WP_Post Object ( [ID] => 574662 [post_author] => 18 [post_date] => 2018-11-12 19:32:38 [post_date_gmt] => 2018-11-12 18:32:38 [post_content] => Introdotto dall'allora governo Berlusconi, inasprito dal successivo governo Monti, il "superbollo" è stata da subito una delle tasse più discusse tra gli appassionati, rivelatasi controproducente per l'erario: drastico calo nelle vendite di tutte le auto con potenza superiore a 250 CV ed un netto impoverimento del nostro parco a quattro ruote, con migliaia di supercar che hanno preso la via per l'estero. Insomma, un bagno di sangue anche per le entrate indirette e per l'indotto che ruota attorno a vetture del genere. Meno supercar vuol dire meno accise sulla benzina, meno IVA sui costosi tagliandi, meno IVA su ricambi, meno occupazione per le officine specializzate, vetture usate ferme sui piazzali dei concessionari e chi più ne ha più ne metta. Noi di Motorionline.com siamo tuttavia tra i primi ad annunciare che, per il momento soltanto in "forse", c'è uno spiraglio di luce infondo al tunnel. È di ieri, infatti, il Disegno di Legge avanzato in senato a firma del Senatore Andrea De Bertoldi (FDI), il quale, finalmente, propone l'abolizione di una tassa che, fino ad oggi, ha prodotto solo conseguenze deteriori per l'erario.

Cosa dice il Disegno di Legge

Di seguito riportiamo la nota di accompagnamento al D.D.L, nella speranza che lo stesso trovi l'approvazione e venga poi convertito in legge, senza finire disperso nel complesso iter parlamentare: "Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge ha la finalità di abrogare la norma che prevede l'obbligo del pagamento della tassa automobilistica (cosiddetto super bollo) attraverso l'abrogazione del comma 21 dell'articolo 23 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, che ha introdotto un'addizionale annuale erariale della tassa automobilistica per i veicoli di potenza superiore a 225 kilowattora. Si ricorda al riguardo, come l'addizionale erariale sulla tassa automobilistica era stata introdotta nel 2011, con un importo pari a 10 euro per ogni kW di potenza del veicolo superiore ai 225 kW, con effetto retroattivo e per tutto il parco circolante. Successivamente, dal 1° gennaio 2012, la sovrattassa è stata innalzata a 20 euro ed estesa alle vetture con potenza superiore a 185 kW. Pertanto la presente iniziativa legislativa si rende necessaria, in quanto le finalità iniziali che avevano generato l'introduzione della suddetta tassa, ovvero di incrementare il gettito erariale nelle casse dello Stato stimato all'epoca in 168 milioni di euro, in realtà hanno prodotto l'effetto contrario, penalizzando fortemente il mercato dell'auto e il suo indotto, ed anche le aspettative d'incasso per l'amministrazione tributaria. Le principali associazioni della filiera automotive evidenziano, a tal fine, come dal 2012 si è determinata una perdita complessiva, tra minori entrate fiscali e mancato introito, di circa 140 milioni di euro, così suddivisa: per lo Stato 93 milioni di euro di minori entrate di gettito IVA e 13 milioni di euro di super bollo; per le regioni 19,8 milioni di euro di mancato pagamento del bollo; per le province 5,2 milioni di euro di mancata IPT (imposta provinciale di trascrizione) e circa 9 milioni di euro di addizionale su RCA (responsabilità civile auto). A determinare ciò che può definirsi un danno erariale, derivante dal super bollo, sono stati una serie di fenomeni non previsti e controproducenti, innescati dall'introduzione di tale imposta, in particolare la forte riduzione delle nuove immatricolazioni di vetture con potenza eccedente i 185 kw. In relazione alle predette considerazioni, risulta pertanto necessario, ad avviso del legislatore, intervenire attraverso la presente iniziativa legislativa, nella convinzione che il super bollo ha fallito nella sua missione e solo eliminandolo si può ripristinare una domanda tale da assicurare un ritorno che compensi le sofferenze di un'area industriale d'eccellenza tipicamente italiana, in grado di generare sicuramente nuovi posti di lavoro. In attesa delle decisioni che avverranno in ambito europeo relative alle nuove regole sul bollo, che porteranno all'unificazione del bollo auto europeo per i Paese dell'Unione europea, il disegno di legge, attraverso l'abolizione della sovrattassa, rappresenta pertanto un primo passo opportuno, dal punto di vista economico e della domanda interna, auspicato fra l'altro da milioni di automobilisti, anche al fine di fornire al mercato dell'auto un primo segnale di rilancio che possa intervenire per ridurre il carico fiscale sul comparto". [post_title] => SUPERBOLLO: finalmente uno spiraglio circa la sua abolizione? [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => superbollo-finalmente-uno-spiraglio-circa-la-sua-abolizione [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2018-11-12 19:52:47 [post_modified_gmt] => 2018-11-12 18:52:47 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=574662 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 6 [filter] => raw [post_category] => 0 )

SUPERBOLLO: finalmente uno spiraglio circa la sua abolizione?

Una proposta di legge potrebbe finalmente mettere fine alla "dannosa" tassa

Un ddl proposto in questi giorni potrebbe abolire il tanto odiato superbollo introdotto dal Governo Berlusconi e poi inasprito da quello Monti nel 2011. Ecco il testo.
SUPERBOLLO: finalmente uno spiraglio circa la sua abolizione?

Introdotto dall’allora governo Berlusconi, inasprito dal successivo governo Monti, il “superbollo” è stata da subito una delle tasse più discusse tra gli appassionati, rivelatasi controproducente per l’erario: drastico calo nelle vendite di tutte le auto con potenza superiore a 250 CV ed un netto impoverimento del nostro parco a quattro ruote, con migliaia di supercar che hanno preso la via per l’estero. Insomma, un bagno di sangue anche per le entrate indirette e per l’indotto che ruota attorno a vetture del genere. Meno supercar vuol dire meno accise sulla benzina, meno IVA sui costosi tagliandi, meno IVA su ricambi, meno occupazione per le officine specializzate, vetture usate ferme sui piazzali dei concessionari e chi più ne ha più ne metta.

Noi di Motorionline.com siamo tuttavia tra i primi ad annunciare che, per il momento soltanto in “forse”, c’è uno spiraglio di luce infondo al tunnel.
È di ieri, infatti, il Disegno di Legge avanzato in senato a firma del Senatore Andrea De Bertoldi (FDI), il quale, finalmente, propone l’abolizione di una tassa che, fino ad oggi, ha prodotto solo conseguenze deteriori per l’erario.

Cosa dice il Disegno di Legge

Di seguito riportiamo la nota di accompagnamento al D.D.L, nella speranza che lo stesso trovi l’approvazione e venga poi convertito in legge, senza finire disperso nel complesso iter parlamentare:

“Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge ha la finalità di abrogare la norma che prevede l’obbligo del pagamento della tassa automobilistica (cosiddetto super bollo) attraverso l’abrogazione del comma 21 dell’articolo 23 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, che ha introdotto un’addizionale annuale erariale della tassa automobilistica per i veicoli di potenza superiore a 225 kilowattora. Si ricorda al riguardo, come l’addizionale erariale sulla tassa automobilistica era stata introdotta nel 2011, con un importo pari a 10 euro per ogni kW di potenza del veicolo superiore ai 225 kW, con effetto retroattivo e per tutto il parco circolante.
Successivamente, dal 1° gennaio 2012, la sovrattassa è stata innalzata a 20 euro ed estesa alle vetture con potenza superiore a 185 kW. Pertanto la presente iniziativa legislativa si rende necessaria, in quanto le finalità iniziali che avevano generato l’introduzione della suddetta tassa, ovvero di incrementare il gettito erariale nelle casse dello Stato stimato all’epoca in 168 milioni di euro, in realtà hanno prodotto l’effetto contrario, penalizzando fortemente il mercato dell’auto e il suo indotto, ed anche le aspettative d’incasso per l’amministrazione tributaria. Le principali associazioni della filiera automotive evidenziano, a tal fine, come dal 2012 si è determinata una perdita complessiva, tra minori entrate fiscali e mancato introito, di circa 140 milioni di euro, così suddivisa: per lo Stato 93 milioni di euro di minori entrate di gettito IVA e 13 milioni di euro di super bollo; per le regioni 19,8 milioni di euro di mancato pagamento del bollo; per le province 5,2 milioni di euro di mancata IPT (imposta provinciale di trascrizione) e circa 9 milioni di euro di addizionale su RCA (responsabilità civile auto). A determinare ciò che può definirsi un danno erariale, derivante dal super bollo, sono stati una serie di fenomeni non previsti e controproducenti, innescati dall’introduzione di tale imposta, in particolare la forte riduzione delle nuove immatricolazioni di vetture con potenza eccedente i 185 kw. In relazione alle predette considerazioni, risulta pertanto necessario, ad avviso del legislatore, intervenire attraverso la presente iniziativa legislativa, nella convinzione che il super bollo ha fallito nella sua missione e solo eliminandolo si può ripristinare una domanda tale da assicurare un ritorno che compensi le sofferenze di un’area industriale d’eccellenza tipicamente italiana, in grado di generare sicuramente nuovi posti di lavoro.
In attesa delle decisioni che avverranno in ambito europeo relative alle nuove regole sul bollo, che porteranno all’unificazione del bollo auto europeo per i Paese dell’Unione europea, il disegno di legge, attraverso l’abolizione della sovrattassa, rappresenta pertanto un primo passo opportuno, dal punto di vista economico e della domanda interna, auspicato fra l’altro da milioni di automobilisti, anche al fine di fornire al mercato dell’auto un primo segnale di rilancio che possa intervenire per ridurre il carico fiscale sul comparto”.

SUPERBOLLO: finalmente uno spiraglio circa la sua abolizione?
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6 commenti

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  1. Francesco

    12 Novembre 2018 at 21:13

    Secondo me, questa tassa la lascerei,.. Se hai bisogno di quel tipo di auto, i soldi non ti mancano, quindi il bollo super lo paghi e basta.!!!!

  2. Riccardo

    13 Novembre 2018 at 12:33

    Francesco, il tuo è il classico commento da comunistello ignorante che non ha nessuna idea di come funzioni il superbollo e la materia in generale. Questa tassa ha provocato dei danni immani al settore dell’auto in Italia a fronte di una entrata irrisoria. I cv o i kw non sono dei parametri adeguati per definire un’auto “di lusso” o “da ricchi”. Ti faccio un esempio che anche te FORSE puoi capire: una persona compra una Porsche Cayenne diesel da 100mila euro e non paga il superbollo perché ha meno di 250 cv, un’altra persona compra una Volkswagen Golf R da 35mila euro e paga il superbollo perché ha 300 cv… quale delle due persone è più ricca?

  3. Alessandro

    13 Novembre 2018 at 15:35

    Secondo me oltre a non sapere scrivere in Italiano corretto hai anche problemi di comprendonio: hai capito o no che ha fatto più danni che altro l’introduzione del super-bollo? Per ogni automobile che NON vendi lo stato perde il 22% di IVA NON versata.

  4. Giordano

    13 Novembre 2018 at 21:04

    Io non sono ricco. Mi piacciono però le automobili. Se non ci fosse il superbollo comprerei senza remore un 3000 diesel in luogo del 2000 che posseggo. Facendo anche sacrifici. Ci sono molti appassionati che, secondo me, pur non essendo ricchi lo farebbero. Il fisco ne guadagnerebbe sicuramente.

  5. Ivo

    13 Novembre 2018 at 23:02

    Il dramma è che lo stato nin riesce a percepire il concetto di riduzione di una entrata (anche se ha generato N perdite). Gli statalisti le vedono come segno meno… Quindi non si puo togliere.
    E cio dimostra che francesco è lo stato.
    Ahahaha

  6. Teo

    15 Novembre 2018 at 20:49

    Dai fatelo girare

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