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Uno dei miti di Maranello

Accostata alle altre iniziative del Museo Ferrari intitolate "Driven by Enzo", che ricorda anche il fondatore del marchio modenese omaggiato di recente in occasione dei 121 anni dalla nascita e "Passion and Legend", che mette in evidenza l'arte costruttiva del Cavallino Rampante; la mostra dedicata al leggendario pilota tedesco mette in evidenza non solo la grande personalità sportiva e il suo talento già noti, ma anche il lavoro certosino compiuto al di fuori della pista. Ad esempio la dedizione nello sviluppo di alcuni modelli della produzione. Dopo aver lasciato temporaneamente l'impegno sui tracciati di gara e prima di rientrare successivamente in pista, Schumacher è stato infatti consulente della Scuderia e del marchio stesso, per affinare alcune soluzioni studiate su vetture come la prestazionale 430 Scuderia del 2007 e poi, l'anno successivo, sulla California. Nel corso dei suoi undici anni in rosso, Schumacher ha guidato diverse monoposto e le più rappresentative sono state radunate nella Sala delle Vittorie, per richiamare i forti ricordi delle sue imprese. Dalla più datata F310 risalente al 1996, sulla quale conquistò tre successi nell'arco della sua prima stagione con la Scuderia Ferrari, passando per la F399 e al titolo Costruttori portato a Maranello nel 1999. Prima del poderoso assolo durato sino al 2004 e iniziato nel 2000 a bordo della F1-2000, anche questa presente, nella indimenticabile "Alba Rossa" in Giappone, vincendo il titolo mondiale a 21 anni di distanza da quello conquistato da Jody Scheckter nel lontano 1979. Immancabili anche le due monoposto più vincenti condotte dal tedesco, la F2002 e la F2004, con cui ha siglato diversi primati. Dunque una 248 F1 del 2006, sulla quale ha ottenuto la sua ultima vittoria in rosso, la 72/a complessiva da quanto ricordato. [post_title] => Ferrari: prorogata la mostra "Michael 50" per il grande successo registrato [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => ferrari-prorogata-la-mostra-michael-50-per-il-grande-successo-registrato [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-02-20 18:50:06 [post_modified_gmt] => 2019-02-20 17:50:06 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=602430 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Ferrari: prorogata la mostra “Michael 50” per il grande successo registrato

Protratta fino al 30 aprile

L'esposizione dedicata al noto campione di Kerpen, inaugurata in occasione del suo cinquantesimo compleanno, resterà accessibile sino al 30 aprile
Ferrari: prorogata la mostra “Michael 50” per il grande successo registrato

Realizzata in collaborazione con la Fondazione Keep Fighting, “Michael 50” è una mostra che ricorda le imprese del campione tedesco Michael Schumacher. Lo scorso 3 gennaio ha compiuto 50 anni. L’esposizione, ospitata dal Museo Ferrari, raccoglie i momenti, le monoposto e le vetture legate all’asso di Kerpen. Uno dei piloti più vincenti della Formula 1 e autore di numerosi trionfi e primati, a bordo delle vetture realizzate dalla Scuderia del Cavallino Rampante. Considerando il successo, secondo quanto segnalato da Ferrari, l’esposizione risulta prorogata fino al 30 aprile.

Uno dei miti di Maranello

Accostata alle altre iniziative del Museo Ferrari intitolate “Driven by Enzo”, che ricorda anche il fondatore del marchio modenese omaggiato di recente in occasione dei 121 anni dalla nascita e “Passion and Legend”, che mette in evidenza l’arte costruttiva del Cavallino Rampante; la mostra dedicata al leggendario pilota tedesco mette in evidenza non solo la grande personalità sportiva e il suo talento già noti, ma anche il lavoro certosino compiuto al di fuori della pista. Ad esempio la dedizione nello sviluppo di alcuni modelli della produzione. Dopo aver lasciato temporaneamente l’impegno sui tracciati di gara e prima di rientrare successivamente in pista, Schumacher è stato infatti consulente della Scuderia e del marchio stesso, per affinare alcune soluzioni studiate su vetture come la prestazionale 430 Scuderia del 2007 e poi, l’anno successivo, sulla California.
Nel corso dei suoi undici anni in rosso, Schumacher ha guidato diverse monoposto e le più rappresentative sono state radunate nella Sala delle Vittorie, per richiamare i forti ricordi delle sue imprese. Dalla più datata F310 risalente al 1996, sulla quale conquistò tre successi nell’arco della sua prima stagione con la Scuderia Ferrari, passando per la F399 e al titolo Costruttori portato a Maranello nel 1999. Prima del poderoso assolo durato sino al 2004 e iniziato nel 2000 a bordo della F1-2000, anche questa presente, nella indimenticabile “Alba Rossa” in Giappone, vincendo il titolo mondiale a 21 anni di distanza da quello conquistato da Jody Scheckter nel lontano 1979. Immancabili anche le due monoposto più vincenti condotte dal tedesco, la F2002 e la F2004, con cui ha siglato diversi primati. Dunque una 248 F1 del 2006, sulla quale ha ottenuto la sua ultima vittoria in rosso, la 72/a complessiva da quanto ricordato.

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