Ponte di Genova: partita la demolizione del moncone a Ovest

Il premier Conte: "E' il riscatto di Genova, della Liguria e dell'Italia"

Avviata la fase di demolizione del fronte presente a Ovest. Una parte del ponte crollato lo scorso 14 agosto sul Polcevera. I lavori a Est prospettati a metà aprile
Ponte di Genova: partita la demolizione del moncone a Ovest

Si stima un tempo di circa 8 ore per rimuovere e posare l’impalcato che svetta a Ovest. Uno dei monconi dell’ex ponte, di quel viadotto che una volta era chiamato affettuosamente “ponte di Brooklyn”, sopra una parte di Genova che non dimenticherà mai. I lavori di demolizione di uno dei monconi rimasti del ponte, quello a Ovest appunto, è partita nella mattinata alla presenza del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, del sindaco e commissario alla ricostruzione, Marco Bucci, quindi del governatore della Liguria, Giovanni Toti.

Le reazioni

Quasi 60 addetti delle imprese Omini e Fagioli, che si occuperanno di questa fase di demolizione assieme a Ipe progetti, sono presenti sul posto per queste prime delicate operazioni. Una giornata che rappresenta l’inizio visibile di un nuovo capitolo. Lo stesso premier ha sottolineato: “La demolizione del ponte è un momento importante. E’ il riscatto di Genova, della Liguria e dell’Italia”, come riportato dai colleghi dell’agenzia ANSA. Lo stesso presidente del Consiglio ha auspicato che il processo di demolizione e anche quello di ricostruzione avvenga nel minor tempo possibile, come segnalato da diversi organi di stampa nazionale, considerando l’attenzione mediatica di questo intervento. Augurando che i lavori possano essere ultimati entro l’anno e che il nuovo ponte possa essere già percorribile l’anno prossimo.
Sullo stesso argomento, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha prospettato collaudi e percorribilità all’inizio del 2020, nel caso i tempi siano rispettati. Presente anche lui a Genova, si è soffermato anche sui costi dell’operazione: “Questo ponte non lo sta pagando lo Stato. Circa 200 milioni sono già stati dati agli sfollati, nelle prossime ore arriverà un altro bonifico da parte di chi doveva gestire questa infrastruttura e non l’ha fatto per mettere soldi anche per ricostruire il ponte.” Segnalando anche il potenziale sblocco di quasi 500 milioni, congelati nella legge di Bilancio e indirizzati verso altre grandi opere, come riportato ancora dall’ANSA.
Soddisfatto della “vicinanza del governo” il sindaco di Genova, Marco Bucci, che è anche commissario straordinario alla ricostruzione del ponte. Un gesto che segnala una produttiva collaborazione e offre anche un segnale al Paese. E anche il governatore della Liguria, Giovanni Toti, presente all’inizio di questa nuova fase ha rimarcato: “Saranno giorni importanti fino a quando il ponte sarà completamente ricostruito, ma direi che questa è la dimostrazione che si rispettano i tempi e le promesse e che Genova può guardare al futuro con ottimismo”, come indicato ancora dall’agenzia.

L’incidente probatorio

Sempre in giornata, intanto, è partita l’udienza di incidente probatorio relativa alle indagini sul crollo del viadotto Morandi sul Polcevera. Nell’occasione sono emerse anche le tempistiche di demolizione dell’altro versante a Est, quello più vicino alle abitazioni. Secondo quanto riportato dai colleghi di “Repubblica”, la prima demolizione impiegando dell’esplosivo risulta programmata per il 15 aprile e l’ultima il 28 maggio, considerando quanto segnalato.
Davanti al giudice dell’udienza preliminare sono intervenuti, assieme ai pm, i periti, consulenti e alcuni familiari delle vittime del crollo, dato che molti hanno già definito la questione dei risarcimenti con la società Autostrade, da quanto si è appreso.

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