Inquinamento: i Diesel sono veramente i colpevoli?

L'ACEA propone nuovi dati che riaprirebbero un dibattito

L'associazione dei costruttori europei di automobili, dopo nuove analisi dedicate ai motori Diesel di ultima generazione, segnala livelli piuttosto bassi di emissioni con valori ampiamente all'interno della soglia consentita
Inquinamento: i Diesel sono veramente i colpevoli?

Le emissioni delle vetture Diesel di ultima generazione risultano basse, “ben al di sotto della soglia” da quanto segnalato, dopo recenti test focalizzati sulle emissioni reali. Diversi persino allineati già su parametri ben più stringenti, previsti dal 2020. Lo segnala l’ACEA, l’associazione dei costruttori europei di automobili, diffondendo nuovi dati in materia. Alla luce del dibattito legato a questo tipo di propulsione, pare affiorare un lecito dubbio.

Livelli contenuti

Nel documento proposto si tende subito a sottolineare che i valori sono stati ricavati tramite test in condizioni di guida reale, grazie a tester impegnati in diversi Paesi e previo consenso delle autorità competenti. Considerando i più recenti standard Euro 6d-Temp, l’ACEA ha chiarito che sono circa 270 le tipologie di vetture Diesel di ultima generazione introdotte nel corso dell’ultimo anno. I dati sugli ossidi di azoto (NOx) ricavati dalle verifiche effettuate su vari veicoli di ultima generazione, in base a quanto segnalato, sono apparsi nettamente inferiori rispetto alla soglia consentita dai test relativi alle emissioni reali. Si tratta di nuove verifiche attuate dal settembre del 2017, che prevedono l’accertamento dei livelli di emissioni nell’impiego dei mezzi su strada e in differenti condizioni, da associare ai più recenti test WLTP. Senza dimenticare che le verifiche riguardano più tipologie di veicolo con diversi parametri da considerare, vista la variegata produzione.

Entro i limiti

Sull’argomento è intervenuto lo stesso segretario generale dell’ACEA, Erik Jonnaert, sottolineando come le più recenti vetture Diesel abbiano e avranno ancora un ruolo nella strategia ambientalista focalizzata sulla qualità dell’aria, sostenuti comunque da “politiche di rinnovo della flotta e combinate con propulsori alternativi.” Aggiungendo che: “I veicoli diesel continueranno a rimanere importanti per ridurre le emissioni di CO2 a breve e medio termine, anche se tutti i produttori stanno ampliando la loro offerta di auto a pagamento elettrico.” Tenendo poi in considerazione anche i più stringenti parametri previsti per il 2020, in base a quanto segnalato in giornata, i valori rilevati dalla maggior parte dei veicoli sotto esame è apparso già in linea con i futuri standard, risultando persino più bassi dei futuri livelli di riferimento.

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2 commenti

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  1. Mauro

    6 novembre 2018 at 08:33

    Buongiorno,
    in questo articolo manca il dato fondamentale del particolato emesso dai nuovi motori diesel.
    Il problema principale dell’aria delle nostre città è l’alto valore delle polveri sottili (PM10) e si ritiene che i maggiori responsabili siano i motori a gasolio. Ed è per questo che stanno progressivamente per essere messi al bando.
    Che siano più efficienti e quindi più puliti sotto il punto di vista della CO2 e NOx già si sapeva.

  2. Raffaele

    6 novembre 2018 at 11:22

    Infatti FCA sbaglia a rinunciare allo sviluppo del motore Diesel,così facendo perderà una importante fetta di mercato

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