WP_Post Object ( [ID] => 597530 [post_author] => 40 [post_date] => 2019-02-06 14:47:54 [post_date_gmt] => 2019-02-06 13:47:54 [post_content] => Tanti ricordi nel corso di cento anni di storia. Eventi, progetti, scoperte e voglia di innovare seguendo i passi intrapresi dall'iniziatore. Citroën rievoca la figura del suo fondatore, offrendo una sintetica biografia prima della grande avventura automobilistica.

Sotto il segno delle cuspidi

Appartenente a una famiglia di origini olandesi, André Gustave Citroën nacque a Parigi nella notte a cavallo tra il 4 il 5 febbraio del 1878. Inizialmente la famiglia non aveva un cognome, sino all'istituzione di un'anagrafe che riguardò Francia e Olanda dal 1811. Molti scelsero termini legati alla loro professione. Citroen, all'inizio senza dieresi significava “limone” e, propriamente, fu scelto dal nonno di André Gustave per poter inizialmente sposare l'amata Netje, abbandonando il cognome di suo padre Roelof che era un venditore di frutta esotica. Una scelta condizionata anche dal padre della sposa, un grossista che non voleva avere per genero un tizio con un cognome da fruttivendolo, da quanto emerso. Il padre di André Gustave, Levie, era però un commerciante in pietre preziose, figlio a sua volta di un orafo, un certo Barend. Citroen, senza dieresi sull'ultima vocale, fu dunque il cognome che in forma leggermente mutata avrebbe ereditato in seguito lo stesso André Gustave, attraverso il nonno. La dieresi comparve in Francia, quando il citato Barend decise di dare un aspetto francese al cognome, dopo essersi trasferito in terra transalpina dalla Polonia. Terra in cui si era trasferito precedentemente unendosi in matrimonio con una certa Masza Amalia Kleimann, nonna del futuro fondatore del marchio transalpino. André Gustave, ultimo dei cinque figli di Levie Citroën, dimostrò poca attitudine da subito per il lavoro di commerciante di gioielli svolto dal padre, mentre era affascinato dai racconti di Jules Verne e dalle scoperte tecnologiche a cavallo tra Ottocento e Novecento. Non ebbe dubbi su cosa studiare e, dopo aver frequentato l'illustre École Polytechnique di Parigi, si laureò in ingegneria all'inizio del Novecento. Fu proprio nel 1900 che un viaggio in Polonia per andare a trovare la sorella, consentì ad André Gustave Citroën di visitare alcune realtà industriali attive nella meccanica di precisione vicino a Varsavia. In un'azienda scoprì qualcosa che avrebbe poi avuto un valore rilevante nel dare vita alla sua attività e ne acquistò il brevetto: "un nuovo tipo di ingranaggio, con i denti a cuspide, capace di moltiplicare la superficie d’appoggio tra i denti riducendo al contempo l’ingombro delle scatole destinate a contenerlo". La sua prima officina, inaugurata nel 1902, riportava in omaggio a quell'ingranaggio rivoluzionario proprio il simbolo del Doppio Chevron, ovvero due "V" incolonnate e rovesciate, che rappresentano simbolicamente gli ingranaggi a cuspide. Secondo lo stesso fondatore, offrivano un'idea di: "Due teste di freccia naturalmente puntate verso l’alto". [post_title] => André Gustave Citroën: l'uomo che diede inizio alla storia del Doppio Chevron [FOTO] [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => andre-gustave-citroen-luomo-che-diede-inizio-alla-storia-del-doppio-chevron-foto [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-02-06 14:47:54 [post_modified_gmt] => 2019-02-06 13:47:54 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=597530 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

André Gustave Citroën: l’uomo che diede inizio alla storia del Doppio Chevron [FOTO]

Un ricordo del fondatore nell'anno del Centenario

La casa francese ricorda l'iniziatore del suo lungo percorso. L'innovatore André Gustave Citroën

Tanti ricordi nel corso di cento anni di storia. Eventi, progetti, scoperte e voglia di innovare seguendo i passi intrapresi dall’iniziatore. Citroën rievoca la figura del suo fondatore, offrendo una sintetica biografia prima della grande avventura automobilistica.

Sotto il segno delle cuspidi

Appartenente a una famiglia di origini olandesi, André Gustave Citroën nacque a Parigi nella notte a cavallo tra il 4 il 5 febbraio del 1878. Inizialmente la famiglia non aveva un cognome, sino all’istituzione di un’anagrafe che riguardò Francia e Olanda dal 1811. Molti scelsero termini legati alla loro professione. Citroen, all’inizio senza dieresi significava “limone” e, propriamente, fu scelto dal nonno di André Gustave per poter inizialmente sposare l’amata Netje, abbandonando il cognome di suo padre Roelof che era un venditore di frutta esotica. Una scelta condizionata anche dal padre della sposa, un grossista che non voleva avere per genero un tizio con un cognome da fruttivendolo, da quanto emerso.
Il padre di André Gustave, Levie, era però un commerciante in pietre preziose, figlio a sua volta di un orafo, un certo Barend. Citroen, senza dieresi sull’ultima vocale, fu dunque il cognome che in forma leggermente mutata avrebbe ereditato in seguito lo stesso André Gustave, attraverso il nonno. La dieresi comparve in Francia, quando il citato Barend decise di dare un aspetto francese al cognome, dopo essersi trasferito in terra transalpina dalla Polonia. Terra in cui si era trasferito precedentemente unendosi in matrimonio con una certa Masza Amalia Kleimann, nonna del futuro fondatore del marchio transalpino.
André Gustave, ultimo dei cinque figli di Levie Citroën, dimostrò poca attitudine da subito per il lavoro di commerciante di gioielli svolto dal padre, mentre era affascinato dai racconti di Jules Verne e dalle scoperte tecnologiche a cavallo tra Ottocento e Novecento.
Non ebbe dubbi su cosa studiare e, dopo aver frequentato l’illustre École Polytechnique di Parigi, si laureò in ingegneria all’inizio del Novecento. Fu proprio nel 1900 che un viaggio in Polonia per andare a trovare la sorella, consentì ad André Gustave Citroën di visitare alcune realtà industriali attive nella meccanica di precisione vicino a Varsavia. In un’azienda scoprì qualcosa che avrebbe poi avuto un valore rilevante nel dare vita alla sua attività e ne acquistò il brevetto: “un nuovo tipo di ingranaggio, con i denti a cuspide, capace di moltiplicare la superficie d’appoggio tra i denti riducendo al contempo l’ingombro delle scatole destinate a contenerlo”.
La sua prima officina, inaugurata nel 1902, riportava in omaggio a quell’ingranaggio rivoluzionario proprio il simbolo del Doppio Chevron, ovvero due “V” incolonnate e rovesciate, che rappresentano simbolicamente gli ingranaggi a cuspide. Secondo lo stesso fondatore, offrivano un’idea di: “Due teste di freccia naturalmente puntate verso l’alto”.

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