Porsche 911: dalla generazione G, passando per le serie 964, 993, 996 e 997 in vista dell’ottavo capitolo [FOTO]

Un breve excursus dal 1974 al periodo più recente

Cambiamenti tecnici, innovazioni, ma un'idea forte da rispettare e potenziare. La storia della Porsche 911 è variegata e vulcanica

Gli appassionati la conoscono da sempre solo come Porsche 911, sebbene i conoscitori del modello sappiano bene che inizialmente avesse un’altra denominazione. I più esperti parlano anche di serie, perché ogni 911 ha un carattere e specificità uniche, pur mantenendo la stessa sigla. Più che di modello, dunque, pare più consono parlare di gamma sin dalla prima generazione.

Modello G

Il 27 novembre a Los Angeles è atteso il debutto dell’ottava generazione, che affina e potenzia ulteriormente i concetti della più recente 911. Può essere considerata un’evoluzione costante dal lontano 1963, proseguendo a distanza di anni, precisamente nel 1973, con il modello G. Quello caratterizzato dai voluminoso paraurti. Una scelta fatta per rispondere alla richiesta di una maggior sicurezza nel mercato statunitense. Questo aspetto divenne connotativo e continua ancora ad esserlo, ma un altro aspetto importante è anche l’evoluzione propulsiva ripartendo dal sei cilindri boxer da 2.7 litri della prima 911 Carrera RS. La cilindrata fu portata a 3.0 litri tondi, quindi a 3.2, intensificando la potenza fino a 250 cavalli sulla 911 SC RS del 1983.
L’introduzione della tecnologia Turbo sull’unità da 3.0 litri, nel 1974, concesse una potenza superiore e l’aggiunta di un intercooler, dal 1977 assieme a un ulteriore aumento della cubatura a 3.3 litri, consentì di raggiungere i 300 cavalli di potenza. Le performance crebbero in proporzione, raggiungendo da fermi i 100 km/h in poco più di 5 secondi (5,2) sino a toccare i 260 Km/h. Tra gli aspetti interessanti anche l’introduzione della Cabriolet nel 1982, ampliando una panoramica che comprendeva già i modelli Coupé e Targa. Quindi l’introduzione nel 1989 di una speciale 911 Carrera Speedster. Modello che chiude questo capitolo, prima della terza generazione.

964

L’estetica tornò più tradizionale, ma la tecnologia divenne sempre più funzionale e vitale per le vetture. La trazione integrale e l’elettronica erano ancora in una fase iniziale, ma se ne intravedeva il potenziale.
Nel 1989 la 911 Carrera 2 a trazione posteriore offrì una primo spunto sulle potenzialità della serie successiva. La 964 rappresentò uno step in più rispetto alla gamma G, in particolare le soluzioni sull’unità da 3.6 litri, sempre un sei cilindri boxer raffreddato ad aria, capace di proporre 250 cavalli sulle Carrera 2 e Carrera 4. Un’iniezione caratterizzata da una doppia scintilla, unita a un’efficienza aerodinamica rafforzata da uno spoiler retrattile, oltre all’introduzione di un sistema Tiptronic. Tutti spunti di una meccanica interessante. Tra i modelli iconici del periodo figurò la 911 Jubilee, realizzata per i 30 anni e proposta nel 1993. Un’altra serie speciale caratterizzata da una mirata combinazione tra le qualità di una Carrera 4 e quella di una 911 Turbo di allora, rivestita con una tinta Viola Metallic e interni Rubic Grey in pelle.
Tra le versioni esclusive anche una 911 Speedster, sempre del 1993, con diverse modifiche estetiche, basata sulla versione Carrera 2 Cabriolet e realizzate in 930 esemplari, assieme a una quindicina con un aspetto che rimandasse alla Turbo. Al vertice della serie 964 rimasero le versioni 911 Turbo, la prima equipaggiata all’inizio con l’unità da 3.3 litri in grado di offrire 320 cavalli sulla versione tradizionale, quindi una Turbo S da ben 381 cavalli. Poi con l’introduzione di un propulsore più voluminoso da 3.6 litri, la forza raggiunse i 360 cavalli. E si era solo alle porte di una successiva evoluzione.

993

Giungendo alla serie successiva, una delle più apprezzate dagli appassionati del marchio, questa rappresentò una reinterpretazione più modella della prima generazione. Era caratterizzata da paraurti integrati, una linea fluida ma altrettanto distintiva grazie all’alternanza di linee convesse e concave, senza dimenticare il design poli-elissoidale dei gruppi ottici anteriori. Una ridefinizione estetica e soprattutto tecnica, partendo dal telaio LSA in alluminio interamente riplasmato, oltre all’impiego di componentistica più leggera e l’innesto di soluzioni realizzate a Weissach come un assale posteriore di ultima generazione e sospensioni multi-link sviluppate per amplificare reattività e comfort di marcia.
La prime 993 proposte furono disponibili solo in versione Coupé e Cabriolet, quindi successivamente giunse una rinnovata Targa. Si valutarono nuove soluzioni di tipo elettrico per la zona alta e la gamma di serie diventò più corposa con l’introduzione di una Carrera 4S.
Da un primo livello di potenza di 272 cavalli, gli interventi all’unità motrice consentirono di aumentare la spinta a quota 285, con l’opportunità di accrescere ulteriormente il margine a 300 cavalli. Potenza da gestire tramite un cambio manuale progettato d’accapo. Nel 1995 la nuova 911 Turbo fu dotata di trazione integrale e due turbo-compressori legati al 3.6 litri boxer, fornendo 408 cavalli di potenza. Un livello elevatissimo per il periodo. Ma la casa pensò a qualcosa di ancora più prestante, introducendo una nuova serie speciale in edizione limitata che anticipò un altro filone: la prima 911 GT2. Una sportiva a trazione posteriore da 450 cavalli.

996

In questa lunga storia, come accennato, ogni nuovo capitolo pesenta una sua particolarità e con la generazione 996 si chiuse anche un’era, quella del raffreddamento ad aria, sostituito da una soluzione a liquido più conforme alle ultime necessità progettuali in termini di costi e di efficienza. Una nuova visione prospettica della 911, ancora una volta rielaborata ma sempre preservando alcuni aspetti iconici del modello, tenendo fede alla tradizione. Le dimensioni risultarono più ampie. La lunghezza totale aumentò di 18,5 centimetri, il passo beneficiò di 80 millimetri in più, mentre la larghezza di altri tre cm. Ciò fu tradotto in maggior spazio di bordo e la stessa plancia risultò aggiornata e innovativa anche nella disposizione della strumentazione.
Tornando al raffreddamento a liquido, il nuovo sei cilindri boxer di 3.4 litri iniziò da subito a esprimere una forza pronunciata, ovvero 300 cavalli pari a quella della mitica 911 Turbo 3.3 del 1989. Potenza che salì poi a 320 cavalli, proposta dal rinnovato 3.6 litri, quindi a 345 cavalli sul modello celebrativo del 40° anniversario. L’aggiornamento interessò anche la 911 Turbo, dotata di un più compatto ma ben più potente 3.2 litri turbo-compresso, già in evidenza a Le Mans nel 1998 grazie al celeberrimo successo della 911 GT1 da competizione. La nuova versione poté contare su ben 420 cavalli, oltrepassando i 300 km/h. Ma il livello crebbe a 483 sulla nuova 911 GT2, caratterizzata anche dall’adozione di un inedito sistema frenante con dischi carbo-ceramici. Un’innovazione sofisticata e pensata per le vetture ad alte prestazioni. Ma a catturare l’attenzione fu anche un ulteriore ampliamento della gamma, legato al debutto della nuova 911 GT3. Un’altra versione ideata per gli amanti della guida sportiva, equipaggiata con lo stesso motore della GT2 ma senza il supporto del turbo-compressore. L’unità aspirata da 3.6 litri all’inizio sviluppò 360 cavalli, mentre successivamente la spinta aumentò sino a 381 cavalli. Solo un altro primo passo di una delle sportive più calamitanti di questa gamma: la 911 GT3 RS introdotta nel 2003.

997

Nel periodo più recente l’evoluzione fu accompagnata da una proposta sempre più variegata e ricca, nutrita di optional e tipologie di propulsione, passando dall’aspirato al ritorno in auge della tecnologia turbo-compressa fino alle ultime ibride plug-in e alla già annunciata rivoluzione elettrica. La futura Tycan è la traduzione di quanto suggerito con la recente concept Mission E.
La Porsche 911 sintetizza, in ogni caso, la grade vivacità del marchio. Tra versioni coperte, scoperte, a trazione posteriore o integrale, con unità raffreddate a liquido aspirate o turbo, e con le diverse varianti sempre più sportive, sommando le varie GTS, GT3, GT3 RS, GT2 e GT2 RS, già dal 2004 se ne contavano ben 24 versioni. E pare che non sia finita.
La serie 997 ha offerto una visione ancora più potente della 911, leggermente più ampia, contando anche su rimandi alle versioni storiche, sebbene con la presenza di elementi tecnologici importanti per la resa visiva: ad esempio i fari bi-xeno e le luci diurne LED.
Passando alla parte meccanica, il motore 3.6 litri della nuova Carrera ha proposto da subito 325 cavalli di spinta. I modelli S presentavano motori con cilindri più ampi di tre millimetri. La cilindrata dunque è aumentata a 3.8 litri, risultando la più ampia di sempre.
Con l’introduzione di un sistema a iniezione diretta nel 2008, le prestazioni complessive iniziarono ad essere ancora più incisive, giungendo a 345 cavalli nel caso dell’unità da 3.6 litri e 385 su quella da 3.8. Si arrivò così alla nuova 911 Carrera GTS da 408 cavalli, in grado di limare già il divario con le versioni S e GT3.
Implementando dunque per la prima volta delle turbine a geometria variabile, il 3.6 litri della 911 Turbo iniziò ad esprimere ancora più personalità. Ma con l’introduzione di un sistema a iniezione diretta sul successivo cuore da 3.8 litri si raggiunsero i 480 cavalli di potenza e poi la ragguardevole quota dei 500 cavalli. Quindi ancora più su, arrivando ai 530 cavalli sulla nuova 911 Turbo S, equipaggiata di serie con una trasmissione doppia frizione sette rapporti. Un’altra delle innovazioni che identifica la produzione più recente. Però al vertice figura la prima 911 GT2 RS da 620 cavalli e in grado di segnare uno dei tempi più bassi sul tracciato del Nürburgring per un’auto sportiva stradale: 7 minuti e 18 secondi. Uno stesso aumento di potenza influenzò la stessa GT3, passando da 415 a 435 cavalli, per poi crescere ancora nel caso delle accennate RS, la prima 3.8 con 450 cavalli e la successiva 4.0 da 500 cavalli in serie limitata. Sono arrivate in successione altre edizioni speciali come la 911 Sport Classic, una nuova 911 Speedster e un’altrettanto esclusiva 911 Turbo S Edition 918 Spyder. Quindi il 27 novembre, cioè nell’arco di poche ore, sta per essere aperto un nuovo capitolo di questo racconto così intenso.

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