WP_Post Object ( [ID] => 585035 [post_author] => 24 [post_date] => 2018-12-17 17:50:49 [post_date_gmt] => 2018-12-17 16:50:49 [post_content] => Dopo l'approvazione della nuova norma sulle targhe estere, contenuta nel decreto sicurezza ed entrata in vigore da un paio di settimane, che vieta la circolazione sul territorio italiano ai veicoli di proprietà di persone residenti da più di 60 giorni nel nostro Paese, è partita la corsa alla regolarizzazione per evitare multe e sanzioni. Negli ultimi giorni gli uffici della Motorizzazione, in particolare quelli delle grandi città, sono stati sommersi da richieste di nazionalizzazione di veicoli immatricolati all'estero, soprattutto rumeni. Oltre a Milano e Roma, sono numerose le richieste giunte in particolar modo negli uffici dell'Emilia Romagna e delle regioni del Nordest.

Targhe estere: la procedura di regolarizzazione

Per regolarizzare il veicolo con targa straniera, così come stabilito dalla nuova normativa, bisogna consegnare alla Motorizzazione le targhe estere e la carta di circolazione rilasciate dalle autorità del Paese in cui il veicolo è stato immatricolato. Gli uffici della Motorizzazione a questo punto rilasciano una nuova coppia di targhe e una carta di circolazione provvisoria che nel giro dei successivi 60 giorni verrà sostituita dalla carta di circolazione definitiva. La procedura di regolarizzazione ha un costo che mediamente è di circa 500 euro a veicolo, così composto: 101,20 euro di spese burocratiche e amministrative, 41,78 euro per l'acquisto delle targhe, e tra 151 e 196 euro per auto di potenza fino a 53 kW e tra 3,51 e 4,56 euro/kW per auto di potenza superiore a 53 kW, costo relativo all'imposta provinciale di immatricolazione, proporzionale alla potenza del veicolo.

Targhe estere: rimpatrio del veicolo

Altra strada alternativa alla nazionalizzazione per evitare di incorrere in sanzioni è far rientrare il veicolo nel paese di originaria immatricolazione. Opzione questa, scelta da pochissimi proprietari, che prevede di far richiesta agli uffici della Motorizzazione del rilascio di un foglio di via e di una targa provvisoria che permette alla vettura di attraversare senza rischi di incorrere in sanzioni le strade italiane fino alla frontiera.

Targhe estere: multa di 712 euro e sequestro del mezzo

La nuova norma, in vigore dal 4 dicembre, ha provocato la corsa alla regolarizzazione anche per la durezza delle sanzioni previste: ad un residente in Italia da più di 60 giorni che viene sorpreso sulle strade italiane con un veicolo con targa estera viene comminata una multa di 712 euro, alla quale si aggiunge l'immediata cessazione della circolazione del veicolo.

Targhe estere: le parole del ministro Toninelli

La corsa alla regolarizzazione è stata accolta con soddisfazione dal ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Danilo Toninelli, che sulla sua pagina Facebook ha scritto: "Sono molto soddisfatto nel dirvi che la nostra battaglia contro i furbetti della targa straniera sta dando i primi ottimi risultati. Nel decreto Sicurezza abbiamo inserito, come vi avevo già annunciato, una norma che, con alcune dettagliate deroghe, vieta a chi risiede in Italia da oltre 60 giorni di girare con veicoli a targa estera. Perché abbiamo voluto questa misura? Perché tante, troppe persone, pur vivendo e lavorando in Italia, dunque pur usufruendo di tutti i servizi nel nostro Paese, girano con un mezzo con targa straniera: in questo modo non pagano in Italia né l’assicurazione né il bollo né tantomeno eventuali multe. Eludono dunque il fisco, danneggiando tutti noi e tante aziende italiane oneste. Con noi questi furbetti hanno finito di fare i loro comodi: la norma che abbiamo scritto è entrata da poco in vigore ma già sta facendo la differenza. Dalle notizie che mi arrivano, molte sono le persone che si stanno mettendo in regola e diverse quelle sanzionate, come è giusto che sia, con multe salatissime e il sequestro del mezzo, che potrebbe tramutarsi in confisca". [post_title] => Targhe estere, alla Motorizzazione è boom di richieste di nazionalizzazione di veicoli immatricolati all'estero [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => targhe-estere-alla-motorizzazione-e-boom-di-richieste-di-nazionalizzazione-di-veicoli-immatricolati-allestero [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2018-12-17 17:50:49 [post_modified_gmt] => 2018-12-17 16:50:49 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=585035 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 5 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Targhe estere, alla Motorizzazione è boom di richieste di nazionalizzazione di veicoli immatricolati all’estero

Corsa alla regolarizzazione, soprattutto per veicoli con targa rumena

Gli uffici della Motorizzazione sono stati sommersi da richieste di regolarizzazione pervenuti da proprietari di veicoli con targhe estere che risiedono in Italia da più di 60 giorni. Si tratta dei primi effetti delle nuova normativa contro i furbetti che girano nel nostro Paese con veicoli immatricolati all'estero.
Targhe estere, alla Motorizzazione è boom di richieste di nazionalizzazione di veicoli immatricolati all’estero

Dopo l’approvazione della nuova norma sulle targhe estere, contenuta nel decreto sicurezza ed entrata in vigore da un paio di settimane, che vieta la circolazione sul territorio italiano ai veicoli di proprietà di persone residenti da più di 60 giorni nel nostro Paese, è partita la corsa alla regolarizzazione per evitare multe e sanzioni. Negli ultimi giorni gli uffici della Motorizzazione, in particolare quelli delle grandi città, sono stati sommersi da richieste di nazionalizzazione di veicoli immatricolati all’estero, soprattutto rumeni. Oltre a Milano e Roma, sono numerose le richieste giunte in particolar modo negli uffici dell’Emilia Romagna e delle regioni del Nordest.

Targhe estere: la procedura di regolarizzazione

Per regolarizzare il veicolo con targa straniera, così come stabilito dalla nuova normativa, bisogna consegnare alla Motorizzazione le targhe estere e la carta di circolazione rilasciate dalle autorità del Paese in cui il veicolo è stato immatricolato. Gli uffici della Motorizzazione a questo punto rilasciano una nuova coppia di targhe e una carta di circolazione provvisoria che nel giro dei successivi 60 giorni verrà sostituita dalla carta di circolazione definitiva. La procedura di regolarizzazione ha un costo che mediamente è di circa 500 euro a veicolo, così composto: 101,20 euro di spese burocratiche e amministrative, 41,78 euro per l’acquisto delle targhe, e tra 151 e 196 euro per auto di potenza fino a 53 kW e tra 3,51 e 4,56 euro/kW per auto di potenza superiore a 53 kW, costo relativo all’imposta provinciale di immatricolazione, proporzionale alla potenza del veicolo.

Targhe estere: rimpatrio del veicolo

Altra strada alternativa alla nazionalizzazione per evitare di incorrere in sanzioni è far rientrare il veicolo nel paese di originaria immatricolazione. Opzione questa, scelta da pochissimi proprietari, che prevede di far richiesta agli uffici della Motorizzazione del rilascio di un foglio di via e di una targa provvisoria che permette alla vettura di attraversare senza rischi di incorrere in sanzioni le strade italiane fino alla frontiera.

Targhe estere: multa di 712 euro e sequestro del mezzo

La nuova norma, in vigore dal 4 dicembre, ha provocato la corsa alla regolarizzazione anche per la durezza delle sanzioni previste: ad un residente in Italia da più di 60 giorni che viene sorpreso sulle strade italiane con un veicolo con targa estera viene comminata una multa di 712 euro, alla quale si aggiunge l’immediata cessazione della circolazione del veicolo.

Targhe estere: le parole del ministro Toninelli

La corsa alla regolarizzazione è stata accolta con soddisfazione dal ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Danilo Toninelli, che sulla sua pagina Facebook ha scritto: “Sono molto soddisfatto nel dirvi che la nostra battaglia contro i furbetti della targa straniera sta dando i primi ottimi risultati. Nel decreto Sicurezza abbiamo inserito, come vi avevo già annunciato, una norma che, con alcune dettagliate deroghe, vieta a chi risiede in Italia da oltre 60 giorni di girare con veicoli a targa estera. Perché abbiamo voluto questa misura? Perché tante, troppe persone, pur vivendo e lavorando in Italia, dunque pur usufruendo di tutti i servizi nel nostro Paese, girano con un mezzo con targa straniera: in questo modo non pagano in Italia né l’assicurazione né il bollo né tantomeno eventuali multe. Eludono dunque il fisco, danneggiando tutti noi e tante aziende italiane oneste.
Con noi questi furbetti hanno finito di fare i loro comodi: la norma che abbiamo scritto è entrata da poco in vigore ma già sta facendo la differenza. Dalle notizie che mi arrivano, molte sono le persone che si stanno mettendo in regola e diverse quelle sanzionate, come è giusto che sia, con multe salatissime e il sequestro del mezzo, che potrebbe tramutarsi in confisca”.

Targhe estere, alla Motorizzazione è boom di richieste di nazionalizzazione di veicoli immatricolati all’estero
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5 commenti

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  1. nostradamus

    19 Dicembre 2018 at 20:53

    era oraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

  2. luigi nunzi

    16 Febbraio 2019 at 11:02

    Oltre che il decreto il ministro dovrebbe fare un’ispezione alla motorizzazione di roma sud,poichè non è possibile aspettare due mesi per avere le targhe, per chi in questo paese da terzo mondo è residente dalla nascita. In certi uffici specialmente di Roma la parola lavoro è un’utopia,e c’è chi si lamente quando si dice Roma ladrona purtroppo è la pura sacrosanta verità.Come al solito la precedenza agli stranieri complimenti!!!!!!!!!!!!!

  3. Gabriele

    27 Febbraio 2019 at 14:06

    Salve, sono molto interessato al discorso per la nazionalizzazione del veicolo (paragrafo “Targhe estere: la procedura di regolarizzazione”).
    Riesce quindi a fornirmi qualche fonte del MIT a riguardo?

  4. Gaetano Scavuzzo

    27 Febbraio 2019 at 14:25

    Salve, può trovare maggiori informazioni a riguardo al seguente link che rimanda alla circolare del MIT (http://www.mit.gov.it/normativa/circolare-protocollo-2233-del-24012019)

  5. mulau frankenstein

    12 Maggio 2019 at 08:46

    Rassisti stronzi

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