DS 19: una visione aerodinamica dal lontano passato [FOTO]

In mente un'auto estremamente profilata

Tra le caratteristiche della storica DS 19, figurava soprattutto una linea ricercata e particolarmente filante

Una delle caratteristiche più evidenti della DS 19 è il profilo. Aerodinamico e allo stesso tempo futuristico. È un segno di distinzione storico e connotativo, che ha reso le vetture DS del passato delle opere d’arte in movimento.

Un esempio di stile definito nell’arco di diversi anni

La valutazione della profilatura di questa vettura iniziarono già nell’ultima fase del lontano 1937, partendo da quello di una Traction Avant, impiegata come modello di partenza. Ma erano anni difficili e il Secondo Conflitto Mondiale rimandò più in avanti lo sviluppo, sino a realizzare e definire la sua caratteristica forma a “goccia d’acqua” al termine degli anni ’40. In sostanza, la parte anteriore era ben più ampia della zona posteriore. Quindi, successivamente, furono definiti altri particolari del modello. La zona anteriore prese completamente forma solo nel ’53, seguita a breve distanza da quella posteriore, ultimata nel 1955.
La casa ricorda come i primissimi modelli della DS 19 furono realizzati a mano, proprio perché le linee di montaggio non erano al momento impiegabili.
I test preliminari avvennero in gran segreto. Ad esempio il centro francese di ricerca aerospaziale, ovvero l’ONERA, poté effettuare delle verifiche aerodinamiche su un esemplare in scala solo nel 1964, accertando un coefficiente aerodinamico di assoluto rilievo per il tempo: 0,4. Aspetto che consentiva alla vettura di raggiungere i 140 km/h, vantando poco più di 70 cavalli di potenza. Successivamente le DS 23 i.e. di ultima generazione avvicinavano anche i 200 km/h di velocità massima, grazie a una spinta prossima ai 140 cavalli.

La firma di André Lefebvre

La DS 19, come le Citroën Traction Avant e l’altrettanto iconica 2CV, sono frutto degli esperti creatori della casa francese e di André Lefebvre, l’allora ingegnere capo giunto da Voisin e dunque con una certa esperienza nel settore aeronautico e delle auto di pregio, durante il periodo della crisi del ’29. Fu lo stesso Gabriel Voisin a suggerire ad André Citroën un’eventuale assunzione, da quanto appreso.
L’ingegnere immaginò la vettura con caratteristiche ben precise, come ricordato dallo stesso costruttore. L’impiego di vetroresina e alluminio avrebbe consentito di risparmiare peso, comprendendo la maggior parte della massa tra gli assi e, allo stesso tempo, il baricentro sarebbe stato piuttosto basso per favorirne il dinamismo. Anche prospettandolo al di sotto degli stessi assali. Infine, come accennato, un profilo aerodinamico funzionale, sia a livello di efficienza, sia di aderenza, avrebbe favorito un’opportuna “deportanza”.

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