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Cani in auto all’estero: il microchip

Dall’1 gennaio 2005 è necessario dotare il proprio amico a quattro zampe del microchip sottocute: è un dispositivo per identificare l’animale, a cui viene associato un codice a 15 cifre. L’alternativa è un tatuaggio chiaramente leggibile, ma deve essere stato apposto prima del 3 luglio 2011.

Il passaporto per il cane all’estero

Un po’ come avviene per le persone, anche i cani devono essere muniti di un passaporto, quando viaggiano all’estero. Questo documento deve riportare tutti i dati dell’animale: dalla specie alla razza, passando per il nome, la data di nascita ed eventuali segni particolari. Il passaporto viene rilasciato dai Servizi Veterinari dell’ASL di competenza e può essere rilasciato 21 giorni dopo aver effettuato la vaccinazione antirabbica. Tutti i campi di questo documento devono essere compilati in maniera indelebile e non devono essere presenti cancellature.

Cane in auto all’estero: viaggi extra UE

Queste normative scritte sopra sono valide per chi viaggia all’interno dell’Unione Europea, mentre per chi ha in programma un viaggio fuori dall’UE alcune regole potrebbero cambiare. Potrebbero venir richieste condizioni sanitarie particolare, per le quali servono ulteriori documenti. Come dicevamo, è meglio contattare l’ambasciata del Paese di destinazione, per ricevere tutte le informazioni dettagliate e non trovarsi delle brutte sorprese una volta arrivati in loco. [post_title] => Cane in auto all'estero: le norme da conoscere [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => cane-in-auto-allestero-le-norme-da-conoscere [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2018-12-26 11:21:36 [post_modified_gmt] => 2018-12-26 10:21:36 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=586165 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Cane in auto all’estero: le norme da conoscere

Dal passaporto ai consigli per andare fuori dall'UE

Come trasportare il cane in auto, quando si va all'estero? Ci sono alcune norme da seguire per non avere problemi quando si varca il confine italiano. Ma se si va in paesi extra UE è meglio contattare l'ambasciata di destinazione.
Cane in auto all’estero: le norme da conoscere

Siamo nel mezzo delle festività natalizie e molti italiani si muovono e raggiungono anche mete estere, per vivere qualche giorno di relax e ricaricare le batterie. Chi vuole portare il proprio cane in auto deve però rispettare alcune norme, per non incorrere in sanzioni. C’è una differenziazione tra paesi dell’Unione Europea e extra UE, per i quali è meglio contattare l’ambasciata del Paese di destinazione con un po’ d’anticipo, rispetto al viaggio.

Cani in auto all’estero: il microchip

Dall’1 gennaio 2005 è necessario dotare il proprio amico a quattro zampe del microchip sottocute: è un dispositivo per identificare l’animale, a cui viene associato un codice a 15 cifre. L’alternativa è un tatuaggio chiaramente leggibile, ma deve essere stato apposto prima del 3 luglio 2011.

Il passaporto per il cane all’estero

Un po’ come avviene per le persone, anche i cani devono essere muniti di un passaporto, quando viaggiano all’estero. Questo documento deve riportare tutti i dati dell’animale: dalla specie alla razza, passando per il nome, la data di nascita ed eventuali segni particolari.

Il passaporto viene rilasciato dai Servizi Veterinari dell’ASL di competenza e può essere rilasciato 21 giorni dopo aver effettuato la vaccinazione antirabbica. Tutti i campi di questo documento devono essere compilati in maniera indelebile e non devono essere presenti cancellature.

Cane in auto all’estero: viaggi extra UE

Queste normative scritte sopra sono valide per chi viaggia all’interno dell’Unione Europea, mentre per chi ha in programma un viaggio fuori dall’UE alcune regole potrebbero cambiare. Potrebbero venir richieste condizioni sanitarie particolare, per le quali servono ulteriori documenti.

Come dicevamo, è meglio contattare l’ambasciata del Paese di destinazione, per ricevere tutte le informazioni dettagliate e non trovarsi delle brutte sorprese una volta arrivati in loco.

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