Nuova Mercedes-Benz Classe G, che Schockl! [TEST DRIVE]

Nuova Classe G provata nel suo habitat naturale

Siamo andati a Graz, in Austria, dove il fuoristrada di Mercedes-Benz viene costruito in ogni sua parte. E l’abbiamo guidata sulla Schöckl.

La nuova Mercedes-Benz Classe G, possente ed iconica fuoristrada del gruppo tedesco, nel 2018 si è rinnovato pur mantenendo forme squadrate ed un’innata capacità lì dove qualunque altra auto si fermerebbe. Per comprenderne meglio le sue origini ci siamo recati a Graz, in Austria, dove in un unico luogo viene progettata, costruita e testata in ogni ambiente prima di entrare nelle mani del cliente. 

Classe G, sapersi reinventare

Quando si chiede ad un fuoristrada di innovarsi pur mantenendo le caratteristiche che lo rendono un’icona, il lavoro che una Casa si trova ad affrontare è sicuramente impegnativo. Far combaciare l’uso di nuovi materiali, la sicurezza (attiva e passiva) e nuove normative in materia di consumi in una meccanica che deve bilanciare tanto il comfort quanto l’offroad, farebbe venire il mal di testa a chiunque. O quasi. Succede così che la nuova Mercedes-Benz Classe G riesce a combinare i citati elementi e condensarli per metterli nelle mani del guidatore. Il risultato, dopo il nostro test drive in anteprima, è alquanto sbalorditivo. Un elemento chiave che abbiamo individuato è il fare tutto in casa propria. In questo caso presso lo stabilimento Magna Steyr di Graz, in Austria, dove oltre duemila dipendenti si occupano della sua creazione. Una fabbrica altamente tecnologica che integra il lavoro dell’uomo icon quello meccanizzato. Dalla ricerca alla costruzione, dall’assemblaggio alla prima messa in strada. In un’era di delocalizzazione potrebbe sembrare assurdo, ciò richiederebbe costi elevati rispetto alla concorrenza. «Non è così invece» mi risponde Karl, test driver ufficiale di Mercedes-Benz, «È grazie al saper fare tutto in casa che i costi di produzione non lievitano». Le svariate componenti del nuovo Classe G provengono dunque tutte da lì, ad esclusione dei motori AMG, e solo quattro parti sono state riprese dalla precedente generazione. 

Possente ma leggera, dentro è tech e lusso

La classe G nel corso dei decenni è stata continuamente perfezionata sotto il profilo tecnico, pur conservando il suo look originale. Compiendo ora un vero e proprio salto in una nuova era, sia dal punto di vista tecnico che estetico. Parlando di dimensioni, la nuova generazione è più lunga di 53 millimetri e più larga di 121 rispetto alla precedente e appare ancora più imponente, sia su strada che in fuoristrada. Il tutto farebbe pensare ad un peso complessivo maggiore, invece grazie all’uso di alluminio – ad esempio per le portiere – e di acciai ad alta resistenza sono stati tolti 166 chilogrammi dalla bilancia rispetto al predecessore. Una cura dimagrante notevole che si percepisce ovunque la si guidi. La rigidità torsionale del telaio, della scocca e dei supporti della carrozzeria, è aumentata del 55% circa. Dentro lo spazio è aumentato notevolmente: +3,8 centimetri per le gambe di chi siede davanti, addirittura 15 per la seconda fila. I sedili rifiniti a mano hanno un’ergonomia da limousine ed un comfort che colpisce molto nel fuoristrada. Inoltre la nuova Mercedes-Benz Classe G presenta il doppio quadro digitale da 12,3 pollici, preso in prestito dalla Classe E, abbandonando la strumentazione analogica. Il guidatore può scegliere tra tre modalità di visualizzazione: ‘Classica’, ‘Sportiva’ e ‘Moderna’. Il display consente una rappresentazione dei contenuti più versatile e rende alcune funzioni della vettura, come ad esempio quelle dei sistemi di assistenza alla guida, più semplici da leggere mentre si guida. Il sistema di telecamere a 360 gradi è poi una chicca che può aiutare tanto negli ambienti urbani quanto nel fuoristrada, per compiere manovre millimetriche. All’allestimento di serie della Classe G è possibile aggiunge tre pacchetti diversi: Sport, Premium e Premium Plus. Quest’ultimo comprende l’impianto audio Burmester, il pacchetto sedili Multicontour attivi e l’assetto con sospensioni attive. Gli affezionati riconosceranno comunque come alcune cose siano rimaste invariate. Un esempio è il suono di chiusura della portiera e la maniglia, con l’apertura tramite pulsante a pressione. 

Meccanica da tout-terrain ineguagliabile

Telaio a longheroni e trasverse di serie, tre differenziali autobloccanti, sospensioni anteriori a doppi bracci trasversali abbinate a un asse posteriore rigido sono un biglietto da visita invidiabile. Il lavoro svolto dagli ingegneri non ha riguardato un miglioramento di ciò che già c’era, ma una riprogettazione ex-novo per il fuoristrada e per l’asfalto. Ciò è stato possibile anche grazie alla sinergia con il reparto AMG. Che hanno anche portato il possente V8 per la Mercedes-Benz Classe G63: 585 CV a 6000 giri/min e 850 Nm già a 2500 giri la rendono capace di prestazioni da supercar. La velocità massima autolimitata è di 220 km/h e lo 0-100 km/h viene coperto in appena 4,5 secondi. L’altra versione, pensata invece per il fuoristrada, è la G500. Monta lo stesso otto cilindri da 3982 centimetri cubi ma sviluppa 422 CV e 610 Nm di coppia. Cerchi e gomme sono pensati per i terreni più ostici. Il cambio automatico a 9 rapporti G-Tronic gestisce ogni situazione e, se si imposta la modalità G-Range per il fuoristrada puro, ne accorcia i rapporti. L’altezza da terra di 24,1 centimetri ed una capacità di superare pendenze del 100% la rendono di fatti inarrestabile. I prezzi partono da 115.020 euro per la G500. 

Mercedes-Benz Classe G, il nostro test drive

A pochi chilometri dallo stabilimento di Magna Steyr si presenta lo Schöckl, il monte che è da sempre la pista prove di ogni Mercedes-Benz Classe G. Qui abbiamo avuto modo di testarne le doti fuoristradistiche. Al centro della plancia tre tasti permettono di inserire i differenziali (anteriore, centrale e posteriore) ed un led rosso indica quando sono in funzione. Quello centrale rimane sempre attivo e viene utilizzato da solo quando sono richieste manovre di precisione, dove occorre calibrare bene lo sterzo. Ed a tal proposito quest’ultimo è stato migliorato nella maneggevolezza del 40% rispetto alla generazione precedente. A permetterci di visionare tutto ciò che accade attorno a noi anche il sistema di quattro telecamere, che riproducono sullo schermo al centro i vari lati della vettura. La possente coppia del G500 si gestisce dosando dolcemente l’acceleratore e le pendenze massime da noi toccate, pari al 50%, vengono superate con imbarazzante semplicità anche grazie al Low Range, che accorcia le cambiate del nove marce automatico e addolcisce tutta la meccanica. In discesa, anche a velocità superiori ai 50 km/h, dimostra una robustezza senza pari che la dice lunga sul suo essere “Più forte del passare del tempo”, come sostengono dalla casa tedesca. Ma non finisce qui perché, una volta giunta su asfalto, la nuova Classe G sfoggia un grande adattamento. L’insonorizzazione interna è ottima e pare quasi di trovarsi su una berlina premium – se non quasi una limousine – ed i sedili che prima avvolgevano nelle fasi offroad mantengono un elevato comfort. Una doppia anima che lascia a bocca aperta e che rende la nuova generazione dell’iconico fuoristrada ancor più inarrestabile.

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1 commento

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  1. Massimo

    27 settembre 2018 at 16:55

    Magari la potessi comprare magari bel articolo

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