Alfa Romeo Giulia e Stelvio: una forza sportiva tradotta da sospensioni ottimizzate [GRAFICI E FOTO]

Grande reattività e interpretazione di potenza

Uno schema articolato, legato anche a soluzioni elettroniche che amplificano il dinamismo complessivo

Una vettura Alfa Romeo è riconoscibile da tanti aspetti e uno in particolare: il dinamismo trasmesso in curva. È una simbiosi, una storia d’amore, un intreccio mutevole ogni volta apprezzabile. Insomma, le auto del Biscione riescono a tramutare i movimenti dello sterzo in una serie di pennellate artistiche. I suoi estimatori lo sanno bene. Vale lo stesso per le ultime Giulia e Stelvio.

Un’architettura sospensiva brevettata

Le soluzioni elettroniche hanno una loro importanza e, soprattutto oggi, consentono di affinare i limiti restituendo progressivamente una guida più confortevole o spumeggiante. Contando su un equilibrio ottimale dei pesi, 50/50, le ultime Alfa Romeo possono contare sul lavoro incessante del Chassis Domain Control, in pratica un “cervello” elettronico come sottolineato dalla casa, che tramite algoritmi gestisce le varie fasi. Nonché un sistema Torque Vectoring preposto per accentuare l’agilità complessiva dell’auto, assieme al contributo di sospensioni attive che agiscono costantemente anche in base al programma di guida impostato tramite il DNA e al muscoloso contributo dell’impianto frenante.
Alla base resta un’impostazione meccanica costituita da un avantreno con sospensioni a quadrilatero alto con asse di sterzo semi-virtuale, mentre nella zona posteriore un sistema multi-link realizzato impiegando anche alluminio e denominato AlfaTM Link. Gli esperti di Alfa Romeo sono partiti proprio dalla progettazione delle più potenti Quadrifoglio da 510 cavalli, per poi trasferire soluzioni similari (sebbene la potenza risulti meno accentuata) sulle versioni più tradizionali.

Avantreno

Un miglior handling di guida e un’amplificazione del comfort a bordo sono stati due dei principali obiettivi perseguiti nella fase di progettazione, considerando anche potenza e coppia espressa dalle varie versioni e la tipologia di trazione Q2 o Q4. I tecnici hanno optato per sospensioni a quadrilatero alto, anziché uno schema McPherson, in modo da ottenere una gestione ancora più minuziosa degli angoli sospensivi, massimizzando lo sfruttamento delle coperture impiegate e quindi favorire un’impronta più efficace su strada. Una scelta che prevede allo stesso tempo più parti meccaniche. Per poter contenere il peso, sono state adottate componenti in alluminio, usando in alcuni casi alluminio forgiato o cavo. Lo schema è composto nello specifico da un braccio di controllo superiore, due bracci inferiori sdoppiati per comfort e handling, un braccio dello sterzo con tirante, un gruppo molla con ammortizzatore co-assiale, quindi un montante in alluminio arricchito da un collo d’oca specifico.
Tra le caratteristiche distintive di questa configurazione spiccano due leve inferiori separate e incernierate al montante in modo differente. Un’altra soluzione brevettata dal marchio che, grazie a un movimento detto a “forbice”, consente di ottenere una risposta lineare dello sterzo in qualsiasi momento. Così è possibile controllare il braccio a terra longitudinale anche in base al lavoro della sospensione, traducendo ogni movimento in una reazione ottimizzata. Messa in evidenza anche la sinergia con quanto permesso dal servosterzo elettrico con motore calettato sulla cremagliera, dato un rapporto di sterzo funzionale 12:1.

Retrotreno

La zona posteriore presenta invece uno schema multilink a quattro bracci e mezzo, brevettato dal marchio e denominato “AlfaTM Link”. L’obiettivo resta sempre quello di gestire al massimo gli angoli della ruota. Anche qui è stato impiegato alluminio, ma sino al 45% dello sviluppo della sospensione riprendendo le indicazioni fornite, pensando sempre al peso complessivo. Tale configurazione consente una notevole rigidezza in curva, la più alta lateralmente nel rispettivo segmento da quanto segnalato, preservando una flessibilità longitudinale d’elevato profilo. Le connessioni elastiche con smorzamento idraulico favoriscono uno smorzamento adeguato.
Tramite un dispositivo brevettato si può gestire la convergenza mantenendo inalterati i punti rigidi della sospensione, tutelando l’elasticità della sospensione pur al mutare degli angoli statici. Tra gli aspetti sottolineati anche un’accentuata compattezza longitudinale dell’intero schema, a beneficio dell’abitabilità di bordo.

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