WP_Post Object ( [ID] => 560948 [post_author] => 40 [post_date] => 2018-09-28 16:19:41 [post_date_gmt] => 2018-09-28 14:19:41 [post_content] => Diversi aspetti cruciali del cosiddetto decreto Genova, ripresi da varie testate nazionali, sono diventati subito materia di dibattito. Una delle prime reazioni è quella del sindaco di Genova, Marco Bucci, “pronto a tornare alla carica” sulle richieste fatte, secondo le dichiarazioni riportate nelle ultime ore. Così come il governatore della Liguria, Giovanni Toti, che spera non arrivino ma intravede “molte possibilità di ricorso" sullo stesso.

Manca ancora al momento un commissario

Tra gli interrogativi più evidenti, figura quello legato al commissario straordinario. Per ora non è emerso alcun nome, in attesa della firma del decreto. Sull'argomento il vicepremier Matteo Salvini, come riportato dall'agenzia ANSA, pur non facendo nomi ha semplicemente chiarito: "Oggi abbiamo dato un consiglio, un nome, un cognome e un curriculum di altissima professionalità, genovese che ha girato il mondo". Un personaggio "coinvolto direttamente, anche tramite famiglia, nel disastro", ha sottolineato. Un nome conosciuto sia dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sia dall'altro vice Luigi Di Maio. Potrebbe essere reso noto già in giornata. Tra le sue opzioni, ha poi confidato Matteo Salvini, figurava lo stesso sindaco di Genova Bucci. Proprio il primo cittadino della città, in attesa delle firma del decreto, ha segnalato comuqnue un certo disappunto per quanto emerso dalla bozza del testo. "Se sarà così", ha segnalato a proposito del decreto "tornerò alla carica con il governo", rivendicato certe richieste espresse. "Genova non può stare senza le cose che abbiamo chiesto", ha aggiunto come riportato dall'ANSA "non si può perdere tempo, Genova non se lo merita".

Alcuni aspetti in evidenza del decreto Genova

Il concessionario risulta "responsabile dell'evento" in quando tutore del "mantenimento in assoluta sicurezza e funzionalità dell’infrastruttura concessa". Si fa riferimento a quanto successo a Genova lo scorso 14 agosto, al crollo del ponte, a ciò che si dovrà fare. È "tenuto ... a fronte alle spese di ricostruzione dell’infrastruttura e di ripristino del connesso sistema viario", rispondendo "entro trenta giorni" alla decisione dal commissario straordinario incaricato, il cui nome al momento non è ancora noto. In ogni caso, al comma 7 del primo articolo del documento, ripreso da diverse testate nazionali, si sottolinea che lo stesso commissario "affida … la realizzazione delle attività concernenti il ripristino del sistema viario, nonché quelle propedeutiche e connesse, ad uno o più operatori economici che non abbiano alcuna partecipazione, diretta o indiretta, in società concessionarie di strade a pedaggio, ovvero siano da queste ultime controllate o, comunque, ad esse collegate". Tradotto: la ricostruzione non riguarda lo stesso concessionario. Sono alcuni degli aspetti sottolineati nel decreto Genova "bollinato" dalla Ragioneria Generale dello Stato e inviato al Quirinale.

Non si parla di Terzo Valico

Nel documento non figura alcun riferimento alla cifra da destinare al Terzo Valico, il citato collegamento tra Liguria e Piemonte. Nelle bozze iniziali figurava un finanziamento, ma dal testo presentato al Colle non emerge nulla su questo punto. Ma in proposito, il viceministro alle Infrastrutture, Edoardo Rixi, ha precisato che nel documento questo aspetto non è stato inserito considerando "la decretazione d’urgenza", in ogni caso non è un argomento dimenticato e i finanziamenti "sono stati già individuati e verranno ripristinati".

Le misure sulla circolazione nell'area

Assieme alle varie misure riferite alle persone colpite e alle attività commerciali, passando alla circolazione e ai trasporti, già dal primo comma dell'articolo 6 al momento dell'entrata in vigore si specifica che: "il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sovraintende alla progettazione e alla realizzazione, con carattere di urgenza, di infrastrutture ad alta automazione, di sistemi informatici e delle relative opere accessorie per garantire l’ottimizzazione dei flussi veicolari logistici in ingresso e in uscita dal porto di Genova, ivi compresa la realizzazione del varco di ingresso di Ponente." Quindi, dal primo gennaio del 2019, l'istituzione dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (ANSFISA), che si occuperà di "garantire la sicurezza del sistema ferroviario nazionale e delle infrastrutture stradali e autostradali", come segnalato all'inizio dell'articolo 12 del decreto. [post_title] => Decreto Genova, Bucci: “Mancano alcune richieste, tornerò alla carica”, Salvini sul commissario: “Abbiamo dato un nome” [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => decreto-genova-bucci-mancano-alcune-richieste-tornero-alla-carica-salvini-sul-commissario-abbiamo-dato-un-nome [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2018-09-28 16:19:41 [post_modified_gmt] => 2018-09-28 14:19:41 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=560948 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Decreto Genova, Bucci: “Mancano alcune richieste, tornerò alla carica”, Salvini sul commissario: “Abbiamo dato un nome”

Nella bozza il concessionario non ricostruisce

Dopo quanto segnalato sul decreto Genova trasmesso al Quirinale per la firma del presidente della Repubblica, affiorano le prime reazioni. Già in precedenza erano trapelati alcuni punti nevralgici del testo. Non si parla di Terzo Valico
Decreto Genova, Bucci: “Mancano alcune richieste, tornerò alla carica”, Salvini sul commissario: “Abbiamo dato un nome”

Diversi aspetti cruciali del cosiddetto decreto Genova, ripresi da varie testate nazionali, sono diventati subito materia di dibattito. Una delle prime reazioni è quella del sindaco di Genova, Marco Bucci, “pronto a tornare alla carica” sulle richieste fatte, secondo le dichiarazioni riportate nelle ultime ore. Così come il governatore della Liguria, Giovanni Toti, che spera non arrivino ma intravede “molte possibilità di ricorso” sullo stesso.

Manca ancora al momento un commissario

Tra gli interrogativi più evidenti, figura quello legato al commissario straordinario. Per ora non è emerso alcun nome, in attesa della firma del decreto. Sull’argomento il vicepremier Matteo Salvini, come riportato dall’agenzia ANSA, pur non facendo nomi ha semplicemente chiarito: “Oggi abbiamo dato un consiglio, un nome, un cognome e un curriculum di altissima professionalità, genovese che ha girato il mondo”. Un personaggio “coinvolto direttamente, anche tramite famiglia, nel disastro”, ha sottolineato. Un nome conosciuto sia dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sia dall’altro vice Luigi Di Maio. Potrebbe essere reso noto già in giornata.
Tra le sue opzioni, ha poi confidato Matteo Salvini, figurava lo stesso sindaco di Genova Bucci. Proprio il primo cittadino della città, in attesa delle firma del decreto, ha segnalato comuqnue un certo disappunto per quanto emerso dalla bozza del testo. “Se sarà così”, ha segnalato a proposito del decreto “tornerò alla carica con il governo”, rivendicato certe richieste espresse. “Genova non può stare senza le cose che abbiamo chiesto”, ha aggiunto come riportato dall’ANSA “non si può perdere tempo, Genova non se lo merita”.

Alcuni aspetti in evidenza del decreto Genova

Il concessionario risulta “responsabile dell’evento” in quando tutore del “mantenimento in assoluta sicurezza e funzionalità dell’infrastruttura concessa”. Si fa riferimento a quanto successo a Genova lo scorso 14 agosto, al crollo del ponte, a ciò che si dovrà fare. È “tenuto … a fronte alle spese di ricostruzione dell’infrastruttura e di ripristino del connesso sistema viario”, rispondendo “entro trenta giorni” alla decisione dal commissario straordinario incaricato, il cui nome al momento non è ancora noto. In ogni caso, al comma 7 del primo articolo del documento, ripreso da diverse testate nazionali, si sottolinea che lo stesso commissario “affida … la realizzazione delle attività concernenti il ripristino del sistema viario, nonché quelle propedeutiche e connesse, ad uno o più operatori economici che non abbiano alcuna partecipazione, diretta o indiretta, in società concessionarie di strade a pedaggio, ovvero siano da queste ultime controllate o, comunque, ad esse collegate”. Tradotto: la ricostruzione non riguarda lo stesso concessionario. Sono alcuni degli aspetti sottolineati nel decreto Genova “bollinato” dalla Ragioneria Generale dello Stato e inviato al Quirinale.

Non si parla di Terzo Valico

Nel documento non figura alcun riferimento alla cifra da destinare al Terzo Valico, il citato collegamento tra Liguria e Piemonte. Nelle bozze iniziali figurava un finanziamento, ma dal testo presentato al Colle non emerge nulla su questo punto. Ma in proposito, il viceministro alle Infrastrutture, Edoardo Rixi, ha precisato che nel documento questo aspetto non è stato inserito considerando “la decretazione d’urgenza”, in ogni caso non è un argomento dimenticato e i finanziamenti “sono stati già individuati e verranno ripristinati”.

Le misure sulla circolazione nell’area

Assieme alle varie misure riferite alle persone colpite e alle attività commerciali, passando alla circolazione e ai trasporti, già dal primo comma dell’articolo 6 al momento dell’entrata in vigore si specifica che: “il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sovraintende alla progettazione e alla realizzazione, con carattere di urgenza, di infrastrutture ad alta automazione, di sistemi informatici e delle relative opere accessorie per garantire l’ottimizzazione dei flussi veicolari logistici in ingresso e in uscita dal porto di Genova, ivi compresa la realizzazione del varco di ingresso di Ponente.”
Quindi, dal primo gennaio del 2019, l’istituzione dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (ANSFISA), che si occuperà di “garantire la sicurezza del sistema ferroviario nazionale e delle infrastrutture stradali e autostradali”, come segnalato all’inizio dell’articolo 12 del decreto.

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