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L'imputazione e una nuova accusa

In base a quanto emerso in giornata, oltre alla formalizzazione dell'incriminazione pare sia stato presentato un altro mandato di arresto alla procura di Tokyo legato a una nuova accusa rivolta all'ex responsabile del gruppo franco-nipponico per ulteriori violazioni finanziarie, attuate sino all'anno fiscale 2018, riprendendo quanto segnalato a proposito della nuova accusa. Al momento lo stesso Ghosn risulta detenuto in un centro penitenziario a nord della capitale giapponese dallo scorso 19 novembre. Il sospetto dei magistrati giapponesi, valutando le indiscrezioni affiorate sino ad ora e riportate dai colleghi della stampa, poggerebbe su una possibile valutazione dei compensi dell'ex numero uno di Nissan-Renault-Mitsubishi Motors. Ghosn "avrebbe sottostimato i suoi compensi di circa 5 miliardi di yen", corrispondenti a 44 milioni di dollari, "sino al 2014". Assieme a questo, il pm ha formalizzato l'incriminazione anche per uno dei direttori esecutivi del gruppo Greg Kelly, sempre detenuto dal 19 novembre. Entrambi comunque, riprendendo la stampa giapponese, contestano le accuse mosse dalla magistratura, sottolineando come il rendiconto preso in esame fosse collegato a ipotetici compensi valutati in prospettiva e dunque non segnalato per questo. Considerando la formalizzazione, i termini di detenzione potrebbero essere allungati di ulteriori 20 giorni, sino alla fine di dicembre. Una procedura permessa dalla legge del Sol Levante, considerando un possibile fermo di 22 giorni e ampia discrezionalità per l'azione penale, allungabile in base a nuove accuse, per consentire gli interrogatori dell'imputato, non assistito da alcun avvocato difensore. Procedimento che, in altre realtà, pare abbia sollevato qualche perplessità valutando alcune reazioni. [post_title] => Giappone: formalizzata l'incriminazione per Carlos Ghosn, ex presidente del gruppo Nissan-Renault-Mitsubishi Motors [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => giappone-formalizzata-lincriminazione-per-carlos-ghosn-ex-presidente-del-gruppo-nissan-renault-mitsubishi-motors [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2018-12-10 16:18:25 [post_modified_gmt] => 2018-12-10 15:18:25 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=583556 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Giappone: formalizzata l’incriminazione per Carlos Ghosn, ex presidente del gruppo Nissan-Renault-Mitsubishi Motors

L'accusa riguarda illeciti finanziari

Il pm giapponese formalizza l'incriminazione per l'ex numero uno del gruppo Nissan-Renault-Mitsubishi Motors. Risulta detenuto in un centro penitenziario di Tokyo dallo scorso 19 novembre
Giappone: formalizzata l’incriminazione per Carlos Ghosn, ex presidente del gruppo Nissan-Renault-Mitsubishi Motors

L’incriminazione per l’ex presidente del gruppo Nissan-Renault-Mitsubishi Motors, Carlos Ghosn, è stata formalizzata dal pubblico ministero giapponese, secondo quanto riportato dai principali media in giornata. Il manager risulta accusato “di aver violato i regolamenti finanziari in tema di compensi e di altri illeciti finanziari” per un arco di tempo di “almeno 5 anni fino al 2014”, da quanto appreso.

L’imputazione e una nuova accusa

In base a quanto emerso in giornata, oltre alla formalizzazione dell’incriminazione pare sia stato presentato un altro mandato di arresto alla procura di Tokyo legato a una nuova accusa rivolta all’ex responsabile del gruppo franco-nipponico per ulteriori violazioni finanziarie, attuate sino all’anno fiscale 2018, riprendendo quanto segnalato a proposito della nuova accusa. Al momento lo stesso Ghosn risulta detenuto in un centro penitenziario a nord della capitale giapponese dallo scorso 19 novembre.
Il sospetto dei magistrati giapponesi, valutando le indiscrezioni affiorate sino ad ora e riportate dai colleghi della stampa, poggerebbe su una possibile valutazione dei compensi dell’ex numero uno di Nissan-Renault-Mitsubishi Motors. Ghosn “avrebbe sottostimato i suoi compensi di circa 5 miliardi di yen”, corrispondenti a 44 milioni di dollari, “sino al 2014”. Assieme a questo, il pm ha formalizzato l’incriminazione anche per uno dei direttori esecutivi del gruppo Greg Kelly, sempre detenuto dal 19 novembre. Entrambi comunque, riprendendo la stampa giapponese, contestano le accuse mosse dalla magistratura, sottolineando come il rendiconto preso in esame fosse collegato a ipotetici compensi valutati in prospettiva e dunque non segnalato per questo.
Considerando la formalizzazione, i termini di detenzione potrebbero essere allungati di ulteriori 20 giorni, sino alla fine di dicembre. Una procedura permessa dalla legge del Sol Levante, considerando un possibile fermo di 22 giorni e ampia discrezionalità per l’azione penale, allungabile in base a nuove accuse, per consentire gli interrogatori dell’imputato, non assistito da alcun avvocato difensore. Procedimento che, in altre realtà, pare abbia sollevato qualche perplessità valutando alcune reazioni.

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