Peugeot 504 Cabriolet: un’eleganza firmata Pininfarina verso Auto Moto d’Epoca 2018 [FOTO]

Verso Padova per un importante anniversario

La casa ricorda una delle vetture più rappresentative della serie 04 a distanza di cinquanta anni dal debutto. In occasione della rassegna Auto e Moto d'Epoca 2018, abbiamo l'opportunità di guidare un esemplare di 504 Cabriolet. Un'auto introdotta assieme alla variante Coupé nel lontano 1969

Quanto è diverso il suono di un viaggio su un’auto del passato. L’erogazione è pastosa, seguendo le regole di un altro tempo. Si ritorna brevemente al 1971, ma si viaggia nel presente. Il cofano della Peugeot 504 Cabriolet come prua verso l’orizzonte, con lo sguardo rivolto all’appuntamento di Auto e Moto d’Epoca a Padova.

L’eleganza di una vettura quasi cinquantenne

Le strade lombarde sfociano verso il Veneto col passare dei chilometri. Il modo di guidare con cui le si affronta è legato a regole quasi scomparse. La livera azzurra ricorda il cielo di una riviera. Un tocco d’estate nell’inoltrato autunno. Chi la osserva per strada viene catturato anche dal suo sguardo particolare. Lo stesso Sergio Pininfarina, parlando della berlina con cui è imparentata quest’auto, aveva visto restando sui gruppi ottici una certa somiglianza con gli “occhi di Sofia Loren”. Un lusinghiero paragone. Uno sguardo che non si può dimenticare.
Gli interni scuri, come la stessa capote, esaltano l’eleganza dei dettagli. La seduta è accogliente seppur meno fasciante. L’abitacolo semplice, pensando alle vetture più recenti. Ma questo è uno dei vari aspetti che intrigano particolarmente. Cullante o sferzante, la meccanica asseconda sia il passo di una gita domenicale, sia il robusto dinamismo di una guida priva di assistenza. Questo “ritmo vintage” diventa categorico e disarmante per un patito delle attuali tecnologie. L’antitesi di un’assenza, compensata comunque da ben altre sensazioni e scoperte. Ci si accorge di nuovo che un’auto può anche alzare la voce e comunicare in molti modi.

Un progetto che risale al 1969

La Cabriolet e la Coupé giunsero pressappoco a un anno di distanza dalla berlina. Sotto il cofano della prima versione figurava un motore di cubatura 1.8 a iniezione meccanica Kugelfischer, da 97 cavalli. In seguito furono adottate unità più voluminose, in particolare un 2.0 litri a iniezione. Lo stesso da 104 cavalli che caratterizza questa vettura e le versioni realizzate dopo il 1970. A parte una parentesi tra il 1974 e il 1978, dove figurò un’unità V6 PRV di 2664 cc, in grado di fornire 136 cavalli. Nel 1978, venne nuovamente affiancata una variante con un rinnovato propulsore di 2.0 litri, riplasmato nella fase di erogazione. Offriva adesso 106 cavalli.
Tra i fattori in evidenza, oltre all’aspetto filante, i distintivi gruppi ottici posteriori e un cofano profilato leggermente spiovente. Gli esemplari Cabriolet e Coupé differivano dalla berlina anche dal punto di vista strutturale, sebbene il pianale le accomunasse. Il passo fu accorciato di 19 cm, variando dagli originari 2,74 a 2,55 metri.
Sportiva al punto giusto, soprattutto con un certo stile. Sinuosa, con elementi netti che ne arricchiscono i particolari lineamenti. In estrema sintesi risulta regale. Una regina su strada con il portamento di una leonessa. Il passare del tempo sembra darle vigore.

Tester: Enrico Di Mauro

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