Smart EQ ForTwo E-Cup: il primo trofeo monomarca 100% elettrico [PARTE 1]

Il nostro racconto in gara con la vettura Pirelli

Il trofeo monomarca 100% elettrico organizzato dalla LDP ha da subito riscosso grande interesse e successo, sia di partecipati che di pubblico. Le vetture, per massimizzare l'autonomia delle batterie, montano delle Pirelli Cinturato P1 Verde, che hanno anche il merito di rendere più divertente e coinvolgente la guida.
Smart EQ ForTwo E-Cup: il primo trofeo monomarca 100% elettrico [PARTE 1]

La mitica frase “Ladies and Gentleman, start your engine”, che da sempre accompagna la partenza della 500 miglia di Indy, divenuta nel tempo uno degli slogan più conosciuti del motorsport, assume in questo caso dei connotati del tutto particolari ed inediti. Al momento di scendere in pista, Andrea Sellani, responsabile sportivo del neonato campionato monomarca Smart Eq ForTwo E-Cup chiede ai 18 piloti presenti a Magione – me compreso – di “accendere” le vetture. Girata la chiave nel blocchetto d’accensione, però, sembra non succedere assolutamente nulla. Il solo sintomo che la nostra Smart ha preso vita è la scritta “ready” nella strumentazione. E così, le 18 ForTwo sfilano nel silenzio verso la pit-lane, con buona pace di tutti i meccanici presenti nella tensostruttura che, viste le condizioni meteo, è completamente al chiuso, per riparare da vento, freddo e pioggia. E’ l’elettrico, bellezza. Con i motori termici, con 18 vetture lì dentro, i livelli di monossido di carbonio avrebbero raggiunto livelli da avvelenamento assicurato.

Belle da vedere e divertenti da guidare


Vederle oggi, tutte e 18 insieme, così colorate ed in allestimento da gara, è un bel colpo d’occhio, non c’è che dire. Ma il coraggio avuto da LPD, organizzatore e promoter del trofeo in stretta collaborazione con Mercedes-Benz Italia, nel proporre un campionato così “visionario” è stato senza eguali. Senza dubbio, la terza generazione della ForTwo, grazie alle carreggiate allargate ed alla maggiore impronta a terra, ha segnato un grosso passo in avanti in termini di guidabiltà, ma da qui ad immaginarla come un mezzo da pista, il passo non è affatto breve. Eppure, grazie alle modifiche apportate all’assetto, ribassato di circa 5 cm sia all’anteriore che al posteriore, e grazie alla brillantezza del motore elettrico, le ForTwo Eq si dimostrano divertenti oltre ogni aspettativa.

Praticamente una “racing start”
Grande protagonista, come detto, è il propulsore 100% elettrico, dotato delle batterie agli ioni di litio da 16,7 kW, posizionate sotto al sedile, e capaci di far erogare alla vettura una potenza corrispondente a 82 Cv, con i 160 Nm di coppia disponibile che vengono ovviamente scaricati sulle ruote posteriori. Le altre modifiche apportate sulle piccole ForTwo sono relative all’alleggerimento, con una “dieta” che ha portato il conto della bilancia a ridursi di 150 kg, arrivando a 795 kg complessivi, e l’installazione delle dotazioni di sicurezza previste dalla normativa FIA, quali un roll-bar appositamente sviluppato e progettato per la vettura, nonché gli il immancabili sedili e cinture da competizione. L’impianto frenante, che peraltro mantiene l’Abs, resta quello di serie, ma adotta all’anteriore delle pastiglie di tipo racing.

Gomme Pirelli “green” per preservare l’autonomia ma anche il divertimento

Una grande sorpresa, invece, arriva dal punto di vista delle gomme, dato che le Smart Eq presenti in gara montano delle Pirelli P1 Cinturato Verde. Insomma, in teoria un po’ come invitare un’attivista di Greenpeacee ad una battuta di caccia alle balene. Delle gomme da competizione, con il loro “aggrapparsi” all’asfalto, avrebbero comportato un’eccessiva riduzione dell’autonomia delle batterie delle vetture, che di contro viene massimizzata dalla bassissima resistenza al rotolamento offerta delle Cinturato Verde, ottenuta grazie allo speciale compound di mescole nonché a specifici ed esclusivi accorgimenti tecnici quali la cura dell’aerodinamica della spalla dello pneumatico nonché il lavoro di fino fatto in ottica di contenimento del peso. Insomma, una gomma green che tuttavia, una volta in pista, riteniamo abbia anche il merito di rendere la guida delle piccole elettriche così divertente (una gomma stampo da competizione avrebbe forse mortificato la guida, vista anche la cavalleria delle vetture). Le Pirelli P1 Cinturato Verde, pur essendo pensate per ben altro, offrono infatti un grip non indifferente, restituendo al tempo stesso delle sensazioni sempre sincere, costanti e prevedibili, senza mostrare neanche particolari decadimenti nella prestazione giro dopo giro. Insomma, una gomma che, anche dopo l’uso intensivo in pista, giro dopo giro, ha sempre consentito di “giocare” con la vettura, sfruttando i trasferimenti di carico ed il passaggio dal sotto al sovrasterzo, senza mai mostrare segni di cedimento.

A sorpresa, gloria nel primo turno di libere con il miglior tempo
La mattina del sabato, con il primo turno di prove libere, mi riprometto di “studiare” la vettura. Per me, quasi ovvio sottolinearlo, è la prima volta con una 100% elettrica tra i cordoli di una pista. Non so quindi cosa aspettarmi. Già il lancio sul rettilineo, all’uscita dalla corsia box, è una sensazione davvero unica. Il motore della Smart scarica i 160 Nm di coppia in maniera istantanea – tutti e subito – regalando una sensazione di spinta davvero sorprendente, con la velocità indicata dal tachimetro che progredisce con una verve niente male. Al primo affondo sul pedale del freno scopriamo che la ForTwo Eq, grazie anche al peso contenuto, rallenta davvero in maniera decisa, e la presenza dell’Abs consente di portare la frenata fin quasi al punto di corda senza particolari problemi. L’assenza di rumore, come potrete sentire anche dal video del cameracar, consente di sentire la gomma che “lavora”: con lo sterzo della Smart che resta pur sempre quello di un’utilitaria in quanto a feedback restituiti a chi si trova al volante, poter sentire più o meno deciso lo stridio della gomma è stato un elemento di aiuto per capire se stavamo guidando “impiccando” troppo la vettura o meno. Con un passo così corto poi, la Smart ForTwo Eq mostra un’agilità pari ad una saponetta quando la si cerca di acchiappare con le mani umide. Gira davvero in un fazzoletto, ma l’ottimo lavoro sull’assetto fatto dalla Lpd non la rende mai eccessivamente nervosa o imprevedibile. Certo, quando la coda “parte”, per riprenderla a dovere, ci vuole una lestezza di braccia non indifferente, soprattuto per non innescare un pendolo quasi impossibile da recuperare. Insomma, un comportamento che diverte oltre le aspettative, perché la ForTwo Eq, a differenza delle vetture stradali, fortemente limitate dall’elettronica, si lascia guidare, mostrando un comportamento non troppo lontano da quello di un grosso Go-kart. Forzando in ingresso, infatti, si presenta subito del sottosterzo, ma basta un rilascio deciso per innescare subito una reazione uguale e contraria della coda, che allarga la traiettoria. Non mi spiego ancora bene come, ma la giusta alchimia nello sfruttare questa intrigante danza tra sotto e sovrasterzo mi regala la prima posizione nel primo turno di prove libere, unico dei piloti a scendere sotto il muro dell’1’40. Insomma, la mia prima volta in pista con l’elettrico non poteva iniziare in modo migliore.

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