Buche e inquinamento: a Roma 136 voragini in 10 mesi, Brescia al vertice per superamento dei livelli di polveri sottili

Presentato il rapporto annuale Ispra-Snpa

In base al documento "Qualità dell'Ambiente Urbano" 2018 introdotto al Senato, emergono criticità da sprofondamento in diverse zone del Centro-Sud, mentre nella città lombarda i livelli di PM10 sono stati più alti di quelli consentiti per ben 87 volte
Buche e inquinamento: a Roma 136 voragini in 10 mesi, Brescia al vertice per superamento dei livelli di polveri sottili

Tra consumo del suolo e qualità dell’aria, il bilancio 2018 nel Bel Paese è costellato da diverse situazioni. Nel Rapporto Ispra-Snpa “Qualità dell’Ambiente Urbano” proposto al Senato, spiccano soprattutto lo stato critico delle strade nella Capitale e in diverse città del Centro-Sud, ma anche l’elevata presenza di polveri sottili a Brescia, che in tante occasioni è stata superiore ai limiti consentiti.

Il fenomeno dello sprofondamento

Dal documento emerge che solo nell’arco degli ultimi dieci mesi, a Roma sono state accertate 136 voragini. Un fenomeno allarmante dato che le cosiddette “sinkholes” antropogeniche possono causare problemi non solo ai veicoli, ma alle persone. Data l’eventualità di incidenti, in diversi casi anche gravi.
Dal lontano 1960 ad agosto di questo anno, sono state censite 2.777 “sinkholes” in 120 realtà del Paese. Un fenomeno radicato particolarmente nelle città del Centro e in quelle più a Sud, considerando che oltre a Roma sono stati individuati ben 562 casi a Napoli, 150 a Cagliari e 72 a Palermo. Città importanti nelle quali il fenomeno dello “sprofondamento” appare più evidente. Eventi che, considerando gli esperti, prendono vita pericolosamente sotto delle fondazioni degli edifici e non sono subito individuabili, fino a compromettere, nei casi più gravi, la tenuta stessa degli stabili colpiti. Si verificano particolarmente anche in quei periodi condizionati da piogge intense. Anche nelle località del Centro-Nord si registrano dei casi. Situazioni purtroppo in aumento, sebbene i dati siano sempre più contenuti rispetto al Mezzogiorno.
Passando poi al consumo del suolo nelle Città metropolitane, le percentuali più elevate dello scorso anno sono state registrate a Napoli e Milano, rispettivamente 34,2% e 32,3%, mentre quella meno elevata è stata accertata a Palermo (5,9%). Valutando la perdita di servizi eco-sistemici tra il 2012 e il 2017, si parla di una valutazione variante tra i 348 e i 443 milioni di euro. Nel rapporto, ad esempio, si evidenzia che: “Il comune di Roma da solo, tra il 2016 e il 2017, ha perso un valore tra i 25 e i 30 milioni di euro.” Un contributo più rilevante di perdita di suolo nei Comuni metropolitani rispetto alla città capoluogo, poi, è stato accertato a Torino, Bari e Napoli, secondo quanto segnalato.

La qualità dell’aria

Altro tema rilevante dell’analisi è la presenza di polveri sottili nell’ambiente cittadino. Valutando quanto accertato sino allo scorso 10 dicembre 2018, in 19 località italiane sono stati superati i valori di PM10 concessi. Una in più rispetto al 2017. Per ben 87 volte a Brescia, presente al vertice di questa classifica degli sforamenti, seguita da Torino e Lodi. Al contrario, la migliore delle realtà italiane per qualità dell’aria è risultata Viterbo, dove il limite non è stato mai valicato, alla luce delle informazioni fornite.

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