WP_Post Object ( [ID] => 611924 [post_author] => 8 [post_date] => 2019-03-15 17:26:49 [post_date_gmt] => 2019-03-15 16:26:49 [post_content] => La nuova Volkswagen T-Cross rappresenta un passo in avanti già di per sé. Non lasciatevi ingannare dalla somiglianza del nome con la T-Roc, perché le differenze vanno ben oltre le lettere del nome. La T-Cross non è semplicemente una versione più compatta del SUV della casa, ma è un primo passo nella crescita della così detta T-Family (Tiguan, Touareg e T-Roc), in particolare dal punto di vista del design. Da quello tecnologico è quasi superfluo sottolineare come la T-Cross avrà a disposizione numerosi extra, tra ADAS e personalizzazione e motori, ma già guardandola si intuisce la strada che la casa di Wolfsburg vorrà intraprendere nei prossimi anni. Quindi, per iniziare questo nostro test drive in anteprima, inizieremo proprio dall’estetica.

La Volkswagen T-Cross è familiare, ma è anche diversa

Dal punto di vista delle dimensioni, la Volkswagen T-Cross è più grande della Polo (54 mm in lunghezza e 138 mm in altezza), ma è comunque più compatta della T-Roc di ben 12 cm in lunghezza. Merito in particolare della nuova piattaforma sulla quale è stata sviluppata, che ha consentito di spostare sensibilmente gli assali, in modo da aumentare il passo (2,56 m) e, di conseguenza, lo spazio interno della vettura. Nonostante le sue ovvie somiglianze con il resto della T-Family, la T-Cross si distingue prima di tutto per la sua zona frontale. La griglia rispetta la filosofia di design delle produzioni più recenti, ma rispetto alla sorella più grande va ad includere dei nuovi fari, dalla forma più moderna e accattivante. Sia sulla fiancata che sul retro troviamo diversi elementi orizzontali, così da sviluppare in quel senso la silhouette della vettura. Soprattutto sul posteriore troviamo una fascia riflettente inclusa in una mascherina nera, molto alla moda e ricercata sul mercato attuale. Da notare anche i rinnovati gruppi ottici, studiati in modo da essere inclusi in maniera molto piacevole proprio a questa cornice nera. Tornando per un momento al discorso dello spazio a disposizione, questo si propone a livelli molto buoni anche prendendo in considerazione il bagagliaio. Questo anche grazie alla panca di sedili posteriori, che non solo si possono tradizionalmente ripiegare (frazionamento 60:40), ma si possono anche spostare in avanti e indietro con un gioco di ben 14 cm. Questo consente sia di offrire maggior spazio per le gambe che per i bagagli: si passa da un minimo di 385 litri fino a ben 455 litri, il tutto mantenendo i cinque posti a sedere intatti (ammesso ovviamente che i tre sulla fila posteriore non siano altissimi, altrimenti sulle gambe si rischia di soffrire). Abbattendo gli schienali si tocca l’apice con un ottimo 1.281 litri. L’abitacolo della T-Cross è perfettamente in linea con gli standard di Volkswagen e ciò che ci ha colpito di più è soprattutto la ricchezza dell’allestimento di base. Con il pacchetto Urban, infatti, abbiamo già a disposizione optional interessanti e richiesti come il clima manuale, la radio Composition Media con un display da 8 pollici di diagonale, il sedile del guidatore regolabile in altezza e il computer di bordo. Le sellerie possono essere ulteriormente personalizzate con i pacchetti di colori Diag Neutral, Diag Orange e Diag Turquoise. Si tratta oggettivamente delle richieste di base di una buona fetta di pubblico, che con la T-Cross avrebbero a disposizione una vettura di ingresso ad un prezzo decisamente interessante. Il tutto con la qualità e la resistenza per le quali Volkswagen è famosa da anni. I materiali interni sono stati scelti bene e offrono un ottimo compromesso tra piacevolezza e gusto, senza avere un effetto negativo sul costo. Alzando il livello, troviamo il pacchetto Style, senza dubbio il più interessante dell’offerta, dato che troviamo di serie anche il sedile per il passeggero regolabile in altezza, un cassetto aggiuntivo e persino i cerchi in lega leggera da 16 pollici. Con l’allestimento Advanced, invece, vediamo l’arrivo del volante multifunzionale con rivestimento in pelle, nuovi sedili sport/comfort, illuminazione ambientale e cerchi in lega da 17 pollici. Per i più sportivi, infine, arriveranno anche gli speciali pacchetti della linea R.

Motori e aiuti alla guida della Volkswagen T-Cross

I tre allestimenti non introducono solamente extra per il comfort e la guida, ma anche una notevole dose di sistemi ADAS, sempre più comuni anche su auto non di segmento premium. Con l’allestimento Style, ad esempio, abbiamo di serie persino il Cruise Control Adattivo, ma già sull’Urban possiamo contare sugli avvisi sonori e visivi per il rispetto della corsia e per l’angolo cieco. Senza dimenticare l’ottimo Front Assist con riconoscimento dei pedoni e frenata di emergenza cittadina. Il tutto è offerto su una gamma di motori piuttosto interessante. A partire da aprile, quando la Volkswagen T-Cross arriverà nei concessionari, saranno disponibili unicamente i due motori benzina. Sono dei 1.000 TSI 3 cilindri con potenze da 95 e 115 Cv. Il primo sarà associato ad un cambio manuale a cinque marce e rappresenterà naturalmente il modello d’ingresso. Il TSI da 115 Cv, però, rimane comunque molto interessante, in quanto potrà avere in dotazione sia un manuale a sei marce che un automatico DSG a 7 rapporti. Per i diesel si dovrà invece aspettare ancora un po’, in quanto il 1.600 TDI da 95 Cv dovrebbe arrivare solamente dopo l’estate (previsione ancora non ufficiale), in data da confermare. Anche lui, comunque, potrà montare sia il manuale a 5 marce che il DSG a 7 rapporti (niente 6 marce manuale).

Come si guida la Volkswagen T-Cross?

Durante questo nostro primo contatto, svolto lungo le strade di Palma de Maiorca, abbiamo messo le mani su due diverse unità: prima il 1.600 TDI da 95 Cv che arriverà in Italia nei prossimi mesi, e poi il 1.000 TSI da 115 Cv. Le impressioni migliori a livello di dinamicità le ha destate senza alcun dubbio il modello diesel, nonostante sia inferiore per potenza. Grazie infatti al migliore spunto e alla cilindrata maggiore, la T-Cross riesce a sfruttare molto molto meglio le sue caratteristiche di leggerezza e agilità. Molto buone le sospensioni, tarate a nostro giudizio molto bene e quindi in grado di assorbire le asperità del terreno senza per questo risultare troppo morbide. Beccheggio e rollio sono estremamente limitati, praticamente impercettibili. Anche il volante ci è piaciuto molto, decisamente preciso e in grado di restituire il feeling della macchina in modo affidabile. L’unica pecca in questo particolare caso viene fuori se si sceglie tra gli optional il controllo di corsia attivo, in quanto il sensore che verifica se le nostre mani sono o meno sul volante (obbligatorio per legge in Italia) si affida al movimento del volante stesso e a volte l’avviso di rimettere le mani a posto può partire anche se in realtà sono in posizione regolare. Il cruise control adattivo, dal canto suo, è una vera manna del cielo su un’auto di questo genere, che essendo pensata soprattutto per la città avrà spesso a che fare con strade ad alta percorrenza, come le tangenziali o il GRA romano, falcidiate dal traffico. Una vettura che rallenta da sola, in questo caso, avrà un effetto decisamente benefico non solo sulla sicurezza, ma anche sul nostro umore. Purtroppo al momento non ci possiamo pronunciare su consumi ed emissioni nocive, in quanto la casa di Wolfsburg deve ancora omologare i dati ufficiali (uno dei motivi per cui dovremo aspettare qualche mese per il diesel). Il benzina TSI si è comportato altrettanto bene, ma la potenza aggiuntiva della variante che abbiamo provato (115 Cv) non ci è apparsa sufficiente a levarci dalla testa la sensazione che il 1.000 tre cilindri possa risultare comunque leggermente sottodimensionato. Nonostante questo, però, il fatto che questo modello possa contare non solo sull’ottimo automatico DSG a 7 rapporti, ma anche sul manuale a 6 marce (il diesel avrà solo il 5 marce o il DSG), potrebbe essere un fattore determinante a livello di consumi. Tra l’altro la motorizzazione benzina da 95 Cv rappresenta la base che, associata all’allestimento Urban, ci offre il prezzo di listino di ingresso di 19.000 €, decisamente interessante tenendo conto delle ottime potenzialità del mezzo. Se dovessimo pronunciarci, noi siamo convinti che nel prossimo futuro vedremo diverse T-Cross circolare sulle nostre strade. Ai concessionari (e al pubblico) l’ardua sentenza. [review pros="Design moderno e accattivante. Allestimenti ben concepiti già alla base. Listino molto interessante" cons="Il 1.000 benzina forse è un po' piccolo. Sensore del volante per il controllo corsia non abbastanza sensibile. Qualche plastica di troppo."] [post_title] => Volkswagen T-Cross: l’asso nella manica di Wolfsburg [VIDEO TEST DRIVE] [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => closed [post_password] => [post_name] => volkswagen-t-cross-lasso-nella-manica-di-wolfsburg-video-test-drive [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2019-03-15 17:26:49 [post_modified_gmt] => 2019-03-15 16:26:49 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.motorionline.com/?p=611924 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Volkswagen T-Cross: l’asso nella manica di Wolfsburg [VIDEO TEST DRIVE]

Prova del 1.600 diesel da 95 Cv e del 1.000 benzina da 115 Cv

La Volkswagen T-Cross è finalmente arrivata in strada e abbiamo potuto metterla alla prova per la prima volta. Non chiamatela “sorellina” della T-Roc, perché per quanto la parentela sia evidente questo compatto B-SUV ha dimostrato delle doti notevoli, le quali, unite ad un listino davvero interessante, potrebbero portarlo a battere la popolarità della compagna più grande

La nuova Volkswagen T-Cross rappresenta un passo in avanti già di per sé. Non lasciatevi ingannare dalla somiglianza del nome con la T-Roc, perché le differenze vanno ben oltre le lettere del nome. La T-Cross non è semplicemente una versione più compatta del SUV della casa, ma è un primo passo nella crescita della così detta T-Family (Tiguan, Touareg e T-Roc), in particolare dal punto di vista del design. Da quello tecnologico è quasi superfluo sottolineare come la T-Cross avrà a disposizione numerosi extra, tra ADAS e personalizzazione e motori, ma già guardandola si intuisce la strada che la casa di Wolfsburg vorrà intraprendere nei prossimi anni. Quindi, per iniziare questo nostro test drive in anteprima, inizieremo proprio dall’estetica.

La Volkswagen T-Cross è familiare, ma è anche diversa

Dal punto di vista delle dimensioni, la Volkswagen T-Cross è più grande della Polo (54 mm in lunghezza e 138 mm in altezza), ma è comunque più compatta della T-Roc di ben 12 cm in lunghezza. Merito in particolare della nuova piattaforma sulla quale è stata sviluppata, che ha consentito di spostare sensibilmente gli assali, in modo da aumentare il passo (2,56 m) e, di conseguenza, lo spazio interno della vettura. Nonostante le sue ovvie somiglianze con il resto della T-Family, la T-Cross si distingue prima di tutto per la sua zona frontale. La griglia rispetta la filosofia di design delle produzioni più recenti, ma rispetto alla sorella più grande va ad includere dei nuovi fari, dalla forma più moderna e accattivante. Sia sulla fiancata che sul retro troviamo diversi elementi orizzontali, così da sviluppare in quel senso la silhouette della vettura. Soprattutto sul posteriore troviamo una fascia riflettente inclusa in una mascherina nera, molto alla moda e ricercata sul mercato attuale. Da notare anche i rinnovati gruppi ottici, studiati in modo da essere inclusi in maniera molto piacevole proprio a questa cornice nera. Tornando per un momento al discorso dello spazio a disposizione, questo si propone a livelli molto buoni anche prendendo in considerazione il bagagliaio. Questo anche grazie alla panca di sedili posteriori, che non solo si possono tradizionalmente ripiegare (frazionamento 60:40), ma si possono anche spostare in avanti e indietro con un gioco di ben 14 cm. Questo consente sia di offrire maggior spazio per le gambe che per i bagagli: si passa da un minimo di 385 litri fino a ben 455 litri, il tutto mantenendo i cinque posti a sedere intatti (ammesso ovviamente che i tre sulla fila posteriore non siano altissimi, altrimenti sulle gambe si rischia di soffrire). Abbattendo gli schienali si tocca l’apice con un ottimo 1.281 litri.

L’abitacolo della T-Cross è perfettamente in linea con gli standard di Volkswagen e ciò che ci ha colpito di più è soprattutto la ricchezza dell’allestimento di base. Con il pacchetto Urban, infatti, abbiamo già a disposizione optional interessanti e richiesti come il clima manuale, la radio Composition Media con un display da 8 pollici di diagonale, il sedile del guidatore regolabile in altezza e il computer di bordo. Le sellerie possono essere ulteriormente personalizzate con i pacchetti di colori Diag Neutral, Diag Orange e Diag Turquoise. Si tratta oggettivamente delle richieste di base di una buona fetta di pubblico, che con la T-Cross avrebbero a disposizione una vettura di ingresso ad un prezzo decisamente interessante. Il tutto con la qualità e la resistenza per le quali Volkswagen è famosa da anni. I materiali interni sono stati scelti bene e offrono un ottimo compromesso tra piacevolezza e gusto, senza avere un effetto negativo sul costo. Alzando il livello, troviamo il pacchetto Style, senza dubbio il più interessante dell’offerta, dato che troviamo di serie anche il sedile per il passeggero regolabile in altezza, un cassetto aggiuntivo e persino i cerchi in lega leggera da 16 pollici. Con l’allestimento Advanced, invece, vediamo l’arrivo del volante multifunzionale con rivestimento in pelle, nuovi sedili sport/comfort, illuminazione ambientale e cerchi in lega da 17 pollici. Per i più sportivi, infine, arriveranno anche gli speciali pacchetti della linea R.

Motori e aiuti alla guida della Volkswagen T-Cross

I tre allestimenti non introducono solamente extra per il comfort e la guida, ma anche una notevole dose di sistemi ADAS, sempre più comuni anche su auto non di segmento premium. Con l’allestimento Style, ad esempio, abbiamo di serie persino il Cruise Control Adattivo, ma già sull’Urban possiamo contare sugli avvisi sonori e visivi per il rispetto della corsia e per l’angolo cieco. Senza dimenticare l’ottimo Front Assist con riconoscimento dei pedoni e frenata di emergenza cittadina.

Il tutto è offerto su una gamma di motori piuttosto interessante. A partire da aprile, quando la Volkswagen T-Cross arriverà nei concessionari, saranno disponibili unicamente i due motori benzina. Sono dei 1.000 TSI 3 cilindri con potenze da 95 e 115 Cv. Il primo sarà associato ad un cambio manuale a cinque marce e rappresenterà naturalmente il modello d’ingresso. Il TSI da 115 Cv, però, rimane comunque molto interessante, in quanto potrà avere in dotazione sia un manuale a sei marce che un automatico DSG a 7 rapporti. Per i diesel si dovrà invece aspettare ancora un po’, in quanto il 1.600 TDI da 95 Cv dovrebbe arrivare solamente dopo l’estate (previsione ancora non ufficiale), in data da confermare. Anche lui, comunque, potrà montare sia il manuale a 5 marce che il DSG a 7 rapporti (niente 6 marce manuale).

Come si guida la Volkswagen T-Cross?

Durante questo nostro primo contatto, svolto lungo le strade di Palma de Maiorca, abbiamo messo le mani su due diverse unità: prima il 1.600 TDI da 95 Cv che arriverà in Italia nei prossimi mesi, e poi il 1.000 TSI da 115 Cv. Le impressioni migliori a livello di dinamicità le ha destate senza alcun dubbio il modello diesel, nonostante sia inferiore per potenza. Grazie infatti al migliore spunto e alla cilindrata maggiore, la T-Cross riesce a sfruttare molto molto meglio le sue caratteristiche di leggerezza e agilità. Molto buone le sospensioni, tarate a nostro giudizio molto bene e quindi in grado di assorbire le asperità del terreno senza per questo risultare troppo morbide. Beccheggio e rollio sono estremamente limitati, praticamente impercettibili. Anche il volante ci è piaciuto molto, decisamente preciso e in grado di restituire il feeling della macchina in modo affidabile. L’unica pecca in questo particolare caso viene fuori se si sceglie tra gli optional il controllo di corsia attivo, in quanto il sensore che verifica se le nostre mani sono o meno sul volante (obbligatorio per legge in Italia) si affida al movimento del volante stesso e a volte l’avviso di rimettere le mani a posto può partire anche se in realtà sono in posizione regolare. Il cruise control adattivo, dal canto suo, è una vera manna del cielo su un’auto di questo genere, che essendo pensata soprattutto per la città avrà spesso a che fare con strade ad alta percorrenza, come le tangenziali o il GRA romano, falcidiate dal traffico. Una vettura che rallenta da sola, in questo caso, avrà un effetto decisamente benefico non solo sulla sicurezza, ma anche sul nostro umore. Purtroppo al momento non ci possiamo pronunciare su consumi ed emissioni nocive, in quanto la casa di Wolfsburg deve ancora omologare i dati ufficiali (uno dei motivi per cui dovremo aspettare qualche mese per il diesel).

Il benzina TSI si è comportato altrettanto bene, ma la potenza aggiuntiva della variante che abbiamo provato (115 Cv) non ci è apparsa sufficiente a levarci dalla testa la sensazione che il 1.000 tre cilindri possa risultare comunque leggermente sottodimensionato. Nonostante questo, però, il fatto che questo modello possa contare non solo sull’ottimo automatico DSG a 7 rapporti, ma anche sul manuale a 6 marce (il diesel avrà solo il 5 marce o il DSG), potrebbe essere un fattore determinante a livello di consumi. Tra l’altro la motorizzazione benzina da 95 Cv rappresenta la base che, associata all’allestimento Urban, ci offre il prezzo di listino di ingresso di 19.000 €, decisamente interessante tenendo conto delle ottime potenzialità del mezzo. Se dovessimo pronunciarci, noi siamo convinti che nel prossimo futuro vedremo diverse T-Cross circolare sulle nostre strade. Ai concessionari (e al pubblico) l’ardua sentenza.

Pro e Contro

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Design moderno e accattivante. Allestimenti ben concepiti già alla base. Listino molto interessanteIl 1.000 benzina forse è un po' piccolo. Sensore del volante per il controllo corsia non abbastanza sensibile. Qualche plastica di troppo.

Volkswagen T-Cross: l’asso nella manica di Wolfsburg [VIDEO TEST DRIVE]
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