Decreto Genova approvato, si auspica una “cantierizzazione” del nuovo ponte entro Natale

Decreto Genova approvato, si auspica una “cantierizzazione” del nuovo ponte entro Natale

Gli oneri finanziari spettano ad Autostrade per l'Italia

Dopo il via libera al cosiddetto “decreto Genova”, che comprende non solo misure rivolte alla ricostruzione del ponte crollato ad agosto, ma si occupa anche di questioni in altre aree del Paese, traspare la necessità di ottimizzare i tempi per la realizzazione di un nuovo viadotto
Decreto Genova approvato, si auspica una “cantierizzazione” del nuovo ponte entro Natale

Il voto favorevole del Senato, composto da 167 sì, 49 no e 53 astenuti ha tramutato in legge il soprannominato decreto Genova. Un testo che si occupa della ricostruzione del ponte crollato nella città ligure lo scorso 14 agosto e non solo.

La necessità di una rapido inizio della ricostruzione

Tralasciando alcune polemiche emerse nel corso delle ore precedenti, il provvedimento presenta diversi aspetti ma, come sottolineato dal viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi e riportato dai colleghi del Secolo XIX, tale decreto “non risolverà tutto, ma dà alle istituzioni locali gli strumenti per operare.” Uno strumento che dà spazio adesso alla parte “operativa”, come riferito dallo stesso in occasione di un’iniziativa al Propeller Club di Genova, mettendo da parte la fase ormai trascotta detta “liturgica”.
“Dobbiamo avere la capacità di dare concretezza a quanto è scritto”, ha aggiunto ancora il viceministro dei Trasporti, ricordando la necessità di 12 decreti attuativi tra cui anche una “protezione antimafia” destinata dal ministero dell’Interno al sindaco della città e commissario straordinario alla ricostruzione, Marco Bucci. Proprio il primo cittadino del capoluogo ligure, tra i primi provvedimenti, ha nominato una squadra di collaboratori dedicata alla ricostruzione del ponte. Si tratta di 20 persone specializzate in diversi aspetti legati all’opera da realizzare, elencati sul portale della struttura commissariale, come segnala il quotidiano genovese.
Dopo l’approvazione del decreto, emerge la necessità di velocizzare le tempistiche. Proprio sull’argomento, sempre il viceministro Rixi ha prospettato circa un anno e mezzo di tempo dalla “cantierizzazione” dei lavori. Fase che “noi vorremmo riuscire a fare partire entro Natale”, ha auspicato.

I provvedimenti del decreto

Il nome associato alla città di Genova, riguarda strettamente il tragico avvenimento di agosto, ma il decreto approvato spazia verso altre questioni che comprendono i terremotati del Centro Italia e di Ischia, nonché i limiti sul trattamento dei fanghi da depurazione. Su 46 articoli, 16 sono propriamente legati al ponte crollato. In sintesi, secondo quanto indicato dal testo stesso, i costi della ricostruzione spettano ad Autostrade per l’Italia, in quanto concessionaria e responsabile dello stato di salute dell’opera affidatagli. Questa società e altre sue controllate non potranno comunque prendere parte alla ricostruzione del nuovo ponteggio. Nel caso in cui ci fossero ritardi nei pagamenti, subentra lo Stato che anticipa la somma. Si parla, in ogni caso, di una spesa complessiva pari a 30 milioni annui a garanzia di inizio lavori sino al 2029, in generale 360 milioni, da quanto emerso.
Tra i provvedimenti si parla anche di contributi sino a 10 milioni destinati alle attività e ai professioni presenti nella zona rossa in prossimità del ponte crollato e indennità rivolte agli sfollati, oltre a nuovi fondi per acquistare bus per la viabilità locale.
Le decisioni su chi opererà attivamente nella ricostruzione spettano al commissario già nominato, il cui incarico durerà 12 mesi, rinnovabile solo per ulteriori 3 anni. Vigilerà su tutte le attività di demolizione del vecchio viadotto, quindi sulla successiva costruzione. Tra gli aspetti segnalati, lo stesso commissario “non potrà derogare” rispetto a quanto indicato dal Codice Antimafia e dai vincoli europei.

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