WP_Post Object ( [ID] => 610486 [post_author] => 40 [post_date] => 2019-03-11 14:57:10 [post_date_gmt] => 2019-03-11 13:57:10 [post_content] => La sigla 917 per gli appassionati delle gare Endurance risulta mitologica, inconfondibile. Una delle denominazioni più vincenti nella storia delle corse di durata e nelle classiche più impegnative di livello mondiale. Il Museo Porsche ricorda un dei prototipi da competizione più celebri, introdotto ben 50 anni fa al Salone di Ginevra del 1969, precisamente il 12 marzo. Un anniversario celebrato tramite esposizioni dedicate dal 14 maggio al 15 settembre, un'esclusiva concept car mostrata in omaggio al primo successo sul tracciato di Le Mans nel 1970, ma soprattutto il restauro dell'esemplare 917-001 riportato alla forma originaria.

Un modello vincente

Già dal primo anno d'attività nel 1969, l'affermazione alla 1.000 chilometri di Zeltweg in Austria aveva segnalato le grandi doti dinamiche della 917 e la consacrazione avvenne nel 1970 con la prestigiosa vittoria alla 24 Ore di Le Mans firmata da Hans Herrmann e Richard Attwood. Impresa poi ripetuta anche nel 1971 dal Dr. Helmut Marko e Gijs van Lennep. Le versioni 917/10 e 917/30 turbo da oltre 1.000 cavalli rappresentarono alti capitoli evolutivi, in evidenza nelle serie nordamericane della CanAm con protagonisti George Follmer e Mark Donohue nel 1972 e poi nel 1973, ma anche in appuntamenti europei. La casa sottolinea anche i benefici derivanti dallo sviluppo della tecnologia turbo-compressa a livello sportivo, considerando che una variante di questa tecnologia presente sugli esemplari 917 fu introdotta nel lontano 1974 sulla prima 911 Turbo.

Gli appuntamenti al Porsche Museum

"Colors of Speed - 50 Years of the 917" rappresenta una serie di appuntamenti collegati al citato modello, ben 14, previsti dal 14 maggio al 15 settembre, secondo quanto anticipato. Esibizioni in cui è possibile ammirare dieci esemplari delle storiche 917 per complessivi 7.795 cavalli di potenza, nonché altri oggetti e articoli legati alla storia dell'esemplare celebrato. Ricordando poi il primo prestigioso successo alla maratona de la Sarthe, è mostrata per la prima volta una suggestiva concept car siglata ancora 917. Un esemplare inedito, che da quanto appreso resterà solo uno studio concettuale realizzato da alcuni designer e ingegneri del marchio. Un prototipo dotato di una combinazione cromatica rossa e bianca, come quella del primo esemplare vittorioso all'appuntamento transalpino.

La Porsche 917-001

Presentata come accennato 50 anni fa, la 917-001 risulta la prima di 25 esemplari di Gruppo 4, utili per l'omologazione, realizzati dal team guidato allora da Hans Mezger, che era anche il responsabile dello sviluppo del propulsore a dodici cilindri. All'inizio, nel 1969, l'esemplare esposto a Ginevra era distinguibile da una tinta bianca accompagnata da una zona anteriore dipinta di verde. Ma già al Salone di Francoforte dello stesso anno assieme al bianco comparve invece una tinta arancione. E successivamente, quando la gestione fu affidata al team J.W. Automotive Engineering guidato da Briton John Wyer, comparve la mitica livrea Gulf ricordata ancora oggi da molti appassionati. La 917-001 fu rielaborata nella variante a "coda corta" già nel settembre del 1970 e affidata ai piloti Hans Herrmann e Richard Attwood e così resto con la veste da gara vittoriosa a Le Mans e il numero 23, prima della consegna al Porsche Salzburg nel successivo ottobre, da quanto segnalato. Gli esperti di restauro e gli specialisti di Zuffenhausen e Weissach hanno lavorato per oltre un anno, con l'obiettivo di ripristinare l'esemplare allo stato originario, considerando le diverse modifiche accennate ma anche la valutazione di ogni componente, cercando di preservare al massimo le parti già presenti e originali. Utilizzando le tecnologie 3D e rivedendo i progetti, i tecnici sono riusciti a riportare allo stato primordiale ogni dettaglio della vettura, ridonandole l'aspetto di 50 anni prima in vista dell'esposizione al Porsche Museum. [post_title] => Porsche 917: i 50 anni di una leggenda del motorsport [FOTO] [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => porsche-917-i-50-anni-di-una-leggenda-del-motorsport-foto [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-03-11 14:57:10 [post_modified_gmt] => 2019-03-11 13:57:10 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=610486 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Porsche 917: i 50 anni di una leggenda del motorsport [FOTO]

Il restauro della 001 e un'inedita concept car celebrativa

La casa tedesca ricorda una delle vetture più vincenti della sua storia sportiva, presentata 50 anni fa a Ginevra

La sigla 917 per gli appassionati delle gare Endurance risulta mitologica, inconfondibile. Una delle denominazioni più vincenti nella storia delle corse di durata e nelle classiche più impegnative di livello mondiale. Il Museo Porsche ricorda un dei prototipi da competizione più celebri, introdotto ben 50 anni fa al Salone di Ginevra del 1969, precisamente il 12 marzo. Un anniversario celebrato tramite esposizioni dedicate dal 14 maggio al 15 settembre, un’esclusiva concept car mostrata in omaggio al primo successo sul tracciato di Le Mans nel 1970, ma soprattutto il restauro dell’esemplare 917-001 riportato alla forma originaria.

Un modello vincente

Già dal primo anno d’attività nel 1969, l’affermazione alla 1.000 chilometri di Zeltweg in Austria aveva segnalato le grandi doti dinamiche della 917 e la consacrazione avvenne nel 1970 con la prestigiosa vittoria alla 24 Ore di Le Mans firmata da Hans Herrmann e Richard Attwood. Impresa poi ripetuta anche nel 1971 dal Dr. Helmut Marko e Gijs van Lennep.
Le versioni 917/10 e 917/30 turbo da oltre 1.000 cavalli rappresentarono alti capitoli evolutivi, in evidenza nelle serie nordamericane della CanAm con protagonisti George Follmer e Mark Donohue nel 1972 e poi nel 1973, ma anche in appuntamenti europei. La casa sottolinea anche i benefici derivanti dallo sviluppo della tecnologia turbo-compressa a livello sportivo, considerando che una variante di questa tecnologia presente sugli esemplari 917 fu introdotta nel lontano 1974 sulla prima 911 Turbo.

Gli appuntamenti al Porsche Museum

“Colors of Speed – 50 Years of the 917” rappresenta una serie di appuntamenti collegati al citato modello, ben 14, previsti dal 14 maggio al 15 settembre, secondo quanto anticipato. Esibizioni in cui è possibile ammirare dieci esemplari delle storiche 917 per complessivi 7.795 cavalli di potenza, nonché altri oggetti e articoli legati alla storia dell’esemplare celebrato. Ricordando poi il primo prestigioso successo alla maratona de la Sarthe, è mostrata per la prima volta una suggestiva concept car siglata ancora 917. Un esemplare inedito, che da quanto appreso resterà solo uno studio concettuale realizzato da alcuni designer e ingegneri del marchio. Un prototipo dotato di una combinazione cromatica rossa e bianca, come quella del primo esemplare vittorioso all’appuntamento transalpino.

La Porsche 917-001

Presentata come accennato 50 anni fa, la 917-001 risulta la prima di 25 esemplari di Gruppo 4, utili per l’omologazione, realizzati dal team guidato allora da Hans Mezger, che era anche il responsabile dello sviluppo del propulsore a dodici cilindri.
All’inizio, nel 1969, l’esemplare esposto a Ginevra era distinguibile da una tinta bianca accompagnata da una zona anteriore dipinta di verde. Ma già al Salone di Francoforte dello stesso anno assieme al bianco comparve invece una tinta arancione. E successivamente, quando la gestione fu affidata al team J.W. Automotive Engineering guidato da Briton John Wyer, comparve la mitica livrea Gulf ricordata ancora oggi da molti appassionati.
La 917-001 fu rielaborata nella variante a “coda corta” già nel settembre del 1970 e affidata ai piloti Hans Herrmann e Richard Attwood e così resto con la veste da gara vittoriosa a Le Mans e il numero 23, prima della consegna al Porsche Salzburg nel successivo ottobre, da quanto segnalato.
Gli esperti di restauro e gli specialisti di Zuffenhausen e Weissach hanno lavorato per oltre un anno, con l’obiettivo di ripristinare l’esemplare allo stato originario, considerando le diverse modifiche accennate ma anche la valutazione di ogni componente, cercando di preservare al massimo le parti già presenti e originali. Utilizzando le tecnologie 3D e rivedendo i progetti, i tecnici sono riusciti a riportare allo stato primordiale ogni dettaglio della vettura, ridonandole l’aspetto di 50 anni prima in vista dell’esposizione al Porsche Museum.

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