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Targhe estere Milano: un fenomeno in crescita

Pur mancando ancora i dati del 2018, è aumentata sensibilmente negli ultimi anni questa pratica all’ombra della Madonnina, tanto che le multe spedite fuori confine sono passate dalle 94.000 del 2011 alle oltre 110.000 del 2017, come riportato dal sito Asaps. Un numero importante, che comprende da divieti di sosta ad eccessi di velocità, passando per gli ingressi per Area C. Non tutte queste sanzioni, fortunatamente, non vengono pagate, ma in media meno di un trasgressore su due salda regolarmente il dovuto. Tutte le altre multe restano inevase, appunto dai cosiddetti ‘furbetti’ della targa estera.

Targhe estere: il giro di vite del Decreto Sicurezza

Come è cambiata la legge? Si parla, in questo caso, dell’articolo 93 del Codice della Strada. Attraverso queste modifiche, viene sancito il divieto di circolazione in Italia con un veicolo immatricolato all’estero, per chi sia residente nel Paese da oltre 60 giorni. L’eccezione è valida solamente se a bordo c’è un documento di data certa, con firma dell’intestatario del mezzo, da cui “risulti il titolo e la durata della disponibilità del veicolo”. In questo modo è consentito l’utilizzo di un veicolo in leasing o a noleggio se lo si prende da un operatore costituito in altro Stato Ue o See (Spazio economico europeo) che non abbia sede secondaria o effettiva in Italia. Così come viene consentita la circolazione ad un veicolo con targa estera concesso in comodato da un’impresa Ue o See, sempre priva di sedi secondarie o effettive in Italia, a un suo lavoratore o collaboratore. [post_title] => Targhe estere: arrivano le prime multe anche a Milano [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => targhe-estere-arrivano-le-prime-multe-anche-a-milano [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-01-10 12:00:16 [post_modified_gmt] => 2019-01-10 11:00:16 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=589225 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Targhe estere: arrivano le prime multe anche a Milano

Prima multa milanese per un'auto con targa estera

Le multe per le auto con targa estera arrivano anche a Milano: la scorsa settimana, infatti, è arrivata la prima sanzione per un italiano al volante di una vettura romena. Ma il fenomeno è in continua espansione.
Targhe estere: arrivano le prime multe anche a Milano

Il Decreto Sicurezza sulle targhe estere ha colpito anche a Milano. La scorsa settimana, infatti, è arrivata la prima maxi multa (712 euro) per un cittadino italiano fermato al volante di una vettura con targa romena, nel capoluogo lombardo. L’obiettivo è eliminare (o almeno ridurre) i ‘furbetti’ che evitavano così di pagare bollo, revisione e spesso anche le multe.

Targhe estere Milano: un fenomeno in crescita

Pur mancando ancora i dati del 2018, è aumentata sensibilmente negli ultimi anni questa pratica all’ombra della Madonnina, tanto che le multe spedite fuori confine sono passate dalle 94.000 del 2011 alle oltre 110.000 del 2017, come riportato dal sito Asaps. Un numero importante, che comprende da divieti di sosta ad eccessi di velocità, passando per gli ingressi per Area C.

Non tutte queste sanzioni, fortunatamente, non vengono pagate, ma in media meno di un trasgressore su due salda regolarmente il dovuto. Tutte le altre multe restano inevase, appunto dai cosiddetti ‘furbetti’ della targa estera.

Targhe estere: il giro di vite del Decreto Sicurezza

Come è cambiata la legge? Si parla, in questo caso, dell’articolo 93 del Codice della Strada. Attraverso queste modifiche, viene sancito il divieto di circolazione in Italia con un veicolo immatricolato all’estero, per chi sia residente nel Paese da oltre 60 giorni.

L’eccezione è valida solamente se a bordo c’è un documento di data certa, con firma dell’intestatario del mezzo, da cui “risulti il titolo e la durata della disponibilità del veicolo”. In questo modo è consentito l’utilizzo di un veicolo in leasing o a noleggio se lo si prende da un operatore costituito in altro Stato Ue o See (Spazio economico europeo) che non abbia sede secondaria o effettiva in Italia.

Così come viene consentita la circolazione ad un veicolo con targa estera concesso in comodato da un’impresa Ue o See, sempre priva di sedi secondarie o effettive in Italia, a un suo lavoratore o collaboratore.

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