DS e lo storico successo di classe al Rally del Marocco del 1975

La firma di Jean Deschazeaux

Un'ultima impresa a bordo di una DS 23, nonostante la produzione già ultimata. Il brand francese ricorda il lontano ed eclatante trionfo di categoria dell'equipaggio Deschazeaux-Plassard in Marocco
DS e lo storico successo di classe al Rally del Marocco del 1975

Jean Deschazeaux aveva già conquistato un successo, il primo per una SM, al Rally del Marocco del 1971. A distanza di quattro anni replicò l’impresa, a bordo di una DS 23. Ma il gusto di questo successo risultò del tutto particolare.

Il confronto

Tra i trionfi conquistati da vetture DS, quello del 1975 rappresentò il coronamento di un progetto distintivo per stile e carattere, dato che il citato successo di categoria, all’impegnativa tappa marocchina del 1975, giunse quando la produzione del modello era stata già ultimata. Ben tre mesi dopo.
L’impegno in terra africana risultava arduo, valutando un prologo di 296 km che spaziava da Casablanca a Rabat, quindi ulteriori 4.083 km di gara su terreno accidentato e a temperature piuttosto elevate. Le dure tappe tra Rabat e Marrakech di 1.982 km e tra Marrakech e Agadir di altri 1.805 km, erano le più temute e difficili in quella edizione del Rally del Marocco. Ma la “dea” riuscì a imporsi anche in quell’occasione. Figuravano 105 vetture all’avvio, compresa la DS 23 affidata all’equipaggio Deschazeaux-Plassard. Una vettura non nuova e strettamente di serie, contro altre spinte persino da unità di 193 cavalli, assistite da esperti, tecnici e personale dotato anche di un elicottero. Allora Jacques Wolgensinger, pensando a quella competizione, utilizzò l’espressione “Davide contro Golia” per descrivere meglio la sfida, come ricordato dalla casa.

Prima di classe

Deschazeaux condusse la DS 23 tra le sole 15 auto classificate, al primo posto tra i mezzi di serie e quarta assoluta nell’occasione. L’ultimo sigillo della storica DS nell’epopea rallistica degli anni ’70. Un risultato ragguardevole, se si considera la presenza di vetture strettamente preparate per quella competizione. Apparve sorprendente che un veicolo di serie e neanche dotato di assistenza (dato che il capo della scuderia, Marlene Cotton, allora fornì suggerimenti via telefono da Parigi, secondo quanto si ricorda), fosse in grado di mostrare un consistenza e prestazioni così rilevanti.
Nell’occasione, riportando quanto citato dalla casa, la vettura fu anche verificata pezzo per pezzo dai giudici di gara. Non fu riscontrato nulla, accertando che effettivamente si trattava di un modello di serie.
Un trionfo, l’ultimo dunque in Marocco, per una DS 23 in vetta alla classifica “turismo di serie”. Un sigillo successivo a quanto già mostrato da altri esemplari sull’asfalto di Monte Carlo o nelle grandi classiche stradali, tipo Liegi-Sofia-Liegi o nell’East-African Safari, imponendosi in più occasioni e con vent’anni di esperienza nello sviluppo di soluzioni funzionali per il comfort e le prestazioni complessive.

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