Smart EQ ForTwo E-Cup: il primo trofeo monomarca 100% elettrico [PARTE 2]

Smart EQ ForTwo E-Cup: il primo trofeo monomarca 100% elettrico [PARTE 2]

Il nostro racconto in gara con la vettura Pirelli

Il trofeo monomarca 100% elettrico organizzato dalla LDP ha da subito riscosso grande interesse e successo, sia di partecipati che di pubblico. Le vetture, per massimizzare l'autonomia delle batterie, montano delle Pirelli Cinturato P1 Verde, che hanno anche il merito di rendere più divertente e coinvolgente la guida.
Smart EQ ForTwo E-Cup: il primo trofeo monomarca 100% elettrico [PARTE 2]

Ci eravamo lasciati sulla scia dell’entusiasmo, galvanizzati dalla P1 nelle prove libere, con il nostro racconto da protagonisti in gara – o meglio aspiranti tali – nella Smart EQ ForTwo E-Cup, primo campionato monomarca che vede allo start vetture totalmente elettriche. Un entusiasmo che dura giusto un paio di giri d’orologio, perché ci pensano le qualifiche a ricordarmi quanto possa essere crudele il cronometro nel mondo del motorsport. Rispetto alle libere, infatti, forse preso dalla volontà di strafare, guido meno pulito e meno scorrevole rispetto alla sessione precedente, in cui mi ero preoccupato più che altro di prendere confidenza con la vettura. Il conto è carissimo: il mio best lap peggiora di nove decimi rispetto al tempo delle libere, un inezia nella vita di ogni giorno, un’eternità tra i cordoli della pista. E così, se replicando quanto fatto nel primo turno avrei guadagnato la seconda piazzola in griglia, il mio “peggioramento” in qualifica mi fa retrocedere alla posizione nove, esattamente a metà dello schieramento delle 18 Smart EQ presenti in griglia.

GARA 1 SOTTO AL DILUVIO, SOTTOVALUTANDO QUANTO TENESSERO LE GOMME

Meglio dormirci su ed aspettare la domenica, anche se con gare così brevi ed auto così livellate sul piano prestazionale, meglio non farsi illusioni. La rimonta è quasi certamente destinata a restare un sogno notturno. L’indomani mattina, a rimescolare ulteriormente le carte, ci pensa il meteo. Semplicemente diluvia, con la pista totalmente allagata, al punto che dalla direzione gara decidono che si partirà dietro la Safety Car, e sulle vetture verrà attivato il controllo di stabilità. L’asfalto di Magione, infatti, non è tra i più drenanti, e la pista presenta in varie zone grandi pozze d’acqua. Bene, per me è la prima volta, in gara, sul bagnato, e non so davvero cosa aspettarmi. Dei 16 minuti di gara, quando la Safety spegne le luci per dare il via alle danze, ne restano poco più che nove. Nella procedura di partenza, però, qualcosa va storto. Mentre i primi hanno già terminato il primo settore e sopravanzato la “curva dei vecchi box” io, e le tre vetture che mi precedono, dobbiamo ancora tagliare la linea del traguardo. Poco male comunque, perché il ritmo del gruppetto di testa è di un altro livello. Ci metto troppo tempo a capire l’incredibile efficacia delle Pirelli P1 Cinturato Verde sul bagnato. Soprattuto in frenata, giro dopo giro, mi trovo a scoprire che il punto di staccata è incredibilmente vicino a quello dell’asciutto. Soltanto in uscita di curva, nonostante i controlli inseriti, occorre modulare per bene l’acceleratore, perché il motore elettrico della ForTwo EQ scarica la coppia tutta e subito, e non è quindi infrequente qualche pattinamento della ruota interna. Insomma, start P9, arrivo P9, in questa gara “sprint” che mi lascia, ovviamente, un po’ di amaro in bocca.

GARA 2 FINALMENTE IN RIMONTA MA…

Dopo la prestazione non certo da ricordare in gara 1, confido nella clemenza del meteo. Il diluvio della mattina è solo un ricordo, e la pista si è via via progressivamente asciugata. Questa volta si parte dalla griglia, con le prime 8 posizioni di gara 1 invertite. Per me cambia poco, visto che arrivato nono riparto nono, ma con il vantaggio di avere davanti a me Ferri, fino alla tappa di Magione mattatore del campionato. Allo start, l’emozione è inedita. Di solito c’è un gran frastuono a coprire il battito cardiaco accelerato. Nella ForTwo EQ E-Cup, invece, regna il silenzio e così, ogni battito, ogni pulsazione, risuona e viene amplificata fin quando non si spengono le luci rosse del semaforo. In partenza, nelle prime due curve, succede di tutto. I concorrenti della E-Cup non si risparmiano di certo. Sportellate e bussatine più o meno lecite sono all’ordine del giorno. Al termine del primo giro mi ritrovo in P7, ma la cosa più bella è che finalmente ritrovo il ritmo dei migliori. La pista non più gommata per via della pioggia non mi consente di replicare l’1’39 delle prove libere, ma sono nel trenino dei primi. Che goduria. La piccola Smart elettrica fa nuovamente quello che le chiedo, cercando di sfruttare la scorrevolezza ed il grip offerto dalle P1 Cinturato Verde, che mi sorprendono per come riescono a mantenere costante la prestazione giro dopo giro. Risalito alla P5 nel momento in cui mancano 8 minuti al termine della gara, spero quasi che il duello e la bagarre dei primi, per il podio, possa consentirmi di mettere il naso nella lotta. Purtroppo, però, non riesco ad essere della partita. Il tentativo di rimonta, infatti, ha comportato un consumo eccessivo della batteria della mia Smart EQ, che purtroppo entra in modalità protezione. Rientro mestamente alla corsia dei box, ma finalmente felice per il ritmo ritrovato. La Smart EQ ForTwo E-Cup, per dirla come dicono i giovani d’oggi, è una “figata”. Un campionato ben organizzato, supportato da una macchina organizzativa che, per essere alla prima stagione, sembra già rodatissima. Ogni tappa del campionato, infatti, non è solo gare, ma anche hospitality, buon cibo e tanta gente che viene in pista per scoprire questa anticipazione del futuro. O forse, il futuro è già qui, oggi.

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