WP_Post Object ( [ID] => 606017 [post_author] => 40 [post_date] => 2019-03-01 19:00:37 [post_date_gmt] => 2019-03-01 18:00:37 [post_content] => Si narra di vetture con distintive configurazioni, tornando agli albori delle storiche auto DS. Si narra di idee sviluppate da artisti del tratto grafico e della progettazione come Le Corbusier, al secolo Charles-Édouard Jeanneret-Gris. Oppure dell'abilissimo Flaminio Bertoni, che firmò appunto l'originaria DS.

Il volante monorazza

Flaminio Bertoni potrebbe aver tratto ispirazione da uno degli schizzi di "Voiture type A" o "Voiture type B", ipotizzate dal grande architetto Le Corbusier, per dare forma nel 1952 a un caratteristico tipo di volante dedicato all'innovativa DS. Una vettura quasi definita in quel periodo, vicina alla realizzazione. Lo stesso Charles-Édouard Jeanneret-Gris, meglio noto con l'appellativo Le Corbusier, oltre alle sue celebri opere architettoniche aveva immaginato intorno al 1936 delle possibile automobili di nuova concezione. Degli esemplari caratterizzati da sbalzi contenuti, un grande abitacolo e una peculiare fila di sedute anteriori "a tre", all'interno di un progetto spinto da motore posteriore. Aspetti non troppo distanti da quanto studiato anche dal Centro Studi Citroën, considerando lo sviluppo di TPV e VGD, prima dell'effettiva DS. Bertoni valutò, parlando del volante, una soluzione "monorazza". Un sistema considerato funzionale anche perché, a prescindere dall'eleganza stilistica anche valutando la maggior visibilità concessa verso la strumentazione, questo elemento fu pensato per "risultare flessibile in caso di incidente", contenendo eventuali danni all'altezza del torace. La stessa razza e l'assenza di un poggiagomito sul lato guida, poi, invitavano il guidatore a mantenere sempre le mani sul volante, come ricordato dal marchio francese. Questo sterzo, dopo essere stato inizialmente abbracciato da un filo di nylon bianco, fu nastrato sempre con materiale in tinta chiara e poi scura sino la 1971, quando fu introdotto un nuovo volante con un design ridefinito. Un elemento caratterizzato adesso da una morbida schiuma poliuretanica. Il marchio DS nell'occasione ha rievocato anche un altro episodio interessante: i tecnici di allora, oltre a un sofisticato impianto idraulico, stavano sviluppando "un sistema di sterzatura ad assistenza totale". Un concetto di tipo aeronautico legato a un comando simile a una cloche. Effettuando alcuni test, però, gli stessi esperti ne slittarono l'impiego a distanza di tempo sulla SM, considerandola una soluzione non ancora indicata per una vasta platea, da quanto segnalato. [post_title] => DS: tra i ricordi del passato figura lo sviluppo di un volante monorazza [FOTO] [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => ds-tra-i-ricordi-del-passato-figura-lo-sviluppo-di-un-volante-monorazza-foto [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-03-01 19:00:37 [post_modified_gmt] => 2019-03-01 18:00:37 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=606017 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

DS: tra i ricordi del passato figura lo sviluppo di un volante monorazza [FOTO]

Citando Le Corbusier e Flaminio Bertoni

Un nuovo aneddoto legato alla storica DS. Si parla in particolare di uno degli elementi nevralgici dell'auto, dotato anche di un design caratteristico

Si narra di vetture con distintive configurazioni, tornando agli albori delle storiche auto DS. Si narra di idee sviluppate da artisti del tratto grafico e della progettazione come Le Corbusier, al secolo Charles-Édouard Jeanneret-Gris. Oppure dell’abilissimo Flaminio Bertoni, che firmò appunto l’originaria DS.

Il volante monorazza

Flaminio Bertoni potrebbe aver tratto ispirazione da uno degli schizzi di “Voiture type A” o “Voiture type B”, ipotizzate dal grande architetto Le Corbusier, per dare forma nel 1952 a un caratteristico tipo di volante dedicato all’innovativa DS. Una vettura quasi definita in quel periodo, vicina alla realizzazione. Lo stesso Charles-Édouard Jeanneret-Gris, meglio noto con l’appellativo Le Corbusier, oltre alle sue celebri opere architettoniche aveva immaginato intorno al 1936 delle possibile automobili di nuova concezione. Degli esemplari caratterizzati da sbalzi contenuti, un grande abitacolo e una peculiare fila di sedute anteriori “a tre”, all’interno di un progetto spinto da motore posteriore. Aspetti non troppo distanti da quanto studiato anche dal Centro Studi Citroën, considerando lo sviluppo di TPV e VGD, prima dell’effettiva DS.
Bertoni valutò, parlando del volante, una soluzione “monorazza”. Un sistema considerato funzionale anche perché, a prescindere dall’eleganza stilistica anche valutando la maggior visibilità concessa verso la strumentazione, questo elemento fu pensato per “risultare flessibile in caso di incidente”, contenendo eventuali danni all’altezza del torace. La stessa razza e l’assenza di un poggiagomito sul lato guida, poi, invitavano il guidatore a mantenere sempre le mani sul volante, come ricordato dal marchio francese.
Questo sterzo, dopo essere stato inizialmente abbracciato da un filo di nylon bianco, fu nastrato sempre con materiale in tinta chiara e poi scura sino la 1971, quando fu introdotto un nuovo volante con un design ridefinito. Un elemento caratterizzato adesso da una morbida schiuma poliuretanica.
Il marchio DS nell’occasione ha rievocato anche un altro episodio interessante: i tecnici di allora, oltre a un sofisticato impianto idraulico, stavano sviluppando “un sistema di sterzatura ad assistenza totale”. Un concetto di tipo aeronautico legato a un comando simile a una cloche. Effettuando alcuni test, però, gli stessi esperti ne slittarono l’impiego a distanza di tempo sulla SM, considerandola una soluzione non ancora indicata per una vasta platea, da quanto segnalato.

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