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Una mostra piena di sorrisi

Coloro che sono accorsi in occasione dell'apertura della mostra, rappresentando i vari Club legati alla Scuderia Ferrari in tutta Europa, sono solo una parte dei tantissimi tifosi che ricordano le gesta di Schumacher. Hanno vissuto le sue imprese, hanno pianto e sorriso con lui e continuano a sostenerlo con messaggi di affetto. Del resto non si può dimenticare un uomo che vanta ben sette titoli mondiali di Formula 1. Un primato non ancora eguagliato. Sono numerosi anche i record stabiliti dal tedesco, considerando ad esempio le 91 vittorie ottenute e i 155 podi conseguiti in carriera, senza dimenticare poi che è stato uno degli ultimi sfidanti del compianto Ayrton Senna. Un altro mito della Formula 1 che ha segnato un'era. Schumacher del resto rappresenta un ponte tra la già tecnologica Formula 1 degli Anni 90 e quella estremamente sofisticata nonché ibrida del periodo più recente. Realizzata in collaborazione con la Fondazione Keep Fighting, la mostra dedicata al grande campione in occasione dei suoi 50 anni affianca al Museo di Maranello altre due interessanti esposizioni: una dedicata al fondatore della Scuderia e della casa "Driven by Enzo", quindi un'altra denominata "Passion and Legend". Tralasciando solo per un istante le monoposto guidate dal campione, colpiscono soprattutto i sorrisi immortalati del campione tedesco. Momenti che catturano lo sguardo dello spettatore, considerando il filmato proposto. Testimonanze di vittorie e successi. Trionfi legati anche a un aspetto più nascosto e altrettanto interessante, se non di più, del pilota di Kerpen: una sopraffina capacità di indirizzare lo sviluppo.

La riconoscibile firma di Schumi

Tra gli aspetti in evidenza spicca anche la sua attività da sviluppatore. Un aspetto spesso non troppo considerato eppure cruciale, non solo a livello sportivo ma anche produttivo. Pur avendo lasciato l'attività in pista, il tedesco restò a Maranello come collaboratore della Scuderia, fornendo anche indicazioni di messa a punto su alcune vetture di produzione come la 430 Scuderia del 2007, una delle vetture stradali più sofisticate e veloci prodotte della casa emiliana, quindi la California del 2008. Ritornando al lavoro in pista, nella Sala delle Vittorie figurano alcune delle monoposto più significative guidate nel corso dei suoi undici anni a Maranello. Partendo dalla sua prima monoposto, la F310 del lontano 1996, con questa conquistò i primi tre successi in rosso, quindi proseguendo con la F399 premiò il lavoro di squadra con la conquista del titolo Costruttori dopo anni di digiuno. Solo il preludio alla indimenticabile cinquina di titoli mondiali, in coincidenza del nuovo secolo, iniziando con la F1-2000. Quella della mitica “Alba Rossa”, dopo 21 anni dal titolo di Jody Scheckter. Non mancano le leggendarie F2002 e F2004, le monoposto dei record, per concludere questo piccolo percorso costellato di ricordi con la Ferrari 248 F1 del 2006, l'ultima vettura con cui il kaiser ha ottenuto un successo, il numero 72 conseguito con il Cavallino Rampante nell'appuntamento cinese di quella stagione. [post_title] => Ferrari con "Michael 50" ricorda il grande Schumacher [FOTO E VIDEO] [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => ferrari-con-michael-50-ricorda-il-grande-schumacher-foto-e-video [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-01-07 18:57:10 [post_modified_gmt] => 2019-01-07 17:57:10 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=587941 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Ferrari con “Michael 50” ricorda il grande Schumacher [FOTO E VIDEO]

Momenti intramontabili

La casa di Maranello, assieme alla Fondazione Keep Fighting, omaggia il campione di Kerpen con una mostra evento, in occasione dei suoi 50 anni. Il tedesco, a bordo delle vetture modenesi, ha conquistato cinque titoli mondiali consecutivi e sei campionati costruttori

“Michael 50”. È sufficiente il nome per identificare qualcuno di famiglia e Schumacher, dalle parti di Maranello, lo è. Resta uno della squadra, uno da tifare sempre come i campioni immortali. Rimane il kaiser della Formula 1.

Una mostra piena di sorrisi

Coloro che sono accorsi in occasione dell’apertura della mostra, rappresentando i vari Club legati alla Scuderia Ferrari in tutta Europa, sono solo una parte dei tantissimi tifosi che ricordano le gesta di Schumacher. Hanno vissuto le sue imprese, hanno pianto e sorriso con lui e continuano a sostenerlo con messaggi di affetto. Del resto non si può dimenticare un uomo che vanta ben sette titoli mondiali di Formula 1. Un primato non ancora eguagliato. Sono numerosi anche i record stabiliti dal tedesco, considerando ad esempio le 91 vittorie ottenute e i 155 podi conseguiti in carriera, senza dimenticare poi che è stato uno degli ultimi sfidanti del compianto Ayrton Senna. Un altro mito della Formula 1 che ha segnato un’era. Schumacher del resto rappresenta un ponte tra la già tecnologica Formula 1 degli Anni 90 e quella estremamente sofisticata nonché ibrida del periodo più recente.
Realizzata in collaborazione con la Fondazione Keep Fighting, la mostra dedicata al grande campione in occasione dei suoi 50 anni affianca al Museo di Maranello altre due interessanti esposizioni: una dedicata al fondatore della Scuderia e della casa “Driven by Enzo”, quindi un’altra denominata “Passion and Legend”.
Tralasciando solo per un istante le monoposto guidate dal campione, colpiscono soprattutto i sorrisi immortalati del campione tedesco. Momenti che catturano lo sguardo dello spettatore, considerando il filmato proposto. Testimonanze di vittorie e successi. Trionfi legati anche a un aspetto più nascosto e altrettanto interessante, se non di più, del pilota di Kerpen: una sopraffina capacità di indirizzare lo sviluppo.

La riconoscibile firma di Schumi

Tra gli aspetti in evidenza spicca anche la sua attività da sviluppatore. Un aspetto spesso non troppo considerato eppure cruciale, non solo a livello sportivo ma anche produttivo. Pur avendo lasciato l’attività in pista, il tedesco restò a Maranello come collaboratore della Scuderia, fornendo anche indicazioni di messa a punto su alcune vetture di produzione come la 430 Scuderia del 2007, una delle vetture stradali più sofisticate e veloci prodotte della casa emiliana, quindi la California del 2008.
Ritornando al lavoro in pista, nella Sala delle Vittorie figurano alcune delle monoposto più significative guidate nel corso dei suoi undici anni a Maranello. Partendo dalla sua prima monoposto, la F310 del lontano 1996, con questa conquistò i primi tre successi in rosso, quindi proseguendo con la F399 premiò il lavoro di squadra con la conquista del titolo Costruttori dopo anni di digiuno. Solo il preludio alla indimenticabile cinquina di titoli mondiali, in coincidenza del nuovo secolo, iniziando con la F1-2000. Quella della mitica “Alba Rossa”, dopo 21 anni dal titolo di Jody Scheckter. Non mancano le leggendarie F2002 e F2004, le monoposto dei record, per concludere questo piccolo percorso costellato di ricordi con la Ferrari 248 F1 del 2006, l’ultima vettura con cui il kaiser ha ottenuto un successo, il numero 72 conseguito con il Cavallino Rampante nell’appuntamento cinese di quella stagione.

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