Porsche Top 5 Series: la massima sportività della 919 Hybrid Evo [VIDEO]

Messi in evidenza gli aspetti salienti

Un filmato dedicato al modello che omaggia i risultati sportivi conquistati dal prototipo da competizione nel WEC
Porsche Top 5 Series: la massima sportività della 919 Hybrid Evo [VIDEO]

Il legame tra Porsche e le gare di durata è particolare quanto coinvolgente. Non si parla solo di quanto conquistato negli anni, ma anche di quanto ottenuto di recente, sino a proporre un esempio estremo di tecnologia sportiva, rappresentato dalla 919 Hybrid Evo.

Una nuova icona del marchio

Accompagnati nell’occasione da Stephen Mitas, Technical Project Leader, oltre ai due piloti specialisti Timo Bernhard e Neel Jani, si percorre un piccolo viaggio attorno alle caratteristiche e alle qualità dinamiche espresse dalla vettura in pista.
Iniziando dalle sospensioni, figurano soluzioni ottimizzate proprio considerando la stessa architettura, in modo da massimizzare le prestazioni complessive e la tenuta, così come gli affinati elementi di congiunzione dei bracci, considerando le elevatissime prestazioni e il ruolo di un’efficiente base meccanica per conseguire il massimo risultato. Una lotta contro il cronometro costante e coinvolgente.
Importanti anche gli pneumatici, il quarto punto di questa disamina. Come per ogni atleta, anche nel caso di una vettura da competizione, seppur celebrativa, le “scarpe” risultano fattori importanti. In questo caso si tratta si specifiche Pilot Sport sviluppate da Michelin, che traducono su asfalto la forte spinta proposta dall’architettura propulsiva ibrida. Nel corso del filmato si fa cenno anche alla fase di pit-stop, uno degli numerosi aspetti cruciali all’interno di una competizione.
Giungendo sul podio si parla quindi di idraulica. Un termine nel gergo sportivo abbinato alla variegata architettura elettronica di un prototipo o di un’auto da competizione. Soluzioni che agiscono con le diverse componenti, come ad esempio un sistema di riduzione della resistenza che agisce in particolare sull’alettone posteriore, in simbiosi con l’aerodinamica complessiva del mezzo. Oppure un Brake-by-wire che agisce su tutte le ruote o una postazione di comando avveniristica ed essenziale, tramite cui il pilota può effettuare tutte le regolazioni necessarie durante le prove o gli appuntamenti di gara.
Si giunge di seguito all’aerodinamica, uno dei segreti più funzionali di un progetto ad elevate prestazioni. Serve un cuore potente, ma soprattutto una veste che traduca la spinta in modo progressivo e brillante. In questo caso si nota una configurazione schiacciata, filante e chiusa, con diversi elementi e un ampio diffusore che contribuisce nell’effetto deportante. Sul tracciato del Nürburgring, la Porsche 919 Hybrid Evo ha raggiunto ad esempio i 369 km/h di velocità massima.
Al vertice, infine, figura un cuore pulsante e potente. Un’architettura composta da un motore termico posizionato nella zona posteriore da 750 cavalli a cui sommare un’unità elettrica sull’assale anteriore da 440 cavalli, per complessivi 1160 cavalli di spinta.

Video: Porsche

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