali. L’azione divergente o convergente tra i due, in base a una velocità inferiore o superiore ai 60 km/h, offre nuove forme al movimento. Durante il tragitto la consistenza di questa soluzione è affiorata in modo preponderante sui tratti misti ricchi di curve, beneficiandone anche nelle manovre a basse velocità nei contesti cittadini.
L’azione progressiva favorita da un volante raccordato, caratterizzato da una chiara impostazione sportiva e una buona impugnatura, combinata alla risposta dell’unità motrice da 286 cavalli (nonostante questa non appaia generalmente troppo impulsiva come accennato), oltre all’assetto e alla solida trazione integrale quattro, rappresenta il tipico risultato di un dinamismo eclettico e forte. La coppia massima pari a 620 Nm da 2.250 giri/minuto traduce la costate ricerca di fluidità o animosità, sostanzialmente paritetiche. In base a quanto indicato dal costruttore, parlando solo della versione 50 TDI quattro, lo scatto da 0 a 100 km/h è racchiuso in 5,7 secondi, mentre l’elettronica limita la velocità massima a 250 km/h. Passando a consumi ed emissioni, considerando comunque le opportune variabili tra penumatici e cerchi, i valori variano tra i 5,9 e 5,7 litri per 100 km e i 155-147 g/km di CO2, tenendo sempre presente quanto segnalato.

Gamma e prezzi

Tutte le motorizzazioni sono mild-hybrid (MHEV) ossia elettrificate, con opportune differenze tra l’unità di 2.0 litri TDI e gli altri due corposi V6, sempre TDI, proposti in fase di lancio. La più compatta è affiancata da una soluzione a 12 Volt, mentre ai sei cilindri ne è legata una più potente da 48 Volt. La versione meno performante esprime una spinta massima di 204 cavalli (400 Nm il valore di coppia), questa A6 Avant 40 TDI presenta anche una trasmissione S troni a sette marce, rispetto al cambio tiptronic montato sulle più potenti 45 TDI quattro da 231 cavalli (500 Nm di coppia massima) e la 50 TDI quattro di cui abbiamo parlato.
La proposta, citando l’opportunità di propendere per quattro varianti d’assetto oltre a differenti optional, pacchetti e servizi, è siddivisa tra un modello base, quindi le sempre più accessoriate versioni Sport, Design, Business, Business Sport e Business Design. Le cifre partono da 56.250,00 Euro.

In sintesi

Poliedrica è l’agettivo da affiancare alla nuova Audi A6 Avant. Mutevole in base alle richieste e alle necessità di una clientela piuttosto trasversale. Lontana dall’imperante presenza dei SUV, conservando tutte le peculiari caratteristiche di un tipo di guida non troppo distante da terra.

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